“Famiglia – Crescere Insieme!”, un evento organizzato dal Coordinamento Donne Acli “Ciccio Sfregola” di Barletta

Giovedì sera presso la Chiesa di Santa Lucia a Barletta, si è svolta una discussione aperta, organizzata al fine di divulgare l’importanza che ha la famiglia poiché nostro nucleo di provenienza. La Dottoressa Psicologa Lisa De Marinis insieme all’Assistente Sociale e Mediatore familiare la Dottoressa Antonia Filannino, gentilmente hanno fornito spunti teorici sulle dinamiche familiari e su come gestire al meglio le forme di comunicazione in un rapporto, al fine di evitare anche una possibile crisi.

La Dottoressa Lisa De Marinis, ci ha raccontato di come “la mente sta nelle relazioni” chiarendo che per mente non s’intende il cervello, perché quest’ultimo in realtà è un organo; invece la mente è composta da schemi con cui funzioniamo e solitamente vengono attivati nelle relazioni, la prima delle quali è sicuramente la famiglia.

-Per separarsi bisogna appartenere: due concetti fondamentali della famiglia validi sia per i genitori che per i figli; entrambi i ruoli potrebbero riscontrare nel tempo delle difficoltà nel separarsi o nell’appartenersi; ci sono casi in cui non ci si senta al pari del genitore, quindi, facile sentirsi soli, difficoltà che si possono incontrare nel crescere in autonomia e difficoltà nell’accettare la crescita dei propri figli. Perciò consideriamo l’appartenenza come forza che nasce per farci comprendere che non siamo soli e la separazione per imparare chi siamo.

-Dalla separazione si può realizzare cosa si è in grado di fare, o chi si è veramente: non è una regola può verificarsi sia in un rapporto con sé stessi e sia con gli altri. Quando lasciamo il nostro primo nucleo familiare, solitamente, è perché siamo pronti a crearne uno nostro e grazie al nuovo rapporto intrapreso, diventa possibile scoprire lati di noi stessi celati.           

L’appartenenza e la separazione si verificano in diversi momenti nella vita, sono processi soggetti a ripetizioni continue nei contesti e nel tempo; per esempio nel rapporto di coppia all’inizio è fisiologica la necessità di stare sempre insieme, isolarsi da amici o situazioni rientra nella normalità, poi una volta raggiunto un certo tipo di stabilità, il bisogno dei due individui potrà evolversi in un rapporto meno circuito, dettato dal bisogno di riscoprire nuovamente se stessi, poiché esseri umani e quindi sempre in continua evoluzione.

-La famiglia è divisa in tre piani distinti: la famiglia di origine, la coppia  e i figli; spesso non ci sono dei confini delimitati in questi tre piani come nel caso in cui la famiglia di origine si intrometta nella coppia giudicando e sindacando il modus operandi sia nel rapporto che con i figli.                                                          

Importante è quindi essere una coppia e non permettere intromissioni da parte di parenti, amici e lavoro, lasciando che restino delle isole della nostra vita e in alcuni casi “salvaguardarsi” dalle attenzioni eccessive che si hanno per i propri figli.

Frequenti sono infatti le separazioni di coloro che si concentrano più sull’aspetto genitoriale che coniugale, portando così la coppia ad una possibile rottura, tenendo presente che un primo campanello di allarme può essere il figlio che dorme nel lettone con uno dei due genitori per un tempo non definito.

Creare degli equilibri per poter mandare avanti la coppia o la famiglia è fondamentale, è giusto dedicare del tempo ai figli e alla gestione della propria famiglia, ma è anche opportuno che la coppia si prenda del tempo per la propria intimità, sia emotiva che sessuale poiché importantissime per la durata di un rapporto.

Le famiglie non sono tutte uguali, esse si evolvono ed è importante anche il momento storico in cui si trovano, poiché diversa è la situazione di una coppia giovane con un bambino piccolo da quella di una coppia grande magari con uno o più figli adolescenti.

La fase adolescenziale è sicuramente la più temuta dai genitori perché spesso si ritrovano con figli adolescenti “intrattabili”, che creano scontri nella famiglia e in un certo senso è ovvio che possano creare problemi in questo ciclo di vita, è fisiologico e anche necessario al fine di diventare adulti e di non creare problemi futuri.

Le statistiche dicono che se la persona in fase adolescenziale non crea i comuni disagi in famiglia, potrebbe creare molti più problemi durante l’età adulta. Quindi il genitore non deve spaventarsi ma deve sapere che è solo una fase ed è anche giusta; il consiglio è stato quello di giungere a dei compromessi con delle utili regole considerando che il figlio è prossimo alla fase di separazione, transizione utile a capire il senso della misura e del valore che ha fuori dal contesto familiare.

La dottoressa Lisa De Marinis, prima di passare la parola alla Dottoressa Antonia Filannino, ha salutato i presenti concludendo con una frase del fisico Paul Dirac: “se due sistemi interagiscono  si crea un legame, questi due sistemi si influenzeranno a vicenda per sempre” ovvero che i legami creano una forma di arricchimento e non di possesso.

Subito dopo ha preso la parola l’Assistente Sociale Mediatore familiare la Dottoressa Antonia Filannino, con un focus sulla gestione del conflitto in una coppia, poiché non esiste famiglia se non esiste equilibrio in essa. Si nasce apprendendo dal modello della famiglia da cui proveniamo, perciò facile riversarlo in una possibile futura famiglia, tenendo sempre in considerazione che si può cambiare o modificare.

-Solitamente si intende per relazione l’unione di due sistemi: ovvero io più tu formiamo un noi, ma in realtà è un pensiero distorto di relazione, la vera relazione è formata da due sistemi collegati da un elemento, ossia il dialogo. È il dialogo che forma il noi, poiché cercando uno scambio di pareri si può ottenere un riscontro positivo o negativo, ovvero il conflitto.

Siamo abituati a considerare il conflitto come un aspetto negativo della coppia, invece dovrebbe essere considerato una risorsa al fine di poter cresce insieme, per questa ragione i contrasti in una coppia non devono essere visti come una conseguenza negativa, poiché solo attraverso la messa in discussione è possibile andare avanti nel rapporto. Grazie al conflitto è possibile stabilire nel tempo una posizione nel rapporto di coppia ed è sbagliatissima l’idea che uno dei due si senta su un piano superiore rispetto al partner, poiché la coppia esige una parità.

Il conflitto è utile per capire dove si sbaglia e dove sia possibile migliorare; il metodo più appropriato per trarre delle soluzioni dopo ogni confronto è sicuramente il più calmo, dove ognuno esprime i propri disagi in modo civile, al fine di raggiungere un equilibrio, mettendosi in condizioni di gestire le reciproche accuse in modo accogliente.

Gli stili di comunicazione diventano efficaci con alcune regole: con equilibrio, onestà, cooperativa, precisione e utilità, conclude la Dottoressa Antonia Filannino ed insieme alla Dottoressa Lisa De Marinis, hanno soddisfatto alcune curiosità dei presenti nate da esperienze personali, riflesse e dai consigli ricevuti.

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