Eraclio… e la sua condanna: ingabbiato ed invisibile, fino a quando? – Parte II

Eraclio 3
fig. 3

La motivazione primaria in quell’occasione, però, non fu legata a lavori di restauro che verranno effettuati una sessantina di anni dopo (1978) visti i gravi danni riscontrati e relazionati da Paola Fiorentino e Maurizio Marabelli dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma “… fratture e cricche specialmente agli arti inferiori e sull’orlo della veste fino ai fianchi della statua”, bensì al timore che gli “effetti” del conflitto mondiale avrebbero potuto raggiungere anche la nostra Città e di conseguenza creato problemi al Colosso. Gli amministratori dell’epoca però errarono nelle loro valutazioni relativamente alla provenienza del pericolo danneggiamento perché ( e si purtroppo !) i danni registrati dai tecnici nel 1978 erano “figli” dell’azione compiuta il Natale del 1923 da alcuni fautori del “demoliamo a tutti i costi” i quali, avendo preso in antipatia la struttura del Sedile del Popolo, a loro dire fatiscente e pericoloso ( Sindaco Milano docet !), pensarono bene di anticipare il capodanno facendo esplodere alcune cariche di polvere pirica presso lo spigolo nord del Sedile danneggiandolo e creando così i presupposti per il suo abbattimento.

Arè ingabbiato quindi verso il 1916, rimase agli arresti domiciliari o preventivi, chiamateli come più vi aggrada, fino alla fine del 1924 quando Quintino Quagliati, Soprintendente del Regio Museo Archeologico di Taranto (l’attuale Soprintendente dei Beni Archeologici della Puglia), scriveva (fig.3) al  Generale Francesco Torre preannunciando che “…mercoledì mattina (17 dicembre 1924) sarò a Barletta con la ferma fiducia che si potrà liberare dai puntelli e dalla gabbia il colosso di bronzo. Avrò il piacere di rivederLa e tutto sarà stabilito per il piedistallo di Eraclio. Conviene contemporaneamente fare emettere dal comune la ordinanza di sgombero della piazzola dai diversi chioschi di minute vendite che impediscono il pieno godimento della fiancata del S.Sepolcro e del grande monumento bizantino. OssequiandoLa cordialmente e pregandoLa di porgere i miei saluti al valoroso vostro Sindaco (Pietro Reichlin), mi creda suo”.

La missiva, ovviamente, venne trasmessa dal Generale Torre al Comune di Barletta e più precisamente al Sig. Carloni e a margine della lettera Torre apponeva una annotazione con la quale “ … le richiamo alla mente quanto già le dissi sullo spandimento del pietrisco: è fatto molto male; vi è molto fango per la strada accanto al pietrisco. Il lavoro della pavimentazione attorno ad Eraclio, quindi,  lo affidi alla Cooperativa Combattimento”.

Oggi una tale nota verrebbe classificata come “segnalazione”, mentre qualche hanno fa poteva essere considerata una benevole raccomandazione effettuata per il “bene pubblico”.

Comunque, l’indicazione espressa dal Soprintendente Quagliati venne seguita in maniera precisa ed immediata. Infatti l’Ufficio Tecnico del Comune emise una serie di atti ingiuntivi con i quali si provvide allo sgombero delle bancarelle che, praticamente, circondavano la statua di Eraclio e finalmente dopo quasi un decennio il Colosso ritornò a vedere la luce.

Passati novanta anni da quella prima ingabbiatura, il nostro tanto amato ed ancora misterioso Imperatore, ritorna a subire, per la terza volta, l’onta della carcerazione, con la convinta consolazione che questa volta non dovrà restare stretto, tra quattro pareti di legno e materiale trasparente, per altri 10 anni.

Come disse qualcuno “ Per restare belli, qualche sacrificio bisogna pure farlo, ma non più di tanto! ”.

 

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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