“Egon Schiele” il 19 dicembre alla Multisala Paolillo

Sul grande schermo il film di Dieter Berner sulla tormentata esistenza di Schiele

Alla Multisala Paolillo di Barletta martedì 19 dicembre (spettacoli ore 19.30 – ore 21.45) evento speciale dedicato al genio controverso di Egon Schiele, giovane seduttore, provocatorio e affascinante, uno degli artisti più controversi di Vienna i cui dipinti crearono scandalo nella società austriaca, portando il pittore anche in tribunale con l’accusa di abuso su una minorenne e di “pornografia”.

Il film è ispirato al romanzo “Tod und Madchen: Egon Schiele und die Frauen” di Hilde Berger ed è scritto dalla Berger insieme al marito, il regista Dieter Berner. A interpretare Egon c’è l’attore Noah Saavedra che esordisce in un ruolo da protagonista.

Bello, bravo, con un gusto raffinatissimo, Egon Schiele era un artista a tutto tondo ossessionato dal corpo femminile. Talento smisurato, ma precoce, Schiele morì a 28 anni lasciando una produzione impressionante tra dipinti ad olio, acquerelli e disegni.

Il lungometraggio di Berner  evidenzia le grandi insicurezze che si nascondevano dietro la figura di uno dei  pittori più rappresentativi del secolo passato. I suoi corpi nudi, le donne in pose naturali, sensuali e provocatorie,  quei tratti spigolosi e i colori chiari (carnagione bianca e capelli rossi) hanno costituito un bagaglio estetico e concettuale per i futuri pittori. Collezionisti lungimiranti e artisti tra i più acclamati come Gustav Klimt (che considererà Shiele il suo pupillo) riconosceranno l’eccezionale valore della provocatoria e tormentata arte del giovane austriaco. Klimt e Schiele volevano mostrare senza pudore la bellezza femminile e l’amore, e per una sfortunata coincidenza morirono nello stesso anno: il 1918.

Il film “Egon Schiele” ricorda anche la sua famiglia ricca e borghese con un padre che ha scialacquato tutti gli averi. Due donne, in particolare,  condizioneranno la sua esistenza: Gerty, sua sorella e sua prima musa, e la diciassettenne Wally, forse l’unico vero amore della sua vita, immortalata nel celebre dipinto “La morte e la fanciulla” esposto al Leopold Museum di Vienna. Un artista boéhmien, un po’ maledetto.  L’avvento della Grande Guerra minaccerà Egon, la sua ricerca e libertà artistica. Schiele sceglierà di sacrificare alla sua arte, l’amore e la vita stessa, facendo del dolore e del suo disagio esistenziale la cifra stilistica che lo consacrerà tra i più autorevoli interpreti dell’Espressionismo.

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