Don Rino Caporusso sacerdote da 25 anni

Don Rino Caporusso

Martedì 7 maggio 2019, a Barletta, nella Parrocchia San Paolo Apostolo, durante, alle ore 20.00, Don Rino Caporusso, in occasione del suo 25° anniversario di ordinazione presbiterale, durante una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, renderà il suo grazie al Signore per il dono del sacerdozio.

Ruggiero Caporusso, nato a Barletta il 14 agosto 1966, ha frequentato assiduamente, sin da piccolo la comunità parrocchiale di S. Benedetto. Con diploma magistrale, ha fatto il suo discernimento vocazionale in un primo momento presso il Seminario per le Vocazioni adulte di Colle di Val D’Elsa (Siena) per poi entrare nel Pontificio Seminario Regionale di Molfetta nel 1988. Durante gli anni di Seminario il suo percorso formativo è stato caratterizzato dalla scoperta della chiamata in quanto tale, più che dall’idea della propensione naturale verso il sacerdozio. Nel sesto anno di formazione teologico-pastorale, viene trasferito a Verona nel Seminario dell’America Latina presso la sede del Cum, Centro unitario per la cooperazione missionaria tra le chiese promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana.

E’ stato ordinato sacerdote il 7 maggio 1994 presso la Chiesa San Benedetto in Barletta, vi rimane per poco, in quanto lo stesso Arcivescovo, Mons. Cassati, lo chiama a partire, dopo pochissimo lo stesso per il Brasile, nello stato del Maranhao, nella città di Santa Helena nella pre-foresta Amazzonica, diocesi di Pinheiro. Qui il 21 Aaosto 1994 fa ingresso come parroco.

Come lui stesso afferma, “gli anni in brasile sono ricchi di rispetto e fascino davanti allo spettacolo del creato, della maestà del cielo stellato, della soavità delle acque del fiume, del furore delle piogge invernali, della misteriosità del cuore umano, della fede dei volti puliti di chi ha Dio e che cerca sempre più la sua Parola”. Dal punto di vista umano-sociale si è premurato di dotare di chiese e cappelle la foresta amazzonica, attivando servizi di formazione catechistica e scolastica, laboratori gestiti da ragazze madri, piantagioni, impianti di irrigazioni, costruzioni di pozzi d’acqua, adozioni a distanza e la edificazione di un asilo. Ma la costruzione più importante è stata quella della Chiesa matrice e aver fondato numerose comunità ccclesiali di base. Nella diocesi ha ricoperto i seguenti incarichi:  direttore dell’Ufficio liturgico di Pinheiro (1995-2000): Padre Spirituale del Seminario Minore della Diocesi di Pinheiro e Direttore della scuola di formazione per le Comunità Ecclesiali di Base (1996-2000).

Rientrato in Italia nel 2000 è stato docente di religione presso la Scuola Media non Udenti Filippo Smaldone di Roma negli anni scolastici 2000-2001 e 2001-2002. Dal luglio 2000 è stato nominato dall’Arcivescovo direttore della Commissione dell’Evangelizzazione dei popoli e Cooperazione tra le Chiese, riconfermato nel 2005. L’Arcivescovo Pichierri nel 2001 gli affida prima l’incarico di amministratore parrocchiale e poi di parroco della parrocchia del SS. Crocifisso. Nel frattempo ha ricoperto

Dal 2017 è parroco della comunità di S. Paolo apostolo in Barletta.

         “Ad un certo punto della mia vita – dichiara don Rino alla domanda chi fosse per lui il sacerdote –  mi sono trovato a raccontare al mondo la bellezza di Dio da sacerdote. Sono diventato prete quasi senza averlo scelto. Cristo amandomi e scegliendomi da sempre ha realizzato in me questo progetto vocazionale. Al di là della mia volontà, mi ha mosso dal di dentro verso una precisa direzione in modo tanto irresistibile quanto delicato.

Ordinato sacerdote è poi arrivata l’esperienza missionaria che ho vissuto per anni senza aver mai voluto esplicitamente questo percorso È stato un momento che mi ha insegnato ad andare sempre all’essenziale. Ho capito che la ricerca dell’essenziale va applicata ad ogni ambito della nostra vita quotidiana, nel rapporto con gli altri e con noi stessi.

         Una bella figura conosciuta negli anni degli studi è stata quella di padre Mariano Magrassi. Indimenticabili le sue parole in riferimento al sacerdote: ‘non abbiamo noi l’insieme dei carismi, ma il carisma dell’insieme’. Era un invito ad avere fiducia nello Spirito Santo che suscita doni e meraviglie di generosità nel popolo di Dio. Oggi riconosco che far risuonare i carismi di tutti è difficile perché ciascuno cerca di far risuonare sé stesso soprattutto in una società fortemente individualista e litigiosa come la nostra. Ogni gruppo, compreso quello parrocchiale, è spesso riflesso di questa società. Per generare unità, è assolutamente necessario ascoltare ciò che è suggerito dal cuore, operare una certa sintesi contemplativa, attivare quella capacità coltivata dalla preghiera che consente di saper distinguere l’essenziale dall’accessorio riconducendo tutto ad unità, a Cristo. E’ necessario che il sacerdote, insieme con il suo popolo, debba umilmente mettersi in cammino di conversione, deve pellegrinare con gli altri prendendo e lasciandosi prendere per mano”.

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