Fieramosca riaffila la sua lama: sarà Sciabola o “Fioretto”?

Giunta Comunale intenzionata ad avviare il “Progetto Disfida”

Pur fregiandosi di personalità e di eventi storici di altissimo rilievo, probabilmente l’evento più emblematico della storia di Barletta è proprio quello della Disfida, avvenuta nel lontanissimo 13 febbraio 1503; lo scontro tra i soldati di ventura italiani, provenienti da più parti di Italia, e le truppe francesi, fece in modo che Barletta divenisse il primo esempio di un’Italia “unita” contro le potenze straniere, anzi, uno dei primi esempi di Italia Unita in assoluto. Ed è anche inutile negare che la popolazione barlettana è sempre andata fiera di questo avvenimento di particolare importanza ed è sempre stata affascinata dalla sua rievocazione, compreso il famoso Certame Cavalleresco.

Purtroppo vista la situazione economica attuale, sia generale che comunale, negli ultimi anni non è stato possibile rievocare la Disfida come fatto negli anni passati, in cui forse si era arrivati ad eccessi nella spesa dell’organizzazione dell’evento non compensati dalle auspicate entrate dei vari eventi ed iniziative; e così, ormai da qualche anno, le celebrazioni in memoria della Disfida di Barletta sono state ridottissime o addirittura nulle, con non poca insoddisfazione della popolazione tutta, probabilmente troppo abituata a ricordare “in grande stile” questo evento.

Una speranza nel rivedere, quest’anno, delle celebrazioni vere e proprie in onore delle gesta di Ettore Fieramosca e compagni arriva però con la decisione presa dalla Giunta, riunitasi ieri, di presentare istanza e candidare il “progetto Disfida” ad un finanziamento secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale n.6 dell’Aprile 2004, che all’art.14 recita: “La Regione promuove, anche in collaborazione con lo Stato, le altre Regioni, gli enti locali, le università, le istituzioni culturali in ambito regionale, nazionale e internazionale, nonché con l’associazionismo culturale qualificato, la realizzazione di iniziative e di progetti per valorizzare il patrimonio culturale, storico, artistico, figurativo, letterario, demoetnoantropologico regionale e per assicurarne la conoscenza e la fruizione”.

Scopo quindi del progetto, nel caso la richiesta di finanziamento venisse accolta, è proprio quello di organizzare una serie di eventi a carattere interdisciplinare volti a recuperare e rievocare la memoria dell’impresa dei Tredici, valorizzare i beni monumentali e la ricca storia della nostra cittadina, anche (e oserei azzardare un “soprattutto”) “in funzione dello sviluppo di un consapevole turismo culturale”, come afferma testualmente il comunicato stampa apparso sul sito del Comune, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi e la Provincia.

Come più volte affermato dal Sindaco Cascella e più volte ribadito nelle sue Linee Programmatiche, tralasciando le polemiche riguardanti le loro presunte “vere origini”, il rilancio del turismo a sfondo culturale è sempre stato una priorità indiscussa, vista e considerata la ricca storia della nostra città e il patrimonio artistico, architettonico e monumentale di cui siamo forniti. Il ritorno delle manifestazioni in ricordo della Disfida di Barletta potrebbe essere il primo vero trampolino di lancio, o rilancio se preferite, della cultura legata alla storia di Barletta e un gradito ritorno ad una delle celebrazioni che, come già detto, è sempre stata un po’ nei cuori dei cittadini.
Eppure sarà davvero una buona idea per l’amministrazione comunale, in questo preciso momento, accollarsi un impegno particolarmente gravoso sotto molteplici punti di visti quale è quello della rievocazione della Disfida?

Inutile nascondere che la prima preoccupazione sia prettamente di natura economica e, per quanto la richiesta di finanziamento alla Regione sia stata fatta in ottica di procacciamento fondi, sicuramente ci saranno spese che il Comune dovrà sostenere e, visto e considerato che le riserve dell’ultimo anno fiscale sono andate esaurite con il pagamento degli innumerevoli debiti fuori bilancio, senza considerare la futura battaglia legale contro la stessa Avvocatura Comunale con relativi oneri, basteranno gli introiti derivanti dall’aumento della tassazione approvato nell’ultimo Consiglio a coprire i costi di tutte le iniziative che il Comune avrà intenzione di organizzare?

Di base, l’idea di ritornare ad organizzare manifestazioni ed eventi per la Disfida è più che buona, se tutto andasse per il meglio non servirebbe soltanto ad accontentare i cittadini, nostalgici o semplicemente interessati, ma anche a far fluire nelle casse comunali la liquidità che, oggi come oggi, non potrebbe mai far male. Ma la minaccia della trasformazione in un’arma a doppio taglio è tangibile e incombente: sarebbe sufficiente un solo costo fuori preventivo, un imprevisto, e quanto di positivo auspicato potrebbe sciogliersi come neve al sole, e sarebbero ovvie le conseguenze non solo economiche ma anche politiche e amministrative che ne deriverebbero.
Eppure non si può che essere ottimisti per il ritorno della Disfida di Barletta, un po’ per orgoglio cittadino, un po’ per quel vivo desiderio, quasi fanciullesco, di rivedere gli stendardi colorati, gli sbandieratori, i teatranti in costume vestiti da dame, nobili e cavalieri erranti, di assistere nuovamente ad un giostra medievale, di riscoprire un po’ di luoghi della nostra città che sono caduti un po’ nel dimenticatoio.

E così non ci resta che incrociare le dita e sperare che tutto vada per il meglio anche grazie all’aiuto di Regione, Provincia e Comuni limitrofi, affinché la rievocazione della Disfida di Barletta, uno degli eventi cardine dell’ideologia risorgimentale italiana, ritorni tra le usanze della nostra città in grande stile, auspicando che Ettore Fieramosca e gli altri soldati di ventura impugnino solo le loro mazze e spade e non dolorosi “fioretti” per i cittadini barlettani.

 

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