Ennesima sentenza del TAR ai danni dell’Amministrazione Comunale: dov’è finita la trasparenza?

cascella

Ulteriore sperpero di denaro pubblico con l’ottavo rimborso spese per Aldo Musti

La campagna elettorale, si sa, presenta di tornata in tornata più o meno sempre le stesse caratteristiche. Fra gli attacchi tra parti politiche e promesse che molto probabilmente non verranno mai mantenute (o che saranno adempiute in maniera differente da quanto programmato), rispuntano puntualmente gli inni alla legalità, alla trasparenza e alla buona amministrazione. Barletta, ovviamente, non fa eccezione, così nella tornata elettorale che ha portato Pasquale Cascella a sedere sulla poltrona di primo cittadino, come nell’ultima campagna elettorale che ha preceduto il voto per il Parlamento Europeo attualmente in corso, molteplici sono state le promesse ad una pubblica amministrazione più agile e, soprattutto, trasparente e vicina ai cittadini.

Ma la trasparenza è, purtroppo, una grande assente nel Comune di Barletta ed è particolarmente edotto di questa pecca Aldo Musti, imprenditore locale la cui lotta abbiamo seguito nel corso negli ultimi mesi in tutte le sue fasi e che oggi si arricchisce di un’ulteriore tassello.

La vicenda di Musti ha inizio nel 2010 quando parte di via dei Muratori viene gravemente danneggiata da un privato cittadino che “confortato da una perizia di parte di un noto ingegnere locale, si dice persuaso che sull’area in parola il P.R.G. vigente non preveda strada alcuna “, usando le parole dello stesso Musti che, al contrario, è più che sicuro che nel P.R.G. era invece prevista la presenza della strada comunale, tesi avvalorata anche da delle successive dichiarazioni dell’Amministrazione Comunale nel corso del contenzioso nato da questa vicenda.

L’intera questione sposterà l’attenzione pubblica sulla questione trasparenza, però, solo quando Aldo Musti richiederà di visionare le pagine riguardanti via dei Muratori presenti nel Piano Regolatore, pagine che l’Amministrazione non ha fornito. Il mancato accesso ai documenti, uno dei capisaldi della Pubblica Amministrazione, costerà al comune una sentenza presso il TAR pugliese di oltre 2000€.

Il TAR, suo malgrado, dovrà poi risolvere questo stesso contenzioso per altre sei volte: il signor Musti richiederà l’accesso ai documenti per altre sei volte, ed altrettante volte vedrà questo diritto negato. Questo ha portato ad altre sei sentenze di condanna nei confronti del Comune di Barletta, obbligato quindi a rimborsare, in totale, quasi 12.000 € al ricorrente.

La storia che ha visto  come protagonista questo ormai famigerato Piano Regolatore si è col tempo arricchita di dettagli, come la scomparsa della maglia D2-06 e di parte della previsione stradale di via dei Muratori, eventi che hanno portato numerose critiche all’amministrazione Cascella che, giunta ormai al suo primo anno di età, pare abbia parzialmente dimenticato quell’ardore posto, sempre in campagna elettorale, sulla trasparenza e sul porre fine agli errori (o orrori) del passato.

A dimostrazione di ciò arriva l’affissione presso l’albo pretorio dell’ennesima determina che prevede il pagamento delle spese giudiziarie e delle spese accessorie a seguito dell’OTTAVA condanna del TAR per il mancato accesso ai documenti richiesti dal signor Musti.

Quindi, ultieriori 2050,94€, da liquidare urgentemente nei prossimi 120 giorni (come si può leggere nella stessa delibera), che peseranno sulle casse comunali; l’ennesimo riconoscimento dell’ennesimo debito fuori bilancio da approvare nel prossimo Consiglio Comunale, che più che un organo di rappresentanza dei cittadini è diventato un registratore di cassa per le spese giudiziarie dell’amministrazione comunale.

Se la legalità non è solo un argomento da convegno – commenta giustamente Aldo Musti – allora  gli amministratori barlettani devono spiegarci il perché di tanto spreco di soldi pubblici

Via dei Muratori e le tavole “perdute” del P.R.G. diventano quindi solo un piccolo tassello nel più grande discorso riguardante il prezzo della trasparenza amministrativa, o meglio della mancanza della stessa. La mancata trasparenza, nel caso in questione rappresentata dal mancato accesso ai documenti amministrativi nello stesso ambito, per ben otto volte, ha prodotto un dispendio inutile di denaro che ammonta ad oltre 14.000€, tenendo a mente che comunque la situazione di Via dei Muratori, “la strada che non c’è”, è in pratica rimasta immutata.

Otto cause perse, otto condanne di pagamento, senza che in realtà nessuno ne esca vincitore. Questo il prezzo di una lotta che dura da tanto, troppo tempo. Una lotta che non ha fatto altro se non aggravare la situazione economica, già di per sé non rosea, della città senza lasciar intravedere le benché minima certezza che, in futuro, questi vergognosi accadimenti trovino finalmente una soluzione.

Di certo rimane la determinazione di Aldo Musti che sicuramente continuerà nella sua lotta per la verità e la trasparenza, trascendendo le vacue promesse politiche delle campagne elettorali passate e future. Non possiamo quindi far altro che unirci all’imprenditore barlettano nel rivolgere un ultimo, importantissimo invito per i nostri amministratori, che tanto hanno decantato l’importanza dei principi della buona amministrazione: “I fatti, oltre le parole!”

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteNulla è cambiato nella valle del fiume Ofanto
Articolo successivoFesta esterna nella parrocchia San Filippo Neri di Barletta.
Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here