What’s UP? I film in uscita al cinema dall’8 marzo (parte 2)

film in uscita
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Buoni titoli tra i film in uscita in questo secondo appuntamento settimanale di What’s UP (cliccando qui trovate la prima parte). Spiccano l’impegno di “Nome di donna” e le terrificanti ispirazioni di “The lodgers”, ma vi consigliamo caldamente di dare una chance anche agli altri titoli. Buona visione!

Nome di donna   (8 marzo)    primo film in uscita al cinema

Marco Tullio Giordana, di ritorno sul grande schermo dopo ben 6 anni, si prende una pausa dal suo rapporto quasi feticistico con le brutture e le bellezze della storia italiana. Il regista di La meglio gioventù e Romanzo di una strage abbandona i toni sistemici e le storie pluraliste per concentrarsi su una vicenda singolare e di rinnovato orgoglio femminile, ma che non manca di dispiegare i suoi effetti su una collettività di individui.

Il regista de I cento passi non è peraltro nuovo alla costruzione di personaggi femminili molto forti e sfaccettati, se pensiamo a Giorgia, superbamente interpretata da Jasmine Trinca nell’apprezzatissimo affresco generazionale del regista lombardo, e a Lucia Pinelli/Michela Cescon, moglie dell’anarchico Giuseppe Pinelli in Romanzo di una strage. Protagonista è Cristiana Capotondi, nei panni di Nina, madre single trasferitasi dalla metropoli milanese in un paesino lombardo per via del suo nuovo impiego in una casa di cura per anziani.

Qui scoprirà la terribile omertà che vige tra il personale femminile della clinica nei confronti dell’operato del direttore Marco Maria Torri, interpretato da Valerio Binasco (uno dei tre protagonisti di Noi credevamo di Mario Martone). La coraggiosa e solitaria ribellione di Nina smuoverà le coscienze di chi si è ormai assuefatta alla cruda realtà pur di mantenere saldo il proprio lavoro.

Il film, strategicamente in uscita proprio l’8 di marzo, vede nel cast la presenza di Bebo Storti, Laura Marinoni, Anita Kravos, Michela Cescon e la straordinaria Adriana Asti di Accattone e di Il fantasma della libertà, film che hanno segnato senz’altro le tappe più prestigiose della sua lunga carriera.

Ricomincio da noi   (8 marzo)    secondo film in uscita al cinema

Imelda Staunton prosegue quel cammino da ribelle ultrasessantenne che aveva già intrapreso con l’ottimo Pride di Matthew Warchus. È insomma netta la controtendenza con il resto della carriera recente dell’attrice anglosassone, che l’ha vista, quando non ha vestito i panni arcigni di Dolores Umbridge in Harry Potter, protagonista di ruoli sempre molto formali e rigorosi.

Questo ha fatto forse di lei il volto giusto per un riscatto britannico in tarda età, per la favola dell’anatroccolo che si scopre cigno proprio sul ciglio della vecchiaia. Con quell’aria da signora perbene e sempre un po’ choosy, la Staunton interpreta Sandra, donna allontanatasi dal marito e compagno di una vita dopo la scoperta del suo tradimento proprio con la sua migliore amica.

Decisa a lasciarsi tutto alle spalle, ma sprovvista dei mezzi per farlo perché adagiatasi per anni in una vita sbagliata ma comoda, Sandra deciderà di chiedere aiuto a sua sorella Bif (Celia Imrie). Con lei, Sandra frequenterà una scuola di ballo, dove farà la conoscenza di Charlie (Timothy Spall), un insolito e stravagante restauratore di mobili. Per la regia di Richard Loncraine, nel cast ci sono anche David Hayman e Joanna Lumley

The lodgers   (8 marzo)    terzo film in uscita al cinema

Sulla scia di Il mistero di Rookford, l’irlandese Brian O’Malley manipola i toni paranormali e abbatte quell’alone mistery che pervade il gotico dei giorni nostri. Il suo tentativo è quello di restituire al gothic horror la dignità che ha perduto in anni di appannamento cinematografico. La soluzione? Tutta semiotica. Tornando a maneggiare la simbologia tradizionale dei luoghi e degli oggetti legati al linguaggio del terrore anglosassone tra il tardo ottocento e gli inizi del novecento, O’Malley mostra, dalle prime immagini filtrate in rete, di non aver furbescamente rinunciato nemmeno agli orridi contorsionismi di quella corrente del body horror che ha in Jacob’s ladder uno dei suoi più illustri padri fondatori.

Fa un certo effetto vedere gracchianti corvi, vecchie carte da parati in penombra e consumati candelabri convivere in una rappresentazione moderna per concept e soluzioni registiche, per un film europeo che prova a fare lo sgambetto alle grandi produzioni d’oltreoceano.

Rachel ed Edward, gemelli confinati in un’antica casa da una tremenda maledizione abbattutasi anni prima sulla loro stirpe, vivono in maniera completamente diversa le imposizioni dettate da quel decalogo di regole che sono costretti a rispettare per non incorrere nelle ire degli spiriti. Mentre il violento Edward (Bill Milner) ne è terrorizzato e segue ossequiosamente alla lettera la filastrocca che scandisce il loro ritmo giornaliero e che impone loro, tra le altre cose, di andare a letto a mezzanotte e di non conoscere persone nuove, sua sorella Rachel è sempre più insofferente. Quando la ragazza farà la conoscenza di un soldato, Sean, violando così l’ancestrale patto cui è legata, i demoni della casa pretenderanno il loro macabro tributo. Interessante il riferimento, con la figura del soldato, alla guerra di indipendenza irlandese. Nel cast Charlotte Vega, Eugene Simon e il convincente e sempre in parte David Bradley.

Vengo anch’io   (8 marzo)    quarto film in uscita al cinema

Diretto a quattro mani dalla coppia Nuzzo-Di Biase, comici sulla cresta dell’onda televisiva fino a qualche tempo fa, Vengo anch’io è una commedia sceneggiata e interpretata dalla coppia, con protagonisti Corrado (Nuzzo), un assistente sociale ossessionato dall’idea del suicidio, Maria, donna ex carcerata e in cerca di sua figlia, e Aldo (Gabriel Dentoni), ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger. Incontratisi grazie a un’app e pronti a compiere un viaggio, lo strano trio, diretto in salento, finirà per scoprirsi unito ben oltre le miserie e le diversità. Le premesse, decisamente non convenzionali per un’opera prima, descrivono Vengo anch’io come una divertente e grottesca occasione di riflessione sulle diversità e su un’idea di famiglia molto originale. Nel cast anche Ambra Angiolini, Vincenzo Salemme e Aldo Baglio.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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