Il rito delle “fanove” è antichissimo e radicatissimo nella tradizione di Barletta come dell’intero Sud, specie in Puglia. Tra sacro e profano, mai a nessuno dev’essere permesso di rimuovere, violare, deformare simile tradizione, divulgandone piuttosto la preziosa valenza culturale specie fra i più giovani in una naturale staffetta della memoria che inizi dalla scuola e cresca nelle famiglie, nella cittadinanza come valore identitario di una volta e per tanto tempo ancora, cioè per sempre. Anzi educando alla conoscenza, a com’è nato, ed a come preservarne la memoria nell’attualità, facendolo divenire evento scientificamente pianificato con intelligenza, passione, organizzazione da pura occasione qual è adesso…

Ecco perché, noi Associazioni (Archeoclub d’Italia Onluse Sede di Canne della Battaglia-Barletta, Barletta sui pedali, FareAmbiente, GEPA) raccolte nel “Libero raggruppamento per l’Ambiente di Barletta” e quali firmatarie di questo comunicato, interveniamo presentando all’attenzione della Stampa cittadina e territoriale un documento elaborato come relazione tecnica in grado di spiegare a cosa stiamo assistendo in questi giorni lungo le Mura del Carmine con l’accatastamento di materiale vario destinato, verosimilmente, al rogo nella vigilia dell’Immacolata.

Quello spazio, divenuto oggettivamente discarica a cielo aperto, risulta continuamente alimentato da apporti tracciabili quanto anonimi (nel senso di ignorare generalità dei conferenti o scaricatori abusivi) e dunque già rappresenta un fattore di grave disturbo ottico, estetico, ambientale, paesaggistico…

Potremmo continuare all’infinito con tali aggettivazioni. Resta la preoccupazione, fortissimamente avvertita da chi frequenta i socialmedia e commenta a vario titolo, che quella imponente catasta possa di fatto costituire un elemento di pericolosità ambientale per i motivi descritti nell’allegata relazione tecnica. Tanto a fronte del fatto che un progetto presentato mesi addietro addirittura in campo nazionale ha visto premiare una idea di riqualificazione delle antiche mura (e spazi correlati sul lungomare Pietro Mennea, compreso il fortino Paraticchio) che elimini ogni bruttura, valorizzi una parte di principale importanza nella tessitura urbanistica del centro storico di Barletta sul mare Adriatico ed esalti il collegamento fra tale zona ed il cuore della città.

Invitiamo pertanto il Sindaco e l’intera Amministrazione comunale a vigilare sullo stato di fatto e ad adottare ogni utile misura tesa a tranquillizzare l’opinione pubblica sugli effetti nocivi, diretti o collaterali, dell’eventuale rogo di quella catasta.

Sollecitiamo infine tutte le persone, tutto il mondo delle Associazioni (anche oltre l’Assemblea delle Libere Forme Associative contemplata dallo Statuto Comunale), tutte le Scuole, tutti i movimenti ed insomma chiunque abbia nella propria coscienza civica la tutela delle tradizioni – mai disgiunta dall’applicazione di regole severe pro ambiente – a mobilitarsi in forma permanente e a dare corpo ad una progettualità che metta il rito delle “fanove”, qui a Ponente come dovunque in Città, al centro di una sistematica opera di recupero della memoria come avviene altrove.

Impedire il rogo senza i dovuti controlli. Impedire che avvenga come occasione di svago senza rispetto delle vigenti ordinanze comunali in tema di smaltimento rifiuti. Impedire che costituisca degrado anziché valorizzazione.

Favorire la salvaguardia delle tradizioni. Favorire il rispetto delle antiche mura come bene culturale. Favorire l’educazione alla legalità ed alla partecipazione responsabile.

