What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 22 febbraio (parte 2)

barlettanews - winchester film in uscita

La vedova Winchester affollerà d’incubi le notti insonni di quanti si affacceranno a questa seconda parte di What’s UP (cliccando qui trovate la prima parte). Tra i film in uscita anche la nuova e chiacchierata creatura di James Franco e “Figlia mia”, diretto dalla bravissima Laura Bispuri. Buona visione! 

Figlia mia   (22 febbraio)    primo film in uscita al cinema

Di Laura Bispuri si dice un gran bene fin da Vergine giurata, film premiato anche al BIFEST e portatore di un’etica asciutta dell’immagine. La Bispuri ritrae ancora una volta, con la naturalezza che la caratterizza, la donna nella sua fioritura, nel suo arrendersi alla ritualità, arcaica e di matrice popolare in Vergine giurata. A far da collante tra i due film è Alba Rohrwacher, attrice che sembra essersi in qualche modo legata a questa promettente cineasta nostrana. Ma se, nel suo film precedente, la Bispuri si immergeva nel folklore balcanico, qui ammicca all’infanzia in quanto luogo di formazione e definizione. Il rapporto materno, essenziale nella crescita della piccola Vittoria, bambina di 10 anni, vive un singolare sdoppiamento tra due donne. Tina e Angelica si contendono, dopo una vita segnata da un antico patto, l’affetto della piccola, interpretata da Sara Casu. Nei panni di Tina troviamo Valeria Golino, mentre la Rohrwacher presta il suo affascinante candore ad Angelica. Non possiamo non citare la presenza nel cast di Udo Kier, attore tedesco e impegnato a fine anni ’70 nel ruolo dello psichiatra in Suspiria e in diversi altri film di genere.

La vedova Winchester   (22 febbraio)    secondo film in uscita al cinema

Michael Spierig e Peter Spierig li reincontriamo dopo Saw Legacy, e la cosa che più sorprende è il poco tempo intercorso tra le riprese dell’ultimo capitolo della saga cinematografica di Jigsaw ed un film così diverso per natura e soggetto. Un’evoluzione naturale e auspicabile per i due giovani gemelli tedeschi (ma ormai australiani a tutti gli effetti), ma che arriva forse troppo presto persino a livello produttivo, con uno scarto di appena cinque mesi tra un film e l’altro. “Buon per loro”, verrebbe da dire, soprattutto davanti a una sceneggiatura che, se si esclude la collaborazione di Tom Vaughn, è in gran parte opera del duo. La trama ci offre succosi riferimenti storici, per una storia “vera” che affonda le proprie radici nel racconto di un’azienda celebre in tutto il mondo: parliamo della Winchester, storica produttrice d’armi del Connecticut. La casa madre della famosa “carabina”, fondata da un coraggioso imprenditore, chiuse i battenti nel 1989, ma La vedova Winchester narra di fatti avvenuti molto prima: a inizio secolo, dopo la morte del padre fondatore Oliver Winchester, sua moglie Sarah (Ellen Mirren), donna fortemente credente nella vita ultraterrena e nello spiritismo, si convinse che le anime di colori i quali perirono sotto i colpi delle armi fabbricate dal defunto marito la perseguitassero. Per intrappolarle, preda evidentemente della follia, dilapidò gran parte dell’eredità del fondatore dell’azienda, facendo costruire una magione di proporzioni ciclopiche, in cui ben cinquecento stanze avrebbero dovuto ospitare gli spiriti inquieti delle “vittime” di suo marito. Il film degli Spierig, prendendosi ovviamente delle libertà letterarie, narra dell’arrivo dello psicologo Eric Price nella “Winchester Mystery House” nei primi anni ‘20, oggi meta turistica di San Jose. Price è deciso ad approfondire la vicenda, convinto, nel suo fermo scetticismo, che la donna vaneggi in preda a una depressione acuitasi dopo la morte della figlia. Com’è lecito attendersi, le sue convinzioni vacilleranno ben presto, sotto il peso di terrificanti apparizioni. Nel cast, oltre all’assoluta protagonista Ellen Mirren, compaiono l’attore Jason Clarke, l’August Sampson della serie Insidious, e Sarah Snook, vista in Jessabelle e in The dressmaker.

