Finanziamenti per il recupero del patrimonio culturale: esclusa la BAT

Esclusi dal finanziamento gli interventi nella provincia di Barletta-Andria-Trani

 

tn_Leo Mastrogiacomo Sono in totale quindici le opere pugliesi che potranno beneficiare di un finanziamento complessivo di quasi 32 milioni di euro stanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il recupero del patrimonio culturale del Mezzogiorno.
Tra queste, il Museo contemporaneo dell’Audiovisivo di Bari, il recupero delle Mura Urbiche di Lecce, della Torre Matta di Taranto, delle storiche grotte di Tricase e dell’area destinata a Focara di Novoli, interventi per l’ipogeo di San Sebastiano di Galatone e per il Castello di Gallipoli, interventi di valorizzazione per il polo di Taranto e per il complesso dello Spirito Santo di Lecce, il recupero dell’ex Convento di Santa Maria a Vieste, del Teatro di Apollo a Lecce, dello scavo archeologico di Porto Badisco a Otranto e del Palazzo baronale di Novoli.
Nessuna traccia, invece, di interventi in favore di beni culturali insistenti sul territorio della Provincia di Barletta – Andria – Trani, cosa che ha suscitato lo stupore del Consigliere provinciale delegato al Turismo Pantaleo Mastrogiacomo.
«Come se le innumerevoli opere di rilevanza culturale della nostra Provincia, riconosciute in tutto il mondo, non esistessero – ha affermato il Consigliere Mastrogiacomo -. E’ inconcepibile che la Regione Puglia abbia proposto, tra gli interventi da finanziarie, opere ricadenti nei territorio di tutte le Province pugliesi, meno che nella nostra. Ed è altrettanto assurdo che in Regione si continui a snobbare questo territorio, ricordandosi di esso solo quando bisogna sacrificarlo chiudendo o depotenziando gli ospedali o venendo qui a conferire i rifiuti di altre Province. Faccio appello ai cinque Consiglieri regionali eletti nel nostro territorio – ha poi concluso Mastrogiacomo -, affinchè facciano sentire forte in Regione la voce delusa di un territorio purtroppo ancora troppo spesso bistrattato dai vertici regionali».

 

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