Tra i film in uscita al cinema di What’s UP spicca per distacco il ritorno in sala di François Ozon con “L’amant double”. Tutti i lungometraggi serbano però liete note d’interesse, come per l’horror inglese “Ghost stories”. 

Maria by Callas   (16 aprile)    primo film in uscita al cinema 

Il documentario diretto da Tom Wolf si inerpica nella ricostruzione di una delle storie di vita che più di altre ha coinvolto l’opinione pubblica internazionale nell’arco del secolo scorso. Parliamo di Maria Callas, personalità segnata dalla fragilità e dal logorio per le proprie brucianti e istintive passioni. Lavoro, amore, collaborazioni; tanti sono gli elementi che ci aiutano a comporre un quadro che non sarà mai comunque chiaramente definibile, per il fascino quasi misterioso che circonda l’animo inquieto di questa donna. La morte, avvenuta a Parigi nel 1977, l’ha consegnata a quel mito che Wolf intende ripercorrere e celebrare con materiali d’archivio, filmati, interviste e lettere. Le testimonianze tracciano una linea ideale nel 20esimo secolo, passando da Visconti a Onassis, da Liz Taylor a Grace Kelly e a J.F. Kennedy, da Marilyn Monroe a Winston Churchill.

Doppio amore   (19 aprile)    secondo film in uscita al cinema 

L’amant double di François Ozon è manifesto conturbante di quella complessità che il regista francese sposa nella definizione della sessualità come metro dell’Io. La sua cinepresa si riflette in quel gioco di lenti che permette al corpo di lambire lo spazio come unica espressione possibile. Una fenomenologia sensibile al solo occhio, al piacere del guardare, che Ozon ha scisso in lavori come Nella casa e Giovane e bella. Ma è ad Amanti criminali, suo secondo lungometraggio, che dobbiamo far riferimento per comprendere come il dualismo che spesso Ozon inscena contiene in se un principio di irrisolutezza che conduce il soggetto a un inevitabile naufragio nell’altro. In L’amant double entra in gioco, in una ripetuta duplicità, il tema del gemello, dello sdoppiamento di personalità, che stimola la protagonista Chloé a replicare la presenza sensoriale e carnale del partner e a ricercare un’oggettivazione del sentimento e della propria persona. Due vite, due amori, due uomini, due poli emotivi contrastanti che oscillano tra desiderio e impotenza. Chloé è una ragazza affetta da una sindrome depressiva, scatenata da un evento traumatico che l’ha vista coinvolta. Per superare questo shock, che ha somatizzato in un dolore all’addome, la giovane donna si rivolge a Paul, uno psicoterapeuta. Il loro rapporto si trasforma velocemente da professionale ad amoroso, iniziandoli a una storia basata sulla dolcezza e sulla sensibilità, stante il carattere mite e premuroso del medico. Quando Chloé deciderà di trasferirsi da Paul, scoprirà una verità sorprendente: l’uomo le ha nascosto di avere un fratello gemello, Louis, che pratica anch’egli la professione di psichiatra. Chloé, dopo una visita allo studio di Louis, scoprirà di provare una forte attrazione per lui. Travolta da una passione folgorante, la donna si abbandonerà a una nuova relazione. Ma Louis è molto diverso da Paul, e vive l’amore come espressione di possesso e dominio. Protagonista assoluta è Marine Vacht, già musa di Ozon proprio in Giovane e bella, accanto a Jérémie Renier – lo ricordiamo in In Bruges ma soprattutto per l’interpretazione nel film Palma d’oro a Cannes “L’enfant”, diretto dai fratelli Dardenne – , a Jacqueline Bisset e a Myriam Boyer.

Escobar – Il fascino del male   (19 aprile)    terzo film in uscita al cinema

Non ci sorprende il progetto di Fernando León de Aranoa, o, meglio, dell’ultima versione dell’imponente ragazzone madrileno. L’apertura ironica di de Aranoa, velata di un profumo di fatalismo iberico che in Perfect day si profilava in maniera decisa, può fornire alle trite e ritrite vicende di Pablo Escobar un sapore nuovo, più variegato. La capacità di questo regista di farsi catturare dagli odori, dalle sfumature più piccole del racconto, senza procedere a fari spenti in un rigore mascolino che bene ha fatto alla spettacolarizzazione della figura del narcotrafficante colombiano, ma che potrebbe portare ad uno sterile abuso dei toni di film quali Escobar di Andrea Di Stefano, ci fa auspicare in un sensibile rinnovamento. L’esercizio di questa “collateralità” di de Aranoa potrebbe esprimersi attraverso lo sguardo della giornalista Virginia Vallejo, coinvolta in un legame sentimentale proprio con Pablo Escobar, negli anni che lo portarono a maturare la convinzione di dover entrare in politica. Dagli anni del potere, fino alla morte avvenuta nel 1993, Escobar – il fascino del male è tratto dal romanzo Loving Pablo, Hating Escobar, scritto proprio dalla Vallejo. Ruoli principali, perché in tal caso si può tranquillamente parlare di co-protagonisti, sono affidati a Javier Bardem e Penelope Cruz, legati nella vita da un matrimonio. Nel resto del cast vi sono Peter Sarsgaard e Julieth Restrepo.

Ghost stories   (19 aprile)    quarto film in uscita al cinema

Di una cosa saremo sempre grati a Ghost stories, passino i dubbi più che leciti sul risultato finale, per un film che è direttamente tratto da una pièce teatrale e che segna il debutto cinematografico per i due registi: l’aver riacceso l’interesse su quell’epopea scintillante che ha coniugato lo humor britannico al cinema horror. Non entreremo nel merito, ma la differenza tra chi vive, per il cinema o per la rappresentazione scenica, un amore viscerale e chi al mezzo si affaccia per il vuoto esercizio stilistico resta di un’evidenza piena e lampante. Un breve sentiero potrebbe idealmente condurre da Peter Walker al monumentale Vincent Price, passando per Ken Russell e le storiche produzioni Hammer, oltre che dalle suggestioni firmate da Nicolas Roeg. I registi, Jeremy Dyson e Andy Nyman in Ghost stories narrano di Philip Goodman, interpretato da uno dei due registi (Andy Nyman). Goodman è un docente di psicologia, da sempre molto scettico nei riguardi di quegli eventi che alcuni classificano come sovrannaturali. Proprio per questo, Goodman è il presentatore di un programma tv nel quale accusa pubblicamente l’operato di spiritisti e medium. L’uomo sarà invitato, da un’inquietante missiva, a cercare di scoprire cosa si celi dietro tre diversi casi che sembrano non avere alcuna spiegazione razionale. Nel cast compare anche Martin Freeman, che riprende così i toni british e “composti” delle sue interpretazioni al fianco di Benedict Cumberbatch nella serie tv “Sherlock”.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedentePorto di Barletta, quale sarà la città marinara che verrà?
Articolo successivoIl barlettano Francesco Delvecchio in concorso ai Rome Web Awards
Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here