Esponenti del PD barlettano verso l’Europa

A parlar bene dell’Europa sembra siano rimasti in pochi, giusto gli addetti ai lavori e alcuni politici lontani dalla realtà, quel mondo reale che nell’immaginario collettivo è caratterizzato dall’euro causa dei danni alle nostre tasche e dalla Germania che impone la linea all’Unione, così sottolineano nel comunicato, gli esponenti del Partito Democratico Giuseppe Bufo, Ruggiero Crudele, Pinuccio Paolillo, Raffaella Porreca Salerno.  

<<E invece … come dimenticare la lira in perenne svalutazione con l’inflazione a doppia cifra e il debito pubblico in continua ascesa, con dollaro e marco che si apprezzavano ogni giorno sulla liretta? Certo non si poteva pensare di continuare a crescere sul “debito” e il merito dell’inversione di tendenza va a Prodi e Ciampi che portarono l’Italia nell’euro, bloccarono l’ascesa del deficit e ridussero praticamente a zero lo spread, consegnandoci un patrimonio di solidità che è stato intaccato negli anni successivi e che ora va riconsolidato e declinato in relazione alla ripresa e alla crescita economica, con una politica europea che torni a investire sul benessere dei cittadini.

È in quest’ottica che si inserisce la proposta politica del Partito Democratico per le elezioni europee del 25 maggio, muovendo le fila dal contatto con i territori e con i bisogni dei cittadini e facendo dell’Europa un luogo che non impone solo rigore e sacrifici, bensì soddisfa le legittime richieste della sua gente; del resto la programmazione dei nuovi fondi “Europa 2020” è tutta rivolta alla creazione di occupazione e al miglioramento delle condizioni di vita nelle nostre città (le cosiddette smart cities). La Regione Puglia è prima nel Sud Italia nella fruizione dei fondi europei, ma tanto resta da fare per razionalizzarne l’utilizzo, a cominciare dalla “nettizzazione” del cofinanziamento regionale: l’erogazione di detti fondi è infatti subordinata ad una quota di cofinanziamento regionale funzionale al Patto di Stabilità. Paradossalmente se la Regione volesse utilizzare a pieno le risorse comunitarie, si troverebbe a sforare il Patto. La strategia del PD-PSE per rivedere il vincolo del 3% del rapporto PIL/debito già messa in campo nel Parlamento europeo va consolidata al fine della crescita dell’economia reale, essendo ormai un dato di fatto universalmente accettato che il vincolo non debba in modo indifferenziato includere anche la spesa in conto capitale, derivando da ciò i maggiori effetti di stagnazione economica attuale nei vari contesti nazionali. Con la creazione di una supervisione unica sancita dal Consiglio europeo nel giugno 2012 (SSM), la BCE è divenuta responsabile per la vigilanza di tutti gli istituti bancari europei: bisognerà rafforzare il percorso di trasformazione dell’Unione in Stati Uniti d’Europa, attraverso una BCE di emissione, istituzioni di difesa e sicurezza europei, magistrature uniche di giurisdizione comunitaria, bilancio europeo sostenuto da una rafforzata erogazione di risorse dai singoli paesi.

Si potrà così ridare smalto agli interventi strutturali nella nostra realtà territoriale, con interventi mirati innanzi tutto a tutelare e valorizzare la produzione agricola locale (tracciabilità e marchi), la promozione dell’offerta artistico-culturale (Disfida, Canne della Battaglia, De Nittis), l’innovazione e la ricerca tecnologica nel distretto della calzatura di sicurezza (la filiera che fa capo a Barletta esprime il 25% della produzione UE). E poi, finalmente, un salto di qualità nel sistema delle vie di comunicazione: l’alta Velocità ferroviaria sulla linea Adriatica, il collegamento ferroviario Bari-Napoli-Roma, il sistema portuale e il corridoio adriatico (il c.d. corridoio 5).

E non da meno, Barletta può e deve candidarsi per inserirsi tra le “Città Medie” indicate dalla Regione Puglia nell’ambito dell’’Agenda urbana nazionale che promuove lo sviluppo delle reti tra città, con una quota del 5% del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Infine, dopo i numeri e l’economia, un’ultima considerazione merita la grande crescita culturale e sociale favorita in questi anni dall’Unione Europea, che ha assicurato per la prima volta nella sua storia 70 anni di pace, ha allargato i nostri orizzonti, ha creato su iniziative del PD-PSE la generazione Erasmus (progetto che ha favorito l’integrazione europea, coinvolgendo giovani apprendisti e studenti, giovani imprenditori e giovani funzionari della P.A.), ci ha educati alla sicurezza alimentare e alla salvaguardia ambientale, alle pari opportunità e alla trasparenza.

Resta da compiersi il passo finale della piena consapevolezza della cittadinanza europea vissuta nei territori, nelle nostre città, con un legame forte con le comunità e questo scatto potrà realizzare un Partito Democratico più forte nella famiglia dei democratici e socialisti europei.>>

 

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