Dov’è il popolo onesto dei Forconi, dopo tre mesi?

1422554_636189313089728_1748551428_nTre mesi compongono un arco di tempo relativamente breve, ma negli ultimi novanta giorni si sono succeduti numerosi avvenimenti di particolare importanza; e così, tra cronaca nera e cronaca rosa, tra crisi politica nazionale e crisi politica locale, va ricordato anche che, esattamente tre mesi fa è stata innalzata agli “onori della cronaca” la cosiddetta protesta dei Forconi.

Il nove dicembre scorso infatti una moltitudine di piccoli imprenditori, impiegati e, più in generale, cittadini del ceto medio-basso italiano, hanno deciso di “impugnare i forconi” e di protestare contro la classe politica, colpevole di aver portato l’Italia sull’orlo del precipizio, più interessati nell’accaparrarsi un posto di comando che a risolvere i problemi della Nazione.

E così, in tutta Italia, il Popolo dei Forconi ha cominciato a manifestare contro i soprusi, contro la crisi e contro la casta politica, chiedendo a gran voce una via d’uscita da una situazione ormai soffocante. Contando, in alcune occasioni, sul sostegno delle forze dell’ordine, questi cittadini hanno manifestato e Barletta non è stata immune a questo movimento popolare. Purtroppo, la nostra città e gli altri comuni della provincia non sono stati immuni nemmeno alle frange più estremiste del movimento, composte da individui intenzionati più ad esercitare una ingiustificata violenza piuttosto che rivendicare, con i metodi civili auspicati, una soluzione alla crisi.

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Tuttavia, dalla richiesta fatta ai commercianti locali di chiudere i propri esercizi in segno di protesta, si è passati ad episodi di vera e propria violenza, espressa in minacce agli esercenti non intenzionati a “perdere” una giornata lavorativa, e vere e proprie angherie, quasi infantili, al danno dei poveri malcapitati colti per la strada con i sacchetti della spesa pieni di merce acquistata quasi di nascosto.

La situazione era ovviamente degenerata e il vero cuore dei manifestanti ha giustamente deciso di condannare e prendere le distanze dai facinorosi che, in sostanza, hanno approfittato della situazione per comportarsi come meglio credevano, prima nella vicina Andria e poi a Barletta. Di conseguenza, il Comitato Spontaneo “9 dicembre” ha continuato lungo il suo cammino, fatto di incontri, manifestazioni e propaganda mentre il gruppo coinvolto negli episodi di violenza è ora sotto inchiesta dei magistrati. Sperando che giustizia venga fatta, frase che da queste parti è più una sorta di bestemmia che una normalissima constatazione.

Giunti quindi a tre mesi da quella che gli stessi aderenti al movimento definiscono “storica data”, i forconi fanno il punto della situazione.

Sono trascorsi esattamente tre mesi dalla storica data del 9 dicembre 2013, – viene ricordato nel comunicato giuntoci in redazione –  quella della coscienza popolare che si ribella; quella del malessere diffuso che trova forma nella protesta pacifica; quella della ribellione democratica che trova solidarietà e condivisione in un Paese che oggi, a distanza di tre mesi da quell’evento, si mostra ulteriormente peggiorato e continua a mettere a seria e dura prova la propria economia, la propria tenuta sociale e produttiva, i propri beni culturali, le proprie professionalità, le proprie potenzialità, le proprie eccellenze e la propria storia, che non ha paragoni né comparazioni nel mondo”.

Il Popolo dei Forconi, quello composto non dai violenti ma dalla massa di gente comune che ha persino riscosso simpatia ed ammirazione nei ranghi delle forze dell’ordine chiamate a vigilare sui loro cortei, denuncia come, a tre mesi da quegli storici avvenimenti, nulla in realtà sia cambiato nella sostanza: governi si sono succeduti, promesse sono state fatte ma nulla è davvero cambiato. I beni del nostro paese sono trascurati, la situazione economica è ancora ad un livello per cui l’aggettivo “critico” diventa definizione di eufemismo, e gli imprenditori in situazioni difficili continuano a soffrire e, purtroppo, a morire.

Ma proprio alle vittime di questi tempi viene dedicato il breve comunicato dei manifestanti: “Ricordare il 9 dicembre 2013 significa anche ricordare le decine e decine di imprenditori che non sono più tra noi e che hanno visto la propria vita distrutta dal dolore, dalla rassegnazione e dalla repressione di un sistema irragionevole[…]. Di quel 9 dicembre, di quello splendido lunedì 9 dicembre 2013, dobbiamo mantenere intatto il ricordo di una giornata di condivisione che, nonostante tutto, è sopravvissuta anche ai reiterati tentativi di distruggerne contenuti e significato”.

Tre mesi sono un arco di tempo relativamente breve, molto è accaduto e molto è stato fatto, senza purtroppo giungere al risultato tanto richiesto e sperato. La frase “cambiare tutto per non cambiare niente”  potrebbe riassumere egregiamente quanto sia accaduto in questo limitato arco temporale, ma forse c’è ancora tempo per cercare di risolvere i problemi, forse basta avere un po’ di pazienza e continuare a far sentire le propria voce senza gettare nella pattumiera gli sforzi compiuti con puerili atti di violenza.

Citando ancora una volta, in conclusione, il comunicato del Popolo dei Forconi: “Chi rimane ancora in questo Paese tanto strano, denigrato e maltrattato ma ancora enormemente affascinante, continua a soffrirne ma sa anche che una via di ritorno è ancora possibile”.

 

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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