What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 19 al 22 febbraio (parte 1)

barlettanews - Il filo nascosto film in uscita

Tra i tre film in uscita al cinema in questa prima parte di What’s UP la perfezione del Caravaggio incontra la ricercatezza stilistica ed estetica di P.T. Anderson nei costumi di “Il filo nascosto”. Buona visione!

Caravaggio – L’anima e il sangue   (19 febbraio)    primo film in uscita al cinema

L’impressionante realismo delle opere del Caravaggio, il suo amore per il lato oscuro e derelitto dell’umano, e l’esistenza personale tormentata e sempre al limite, rivivono in Caravaggio – L’anima e il sangue, film documentario di Jesus Garces Lambert, che ci conduce per mano nei luoghi in cui lo straordinario Michelangelo Merisi ha lasciato un segno del suo sofferto ma geniale passaggio. Una vera esplosione di interesse, questa per il pittore milanese, che si unisce alle già celebri mostre allestite da Schmidt agli Uffizi; ultima, in ordine di tempo «Caravaggio e il Seicento». La produzione del documentario, ancora nel segno di Sky, com’era avvenuto per Firenze e gli Uffizi in 3D e per Raffaello – il Principe delle Arti – in 3D. La voce narrante di Manuel Agnelli, cantante degli Afterhours e di recente giudice nel programma televisivo “X Factor”, introduce l’erudizione storica e artistica di studiosi del calibro di Mina Gregori, Claudio Striniati e della curatrice della mostra “Dentro Caravaggio”, Rossella Vodret.

Belle & Sebastien – Amici per sempre   (22 febbraio)    secondo film in uscita al cinema

È certamente un’incognita questa nuova sfida affrontata dalla saga di Belle & Sebastien, la cui regia è affidata, per il terzo capitolo, alle mani forse un po’ inesperte di Clovis Cornillac. L’attore francese, più celebre in patria che all’estero, chiude così i conti di questo grande racconto per giovanissimi, per una serie di film che non ha mai nascosto il profilo formativo del racconto, pur facendosi notare soprattutto per la limpidezza e il gusto scenico delle ambientazioni alpine. Orfani (per scelta) di Christian Duguay e della fotografia di Nicolas Vanier, a Cornillac il compito di chiudere con congruità e dignità questa trilogia, che deve ora fare i conti con l’inevitabilità della separazione e della crescita dei suoi protagonisti. Sebastien si affaccia all’adolescenza e, ritrovata la figura paterna, affronterà Joseph, interpretato dallo stesso regista, un uomo deciso a sottrargli Belle, che nel frattempo è diventata mamma di tre splendidi cuccioli. Alla contesa sul cane da montagna dei Pirenei più famoso del cinema, si sommerà la scelta del padre del ragazzo di abbandonare i monti che hanno fatto loro da casa per molto tempo, per trasferirsi in Canada con sua moglie, portando ovviamente con sé Sebastien. Nel cast ritroviamo Félix Bossuet, accanto a Thierry Neuvic, attore che gli amanti dei confini tra cult e trash ricorderanno come ispettore dai modi poco gentili in Dobermann e come interprete per Luc Besson in Giovanna d’Arco.

Il filo nascosto   (22 febbraio)    terzo film in uscita al cinema

Paul Thomas Anderson; un nome che basterebbe per alimentare interesse su un film attesissimo, importante per il suo essersi segnalato come opera della maturità di un regista il cui linguaggio è in continua e plastica evoluzione. Phantom Thread (Il filo nascosto) assembla così già nel titolo la potenza allusiva e fortemente verbale del suo ultimo cinema, in un percorso che con The Master e Inherent Vice si è ulteriormente arricchito, anche grazie alla duplice e fruttuosa collaborazione con Joaquin Phoenix. Il “filo” richiama la tensione serpeggiante e nervale che dimora nel rapporto umano, e il “phantom” quella spettrale cupezza dell’animo che adombra il sentimento fino a trasformarlo in spietato possesso. E faremmo cosa giustissima se riuscissimo ad immaginare la filmografia di Anderson come un unico conglomerato tematico, in cui la linearità non sia, obbligatoriamente, l’unica chiave di lettura. Non sbaglia chi pensa in primo luogo a Il Petroliere come all’associazione più diretta tra i suoi precedenti lungometraggi; nell’epica sporca e brechtiana della costruzione di un impero economico fondato sull’oro nero, si intravedevano quei temi che anche Leone aveva sfiorato con spirito poetico diverso, magari poco aderente alla cavalleresca fioritura della civiltà americana come riflesso individualistico. Anderson è invece innervato da un bisogno quasi primitivo di rappresentare il dominio come forma e “species” dell’agire, in un panorama stratificato che si arricchirà in The Master delle più sottili e perverse fascinazioni religiose, e del tema wellesiano del controllo. Il filo nascosto segna inoltre il rinnovo del sodalizio con Daniel Day-Lewis, pluri-premio Oscar omaggiato dall’Academy anche grazie a Il Petroliere. L’attore londinese esercita il suo immenso talento recitativo nei panni di Reynolds Woodcock, sarto inglese nella Londra del secondo dopoguerra. Metodico professionista e profondo conoscitore del desiderio femminile, utilizza le proprie incredibili capacità per creare abiti di sconfinata bellezza, senza mai però concedersi a un vero contatto con l’universo femminile. Le cose cambieranno quando Reynolds incrocerà il cammino di Alma (Vicky Krieps), donna intraprendente e competitiva. Nel cast di questo lungometraggio, candidato all’Oscar come miglior film, anche Camilla Rutherford, Bern Collaço e Lesley Manville (Womb)

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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