Donna per due in una sensibile ricorrenza

Come si suppone sia ormai noto a tutti, oggi, 8 marzo, si celebra la Giornata Internazionale della Donna, più comunemente conosciuta come “Festa della Donna”, celebrazione in cui si intende ricordare e dare onore a tutti quelle donne che, nel corso degli anni, hanno lottato per abbattere le centinaia di barriere e pregiudizi che nel corso dei secoli hanno relegato il genere femminile al ruolo di “sesso debole”, genia inferiore rispetto a quella maschile.

Nonostante siamo ormai entrati nel XXI secolo da oltre dieci anni, dare per scontata questa “festa” è quanto di più sbagliato si possa credere: certo, molti sono stati i progressi compiuti negli ultimi anni, ma molte sono ancora le situazioni che vedono le donne relegate ai margini della società, vessate da un’atavica convinzione di inferiorità. E fortunatamente molte sono state le iniziative e i commenti nel locale ambiente politico a condividere questa preoccupazione; sono giunti infatti in redazione numerosi comunicati il cui scopo precipuo è proprio quello di ricordare che la “lotta” non è ancora finita.

Proprio a questo riguardo arriva la considerazione politica del consigliere comunale (e mamma, come ha voluto precisare lei stessa nel suo comunicato) Francesca Dascoli, la quale pur trovando positivo l’aumento delle donne in ambito politico, non trascura che ancora molta è la strada da fare per ottenere piena parificazione. “Tutto questo ha il sapore della concessione – afferma la componente del consiglio comunale riferendosi all’aumento delle “quote rosa” – non della democrazia, né tantomeno assomiglia o si avvicina all’obiettivo della parità di genere o delle pari opportunità. Addirittura i timorosi politici uomini, faccio l’esempio del consiglio regionale pugliese, quando sono arrivati al dunque per approvare la legge sulla doppia preferenza al voto, per la quale tanto mi sono battuta insieme alle donne della consulta regionale, si sono tirati indietro in modo meschino e vigliacco. Salvo poi approvare la legge sull’uso terapeutico della cannabis, provvedimento che condivido, autoproclamandosi politici coraggiosi e illuminati”.

Ho parlato di concessione all’inizio, ed è vero che questa potrebbe sembrare una sorta di “quota rosa”. In realtà – conclude il consigliere Dascoli – si tratta di eliminare le disparità, fare partire uomini e donne ponendoli sulla medesima linea”.

Arrivano poi le dichiarazioni rilasciate alla stampa proprio in queste ultime ore dal Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, riguardo la condizione delle donne nel corso della presentazione del nuovo disegno di legge contro la violenza di genere.

“Il disegno di legge che oggi presentiamo alla stampa è un punto di arrivo perchè la Regione Puglia in questi anni ha affrontato con coraggio il tema dei diritti delle donne sapendo che le donne, nella vita pubblica e nel mercato del lavoro, portano un valore aggiunto fanno crescere la ricchezza del territorio”.

Il tema della violenza alle donne – ha aggiunto Vendola testualmente – è un tema globale e universale e investe, in forme dure e fondative, le responsabilità del genere maschile. Noi con questa legge vogliamo compiere le operazioni necessarie, quelle del monitoraggio costante del fenomeno e della formazione, perché bisogna rompere il silenzio e parlarne”.

Sempre dalla Regione, arriva inoltre l’accorato appello del consigliere Franco Pastore rilasciato, che ricorda la precaria situazione delle donne detenute: “Le donne in carcere non perdono solo la propria libertà ma anche un universo affettivo importantissimo, i loro figli. Le donne detenute spesso non hanno al fianco compagni modello e mariti irreprensibili, questo quando non siano completamente sole. I bambini vengono affidati a comunità oppure sono “detenuti” insieme alle mamme e per loro la normalità può essere anche fatta di sbarre, orari e chiavi che aprono e chiudono porte di metallo troppo grandi e troppo pesanti per quei piccoli. E poi una donna anche se in carcere non smette di essere tale, con tutto ciò che comporta”.

Vogliamo  infine ricordare l’importanza dell’estesa presenza di centri anti-violenza su tutto il territorio pugliese: proprio poche settimane fa, il centro anti-violenza di Barletta è stato promosso a centro Provinciale; la stessa amministrazione si è poi prodigata nell’organizzare una serie di eventi propedeutici all’educazione al rispetto del genere femminile.

 

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’8 Marzo: un sorriso per tutte le donne
Articolo successivoDonne in intervista: Silvia Grima e Michela Cescon
Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here