Ecocentro sarà domani in Consiglio con 3000 firme

Le circa 3000 le firme raccolte dagli abitanti della periferia Patalini per manifestare il proprio dissenso al centro di raccolta verranno presentate al prossimo consiglio comunale in programma.Firme nate da un percorso iniziato mesi fa e che tuttora  va avanti forte e compatto.

“Ecocentro informarsi e capire”  è stato questo il titolo dell’incontro tenutosi nella parrocchia di San Giovanni apostolo che è diventata ormai il luogo simbolo della battaglia di una periferia sempre ferma e compatta nel dire no al centro di raccolta all’interno del quartiere Patalini.

Attenzione pero’ chiarisce Tommy Dibari, moderatore dell’incontro e giornalista, il no non è riferito al centro di raccolta, qualora servisse, ma piuttosto ad un centro di raccolta lontano da una zona urbana già colpita da numerose problematiche.

L’evento organizzato dal gruppo giovani della parrocchia San Giovanni apostolo, ha tenuto a precisare che quei contestatori tanto aggressivi come descritti in questo tempo da membri dell’amministrazione e giornalisti altro non sono che padri di famiglie, madri e bambini che pacificamente lottano assieme, nella consapevolezza del problema.

Più volte infatti si è cercato di far passare i cittadini come non a conoscenza del vero problema, come ignari della differenza tra discarica e centro di raccolta, stanchi di sentirsi dare dei facinorosi mentre cercano crescere nel miglior modo propri figli.

Sono intervenuti all’incontro anche il parroco della chiesa Don Rino, e il giornalista Antonio Procacci da sempre in prima linea su questioni ambientali.

Don Rino ha cercato di chiarire nel suo intervento il ruolo del parroco, voce dei cittadini e al servizio della propria chiesa, evidenziando l’importanza di un ambiente che deve essere rispettato e tutelato sempre, e una ferma attenzione sui diritti dei cittadini.

Ma la vera sorpresa è saltata fuori nell’intervento del giornalista Procacci, venuto a conoscenza del progetto dell’ecocentro di Barletta ha cercato di informarsi andando a rintracciare il modello ispiratore dei nostri progettisti, l’ecocetro di Corato.

Un ecocentro si che si trova all’interno di un centro urbano Via Sant’Elia a Corato, ma siamo sicuri che sia proprio funzionante e uguale a quello in costruzione in zona Patalini?

Le risposte sono state chiarificatrici di una verità diversa da quella sentita fin’ora, poiché è vero che si trova in una zona abitata ma il centro non comprende la raccolta di rifiuti Raee, cioè elettrodomestici e apparecchiature elettriche che inutilizzate sono pericolose.

Inoltre il centro inizialmente funzionante grazie alla distribuzione di buoni spesa una volta interrotta la distribuzione di questi buoni ha smesso l’affluenza cittadina.

L’ecocentro di Corato illustrato dal dirigente Mastrolillo inoltre, verrà spostato in via Castel del Monte per comprendere i rifiuti di tipo raee ed inoltre è un servizio sostitutivo del porta a porta che a Corato non è ancora in progetto di partenza.

Una verità assai diversa da quella illustrata in questi mesi, che vedevano il servizio di raccolta tramite centro come complementare alla differenziata porta a porta già in avvio nella nostra città.

Dov’è quindi la soluzione al progetto, la raccolta va fatta e il problema dei rifiuti risolto, ma siamo proprio convinti che sia questo il modo più adatto? Ascoltare i cittadini sarebbe doveroso da parte delle istituzioni e dell’amministrazione, un punto di partenza per un lavoro comune e più giusto.

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