Emergency Bat ha presentato il libro “Zona Rossa” – Il dott. Pulvirenti ha donato a Barletta la sua testimonianza

È il dott. Fabrizio Pulvirenti l’ospite principale invitato da Emergency domenica 26 febbraio per la presentazione del libro “Zona Rossa” di Gino Strada e Roberto Satolli. La sua testimonianza, presente all’interno del libro, ci fa vivere i momenti più concitati della violenta epidemia del virus Ebola che ha colpito la Sierra Leone a partire dal 2014. Presente all’incontro anche il dott. Felice Di Lernia, antropologo e assessore alla Cultura del comune di Trani. Moderatore della serata lo scrittore e autore televisivo Tommy Dibari.

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Nella testimonianza di Fabrizio Pulvirenti si è ascoltato il medico, l’uomo e il padre. Anche Di Lernia ha sottolineato questa lettura a più livelli, evidenziandone quattro: due di racconto, uno biografico/drammatico e l’altro di cronaca non edulcorata che vuole semplicemente narrare la realtà atroce di quei momenti. Il terzo e il quarto livello di lettura si concentrano sulla capacità del libro di offrire una finestra su un mondo troppo spesso dimenticato e sull’importanza che un’organizzazione come Emergency ha in quei territori in momenti d’emergenza com’è stato con Ebola.

Ebola è un virus che conosciamo dal 1976  – esordisce il medico – scoperto nello Zaire, attuale Repubblica Democratica del Congo. Il tasso di mortalità all’epoca era quasi del 90% e il metodo utilizzato da Ministero della Salute dello Zaire e OMS per fronteggiare questa prima apparizione fu quella di creare una cintura sanitaria, isolando la zona colpita dal contagio. Nel 2014, all’inizio dell’emergenza, il tasso di mortalità si attestava al 44% e inizialmente le organizzazioni adoperarono il medesimo metodo per fronteggiare l’epidemia”.

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 “Il panico creatosi in Occidente ha reso disponibili ingenti somme di denaro per finanziare la ricerca e la costruzione di strutture utili, con Emergency tra le principali organizzazioni umanitarie ad offrire le proprie professionalità e competenze”  – ha continuato –  “Posso affermare senza remore che Emergency è stata leader nella gestione dell’epidemia di Ebola dal punto di vista clinico, abbiamo monitorato tutti i valori dei malati. Far sopravvivere il paziente equivaleva a guarirlo. Quella fu la svolta che permise a tutti noi di riuscire a sconfiggere Ebola”.

Poi il contagio, e l’uomo e il padre prendono il posto del medico nel racconto di Pulvirenti: “Sapevo che c’era il serio rischio di morire e chiesi di essere rimpatriato. Avevo piena fiducia negli operatori di Emergency presenti in Sierra Leone, ma in quel momento il mio unico pensiero erano i miei figli e la mia famiglia. Non potevo morire in Sierra Leone e non lasciare loro nemmeno la possibilità di una degna sepoltura in Italia. Per fortuna per loro e per me, sono qui a raccontarvi questa mia esperienza”.

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