What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 26 Febbraio al 1 Marzo (parte 1)

barlettanews - lady bird film in uscita

Tra i quattro film in uscita al cinema di questa prima parte della nostra rubrica, grande spazio ai bisogni autobiografici e alla ricerca di un’identità, che sia attraverso l’arte, la riconciliazione col proprio passato o con il proprio tessuto affettivo. Buona visione da What’s UP!

Il club dei 27   (26 febbraio)    primo film in uscita al cinema

Matteo Zoni prosegue nel suo tentativo di abbattere il muro che separa il documentario dalla fiction, e nel suo tentativo esercita una “progettualità poetica” dal taglio non indifferente. L’ossimoro si spiega nel suo tentativo, qui ribadito, di ricercare uno stile senza rinunciare alla rappresentazione umana dell’emozione. E se quest’ultima investe la Musica, quella del melodramma italiano di Giuseppe Verdi, allora si assiste alla nascita di lavori come Il club dei 27. L’amore per Verdi coinvolge un undicenne, un ragazzino come tanti, disposto però a tutto pur di entrare in contatto con l’esclusivo club che si occupa di ricordare il lascito del maestro italiano. I suoi membri, uomini colti e distinti che si rivolgono gli uni agli altri appellandosi coi nomi delle opere di Verdi (Rigoletto, La Traviata, Aida, Nabucco ecc). Riuscirà il piccolo Giacomo, che nella tenacia ricorda il piccolo Salvatore Cascio di Nuovo Cinema Paradiso, a realizzare il suo affascinante sogno? Nel cast Giacomo Anelli, nei panni di se stesso, e Noa Zatta.

2 gran figli di…   (1 Marzo)    secondo film in uscita

Owen Wilson ritorna alla commedia dopo l’esperienza al fianco di Julia Roberts e Jacob Tremblay in Wonder, in una carriera in cui ci ha abituati a saltuari passaggi da un genere ad un altro. Rimane questo però il miglior biglietto da visita del biondissimo attore americano, anche se, guardando a discrete prove come quella offerta nel thriller No Escape, viene il dubbio che Wilson abbia forse abusato del suo aspetto sornione da upper class americana. Al suo fianco Ed Helms, attore che non ha goduto, grazie a Una notte da leoni, di una vera e propria vincita alla lotteria, a differenza del collega Bradley Cooper, e che grazie a Un natale all’improvviso, con la sempre verde Diane Keaton, ha preso parte probabilmente al film più gradevole tra quelli post “trilogia dell’hangover”. La regia di Laurence Sher è invece quanto di più plausibile attendersi per un prodotto del genere, soprattutto se lo ricordiamo come direttore della fotografia proprio della trilogia di cui sopra e di Trafficanti, tutti per la regia di Todd Philips. Il film narra della comica ricerca, intrapresa dai fratelli Reynolds, del loro padre naturale. Quando scoprono che loro madre (Glenn Close) ha da sempre mentito sulla morte del genitore per nascondere loro il vero motivo del concepimento, avvenuto in una notte di sesso occasionale, i due si convincono che volerlo incontrare. Ma scoprire la sua vera identità non sarà affatto semplice, e i candidati sono tanti…  Nel cast anche J.K. Simmons, Ving Rhames (Marsellus Wallace in Pulp Fiction), la sorprendente June Squibb, Terry Bradshaw e il grandissimo Christopher Walken.

Dark night   (1 Marzo)    terzo film in uscita al cinema

20 Luglio 2012, Aurora (Colorado, USA). È da poco passata la mezzanotte quando un folle gesto trasforma una serata spensierata per centinaia di persone in una tragedia. Un uomo travestito da Batman, durante la proiezione dell’ultimo capitolo della saga diretta da Christopher Nolan (Batman – The dark knight rises), apre il fuoco sulla folla inerme, uccidendo 12 persone. Con Dark night il regista Tim Sutton prova ad offrirci una ricostruzione non della dinamica dell’accaduto, ma di quel proverbiale e profondo senso d’inadeguatezza in cui versa buona parte della gioventù americana, in quel preciso e patologico senso di straniamento che precede la follia e la morte. Così Sutton interroga la società americana sulle sue colpe, dipingendo sei diversi individui in una sorta di limbo che precede il dramma, ben prima del dolore pubblico e delle copertine mediatiche. Il film è un’occasione ulteriore e necessaria per riflettere sulla questione dell’elevata accessibilità delle armi nello stato americano.

Lady bird   (1 Marzo)    quarto film in uscita al cinema

Da ragazza e attrice “acqua e sapone” ad autrice apprezzata e “attenzionata”. È il percorso seguito da Greta Gerwig, coronato da ben cinque nomination agli Oscar 2018. Cosa pretendere di più? Poco altro, se pensiamo a quanto possa essere ancora lungo e difficoltoso, persino oggi, il cammino delle donne nella macchina cinematografica statunitense. La Gerwig non è una diva, non è un’icona pop o una influencer, ma una donna che prova ad emergere col potere della (buona) scrittura e narrando in primo luogo di se stessa, con penna intinta nel denso inchiostro autobiografico. Ladybird, rigorosamente senza spaziatura, è il nomignolo di una ragazza in perenne contrasto col proprio contesto di riferimento. E quale contesto migliore, nella rappresentazione di una lotta senza quartiere tra identità e omologazione, della città di Sacramento, anima cattolica della California? Christine vuole partire, lasciarsi alle spalle non solo le ristrettezze di un ambiente che percepisce come troppo chiuso e inadatto alla libertà espressiva di cui vuole vivere, ma anche il rapporto conflittuale con una madre affettuosa ma fin troppo invadente. Così è l’ultimo anno di college ad incarnare il solco di un ideale spartiacque tra ciò che è e ciò che dovrà accadere, magari sulla east coast. L’amore, le esperienze, le delusioni, la famiglia, la vita nella città di nascita e il legame con le proprie radici; punti nevralgici che la Gerwing affronta con la limpidezza espressiva di Saoirse Ronan. L’attrice irlandese, newyorkese d’adozione, si segnala così ancora una volta in un lungometraggio candidato al premio Oscar come miglior film, dopo l’esperienza appena due anni fa nell’ottimo Brooklyn, senza dimenticare l’interpretazione della piccola protagonista di Amabili resti di Peter Jackson. Nel cast spazio per Tracy Letts, Jake McDorman, Timothée Chalamet e Laurie Metcalf.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteServizio mensa scolastica, Ruggiero Marzocca presenta interrogazione
Articolo successivoIntervista al Prof. Ruggiero Quarto, candidato al Senato con il M5S
Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here