Archeoclub d’Italia Onlus Canne della Battaglia – Barletta Nino VINELLA

Barletta sui pedali Carmine DELLAQUILA

FareAmbiente M. E. E. – Barletta Giuseppe Renato PALMITESSA

G. E. P. A. Guardie Ecozoofile Protezione Ambientale Onlus Benedetto CANCELLIERE

Barletta, 29 novembre 2018

– PREMESSA

La sensibilità verso le tematiche dell’inquinamento indoor in questi ultimi anni è andata via via crescendo, anche forte degli studi scientifici sempre più numerosi che confermano la relazione tra lo sviluppo di patologie negli individui e la permanenza di questi in ambienti con sostanze nocive. La tutela della salute è sia uno dei valori fondanti della nostra civiltà, sia un volano per più ampi benefici economici e sociali.

– RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA –

Il giorno 27/11/2018 alle ore 9,00 il sottoscritto geom. Giuseppe Renato Palmitessa referente cittadino dell’Associazione FareAmbiente Movimento Ecologistico Europeo con Sede in Barletta alla Via Santa Marta n. 18, ha eseguito un sopralluogo di verifica lungo Via Mura del Carmine nel tratto compreso tra Via T. Gentile e Via della Marra così come meglio rappresentato in figura.

Tale sopralluogo si è reso necessario a seguito di segnalazioni personali ricevute dai cittadini in merito alla presenza di vecchi mobili, tavoli, sedie complementi d’arredo dismessi, pensili di cucine, ammassati con altro materiale di tipo legnoso, da ardere in occasione delle Vigilia dell’Immacolata.

L’area in oggetto ricade interamente nel foglio catastale n. 129 del Comune di Barletta.

Nel corso della verifica è stato possibile accertare quanto segnalato e, a giudicare dall’enorme quantità di masserizie che si stanno accumulando nella suddetta area e del materiale presente, non vi è dubbio che lo stesso finirà per alimentare un rogo enorme e inquinante considerando che quella quantità di vecchi mobili di truciolare contiene al suo interno vernici, colle, solventi, formiche, formaldeide e altri componenti tossici che si libereranno nell’aria con la combustione.

Tali scarti, infatti, avendo una resa superiore al normale legno, sono talvolta (negligentemente, pericolosamente ed in contrasto con le normativa vigente in materia di Tutela Ambientale) utilizzati come “legna” da ardere spesso magari senza che i cittadini siano a conoscenza di quanti residui come colle e vernici pericolose siano contenuti all’interno di questi materiali.

Si fa notare, che il materiale rinvenuto per le fanove potrebbe infatti contenere (oltre a vernici, colle, solventi, formiche, colle…) formaldeide; una sostanza la cui potenziale pericolosità è legata prevalentemente alla sua estrema volatilità.

La via di penetrazione è fondamentalmente quella respiratoria e a ciò sono legati alcuni effetti negativi sull’organismo umano e animale.

La suscettibilità individuale è comunque assai ampia e, in conseguenza dell’elevata solubilità in acqua, essa riguarda prevalentemente le prime vie aeree (naso, gola). In soggetti sensibili o particolarmente esposti, gli effetti della formaldeide possono diventare cronici.

I materiali riposti potrebbero contenere altresì tracce di materie plastiche che nel corso della combustione generano le diossine, un’altra categoria di inquinanti (definite sostanze stabili) che resistono nei suoli e sulle piante per molti anni.

Per legge (D.Lgs. 22/97) i pannelli truciolari ad esempio sono composti, oltre che di legno, di un contenuto massimo di resine urea-formaldeide, melammina-formaldeide, urea-melammina-formaldeide, più resine a base di difenilmetandisocianato, cloro  e altri additivi  quali il solfato di ammonio. Il rivestimento inoltre è in genere a base di Pvc o resine melamminiche.

Composti che non possono essere bruciati in assenza di controllo o di filtri particolari.

Tale rogo (in contrasto con le normativa vigente in tema di Tutela Ambientale e della Salute Pubblica) sarà più simile ad un inceneritore di rifiuti (peraltro senza filtri) che ad un fuoco per onorare la vigilia dell’Immacolata dal momento che darà luogo come detto all’emissione di fumi contenenti polveri sottili, diossina, formaldeide e altre sostanze tossiche pericolosamente prodotte nella combustione.

Tanto si doveva per opportuna conoscenza.

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