Omicidio al Cairo   (22 febbraio)    terzo film in uscita al cinema

Non ci è dato sapere se Tarik Saleh, regista d’origini egiziane ma cresciuto e vissuto in Svezia, sarebbe stato o meno così audace nel dipingere lo stato nordafricano se avesse vissuto in patria, ma la sua operazione sa di documento necessario, pur se di fantasia, per sottolineare l’attuale crisi delle istituzioni democratiche egiziane. In Omicidio al Cairo conosciamo Noredin Mustafa, detective della polizia della capitale, incaricato di indagare sul brutale decesso di una cantante, il cui cadavere è stato rinvenuto in una stanza del Nile Hilton Hotel. A complicare le cose, i presunti legami che Mustafa rinverrà, nel corso delle sue indagini, tra la ragazza assassinata e il proprietario dell’albergo, parlamentare e uomo facoltoso. Agli occhi del detective, uomo di legge non proprio irreprensibile, ma messo dinanzi alla possibilità di un riscatto morale, si svelerà un terribile panorama di uomini influenti e corrotti, segretamente a capo dell’intero Paese. Nel cast, oltre al protagonista Fares Fares, troviamo un ottimo attore come Slimane Dazi, già visto nel pluripremiato Il profeta di Jacques Audiard e in Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmusch.

Sconnessi   (22 febbraio)    quarto film in uscita al cinema

Dopo Non c’è campo di Federico Moccia anche la sceneggiatura dell’attrice Michela Andreozzi – l’abbiamo vista di recente in 9 lune e mezza – e Massimiliano Vado esplora gli effetti della deriva tecnologica. Laddove però il film con Vanessa Incontrada si fermava sostanzialmente alle giovani generazioni, vittime privilegiate della modernità e di quel detachment che in Disconnect divenne, nel 2012, punto di partenza (ben più drammatico) per un discreto film, il regista Christian Marazziti si propone di allargare la rete di questa “tonnara” a un’intera famiglia. Non siamo sugli stessi lidi della famiglia allargata mucciniana e delle nevrosi collettive tipiche dei film del romano, perché a Marazziti interessa evidentemente molto più il rispetto di un tono che strizza l’occhio alla commedia nostrana. Non è questo necessariamente un difetto, ma la presenza nel cast di Maurizio Mattioli e Ricky Memphis, di recente coinvolto nelle diatribe generazionali della serie “Immaturi”, segnala chiaramente la leggerezza del lungometraggio. Nello chalet di montagna in cui vive, Ettore, rinomato scrittore e acerrimo nemico della tecnologia (Fabrizio Bentivoglio), può realizzare il suo sogno: avvicinare i suoi due figli alla seconda moglie Margherita (Carolina Crescentini), in stato di gravidanza. La rimpatriata famigliare coinvolgerà però personaggi inaspettati, mentre un inatteso blackout darà, forse, una spinta alla realizzazione del sogno del capofamiglia. Tutti i presenti saranno infatti costretti a guardarsi negli occhi e darsi, finalmente, del “tu”. Nel cast Antonia Liskova, Daniela Poggi, Stefano Fresi e Giulia Elettra Gorietti.

The disaster artist   (22 febbraio)    quinto film in uscita al cinema

La storia di Disaster artist prende le mosse dalla biografia di un uomo che ha fatto della sua eccentricità la chiave per una incredibile, anche se non immediata, notorietà. Parliamo di Tommy Wiseau, attore, regista e produttore del discutibile The room, lungometraggio stroncato dalla critica a inizio anni 2000 ma divenuto, in una decina d’anni, una sorta di cult per gli appassionati. James Franco dà vita, come regista e attore protagonista, a quest’avventura singolare nel mondo di Hollywood, nei panni di un uomo deciso a sfondare a tutti i costi, anche se con materiale ritenuto scadente. Nel bel mezzo delle riprese del lungometraggio, Tommy troverà l’amicizia di Greg Sestero, attore nel suo film e complice di Wiseau grazie alla loro comune e irrefrenabile passione per James Dean. Sarà proprio Sestero, qui interpretato da Dave Franco (fratello di James), a scrivere un libro su questa tragicomica toccata e fuga nel grande cinema americano, libro che ha stuzzicato le corde creative del regista di In dubious battle al punto da convincerlo ad investire tempo e risorse in questo progetto. Nel cast figurano anche Seth Rogen, Bryan Cranston, Zoey Deutch, Zac Efron e Kristen Bell.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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