Estate rovente da bollino rosso, come proteggere i più piccoli

Summer heat on the thermometer

Un’estate all’insegna di un caldo che sembra non voglia dar tregua e che ha visto figurare ieri il bollino rosso (livello più elevato di rischio) nel “Bollettino sulle ondate di calore”, disponibile sul sito del Ministero della Salute, per ben 26 città d’Italia tra le 27 incluse nel Sistema nazionale di previsione e allerta. Una situazione questa destinata a protrarsi ancora per giorni tanto da aver reso necessario l’intervento del Ministero della Salute in merito alla protezione dei più piccoli dai rischi collegati al caldo eccessivo.

Se dunque è vero che il bollino rosso attesta condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di tutti e quindi anche di persone sane e attive, è altrettanto vero che i bambini (unitamente agli anziani) in questi giorni sono tra i più a rischio. Infatti, nei bambini più piccoli ed in particolare nei neonati, la temperatura del corpo aumenta da 3 a 5 volte più velocemente rispetto a quella di un adulto, a causa della minore capacità di termoregolazione. Ne consegue una maggiore sudorazione con rischio di disidratazione. Il Ministero della Salute, in questi giorni, ha elargito consigli sulle ondate di calore, sull’esposizione ai raggi solari (UV) e sull’ozono, con la precipua finalità di assicurare un’estate in tutta sicurezza ai più piccoli.

Quali dunque i comportamenti da adottare a protezione dei bambini contro le ondate di calore?

Innanzitutto, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, tra le 11 e le 18.

E’ inoltre consigliabile allattare più frequentemente i neonati e far bere più spesso i bambini.

Opportuno è, altresì, monitorare la loro temperatura corporea, rinfrescandoli con doccia tiepida e aprendo, quando è possibile, il pannolino.

Da non trascurare, ovviamente, l’alimentazione che si consiglia ricca di frutta e verdura.

Essenziale, altresì, mantenere freschi i locali dove soggiorna il bambino.

In caso di sintomi lievi da ondata di calore (quali debolezza o mal di testa), il Ministero consiglia di tenere il bambino all’ombra, di rinfrescarlo e scoprire ampie parti del corpo; se i sintomi sono moderati o gravi (quali disidratazione, abbassamento di pressione, convulsioni, perdita di coscienza) il suggerimento è quello di contattare il pediatra o i servizi d’emergenza.

Proseguendo nelle raccomandazioni, importante (e purtroppo sottovalutato) è non lasciare mai i bambini soli in macchina.

Accade spesso che i bambini vengano lasciati in auto per distrazione o volutamente per recarsi in un negozio pensando che non possa accadere nulla di grave per 10 o 20 minuti.  In realtà, il Ministero ricorda che quando fa molto caldo, la temperatura all’interno di un’automobile può salire da 10° a 15° C ogni 15 minuti e che anche aprendo i finestrini non si riduce in modo significativo l’innalzamento della temperatura nell’abitacolo.

L’ipertermia può verificarsi in soli 20 minuti e la morte può avvenire entro circa due ore.

A confermare che i più piccoli sono maggiormente esposti al rischio “ondate di calore” sono i dati attestanti che la maggior parte delle vittime di ipertermia hanno un’età compresa tra 0 e 4 anni. Indubbiamente, questi dati richiamano i genitori ad una maggiore responsabilizzazione ma il Ministero in ausilio e per i casi di “distrazione” offre dei suggerimenti quali ad esempio il lasciare oggetti personali (borsa, telefono, valigetta ecc.) sul sedile posteriore vicino al piccolo, di modo da ricordare che in auto c’è anche il bambino. E per chi avvisti un bambino solo in macchina il suggerimento è sempre quello di contattare il 112 (numero unico europeo per le emergenze) o il 113.

Quali cautele adottare per l’esposizione ai raggi solari (UV)?

Occorre premettere che la pelle dei bambini è più delicata, sottile e suscettibile alle scottature atteso che le cellule della pelle che producono melanina (la quale svolge una funzione protettiva rispetto ai raggi UV) sono meno reattive rispetto a quelle degli adulti.

All’uopo, il Ministero invita a non esporre al sole diretto i bambini sotto i 6 mesi di vita, a tenere i bambini all’ombra nelle ore più calde e ad applicare la crema solare ad alta protezione (SPF 50+) prima di uscire, riapplicandola spesso (ogni 2 ore) e soprattutto dopo il bagno.

Ulteriore accorgimento è quello di far indossare ai bambini occhiali da sole muniti di lenti con filtri UV.

E se possono apparire esagerati tali accorgimenti si consideri che l’eccessiva esposizione ai raggi (UV) in età pediatrica è associata ad un aumento di rischio di tumori della pelle e di cataratta in età adulta. Da non sottovalutare i sintomi da eccessiva esposizione al sole che possono consistere in eritemi, scottature, fotocongiuntivite e fotocheratite. Il Ministero in presenza di sintomi lievi quali gli eritemi consiglia l’uso di impacchi freddi e creme emollienti mentre in presenza di sintomi più gravi invita a consultare il pediatra o a recarsi in pronto soccorso.

Cosa comporta l’aumento di ozono dovuto al caldo eccessivo?

Un effetto collegato alle elevate temperature è l’aumento dell’ozono che si registra soprattutto nelle aree urbane. Si consideri che l’ozono è un potente irritante delle vie respiratorie, in particolare nei bambini più piccoli nei quali l’apparato polmonare non è completamente sviluppato.

Per tale ragione, il Ministero della Salute sottolinea l’importanza di pianificare le attività all’aperto di mattina quando i livelli di ozono sono più bassi e di evitare di recarsi nei giorni più caldi nelle aree verdi, dove si registrano le maggiori concentrazioni di ozono. L’eccessiva esposizione può indurre a dispnea, respiro affannoso, irritazione a occhi, naso, gola, bronchiti.

Il consiglio oltre quello principale di evitare di uscire nelle ore più calde è quello di monitorare lo stato di salute nei bambini con patologie respiratorie e nei casi più gravi contattare il pediatra o il pronto soccorso. Nell’attesa che il termometro bollente si raffreddi, non resta che mettere in pratica i consigli del Ministero della Salute affinché, richiamati al ruolo genitoriale, quest’estate rovente non comprometta la salute dei nostri bambini.

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