Fiaccola delle Cattedrali, Mennea: «Lo sport include e unisce»

«Lo sport include e unisce, è lontano dalle logiche della diversità e discriminazione sociale, per questo la Fondazione Mennea Onlus, seguendo gli ideali del grande atleta Pietro Mennea, ha deciso di appoggiare la “Fiaccola delle Cattedrali”, concedendo il suo patrocinio». Lo dichiara il consigliere Ruggiero Mennea, quale delegato della Fondazione Mennea Onlus, a margine della conferenza di presentazione della “Fiaccola delle Cattedrali”: una corsa non competitiva che vedrà la partecipazione dei diversamente abili e atleti con diagnosi di autismo o neurodiversità. La competizione, che si terrà il 3 maggio, sarà abbinata alla sesta edizione della “Maratona delle Cattedrali”.

«Oggi abbiamo acceso una nuova fiaccola, ma la notizia che dovrà essere veicolata non può ridursi solo alla promozione dell’evento, perché l’obiettivo che insieme vogliamo perseguire è l’abbattimento di una distanza che allontana i diversamente abili da luoghi e iniziative ricettive. Non posso che complimentarmi con Mariella Dileo, presidente dell’associazione ASD Puglia Marathon, Stefania Grimaldi, presidente del Comitato “Famiglie Insieme” e con il sindaco Cosimo Cannito sensibile all’argomento. Una manifestazione inclusiva, buona prassi per l’integrazione collettiva, capace di farsi promotrice anche delle nostre bellezze architettoniche in quanto legata alla “Maratona delle Cattedrali” che si snoderà nei territori di Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta e Giovinazzo».

«La nostra città e i suoi atleti speciali – conclude Mennea – vivranno un’iniziativa sportiva nel nome e ricordo di Pietro Mennea, uomo che da sempre ha fatto dello sport, quello sano e pulito, la sua ragione di vita. La maratona non dovrà essere, invero, un momento isolato ma tradursi quale avvio di una discussione e confronto per rendere protagonisti i nostri ragazzi speciali. Dobbiamo affrontare con maggiore assiduità la tematica per offrire loro una vita dignitosa, una quotidianità ricca di opportunità e supportare le famiglie. Lo sport non può che rendersi megafono di un importante messaggio solidale e umano: da questa maratona inizierà la grande corsa per correre tutti insieme verso il traguardo della normalità della vita».

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