I documenti… testimoni del passato

Non c’è da meravigliarsi se la maggioranza delle persone, che ha il piacere e mi fa il grandissimo onore di leggere i miei “racconti”, si chiede come sia possibile ricostruire avvenimenti o periodi della vita amministrativa della nostra Città riferiti a due o tre secoli indietro. La domanda che mi viene rivolta, il più delle volte, nasce spontanea “… si va bene, ma a voi queste notizie chi le ha passate?”. La risposta è tanto semplice quanto accattivante “ non chi … ma cosa, i documenti !”.

Non è difficile imbattersi in qualcuno che, davanti al deposito di un archivio e ai chilometri di scaffalature dove vengono conservati i documenti, da profano, si pone il classico interrogativo “ Ma tutte queste carte a cosa servono ? ”. Riportato alla quotidianità e alla preoccupazione di quello che sarà il domani (ahi, ahi !) l’interrogativo è senza dubbio legittimo, ma se subito dopo ci si ferma un attimo a riflettere sull’importanza di quella fonte inesauribile di notizie, non diventa difficile comprenderla immediatamente ed anzi si apprezza quell’istituzione che conserva e gestisce i documenti come fossero un vero tesoro.

Sicuramente tra i documenti che più di altri aiutano a ricostruire in maniera inequivocabile la vita amministrativa di una Città, sono da segnalare le delibere della Giunta e del Consiglio comunale.

La Sezione di Archivio di Stato di Barletta conserva quelle riferite ad un arco temporale che va dal 1773 al 1935. Dalla data iniziale e fino al 1861 l’organo deliberante era esclusivamente il Decurionato mentre, successivamente al 1864, le figure giuridiche divennero due e cioè la Giunta e il Consiglio municipale.

Le delibere, in quanto attuazione delle decisioni degli organi più importanti della vita amministrativa di una città, sono lo specchio fedele degli avvenimenti e delle scelte che hanno indirizzato lo sviluppo socio-economico dell’intera collettività in un determinato senso invece che in un altro.

Naturalmente scorrendo le pagine dei volumi (ricordate quelli del film “Il nome della rosa” … proprio gemelli ! n.d.r.) che raccolgono le delibere, tanti e diversi sono gli argomenti che colpiscono il lettore occasionale come lo studioso, si va infatti dagli atti più importanti per un’amministrazione come l’elezione del Decurione prima (ricordate 1771-1861?) e del Sindaco dopo, o l’approvazione dei bilanci di previsione e dei conti consuntivi fino alla concessione di qualche centesimo di sussidio ai poveri di turno (corsi e ricorsi storici).

Tra le tante ne abbiamo scelte un paio che potrebbero interessare i lettori per il fatto di non essere conosciute o riportate in pubblicazioni di storia locale.

Le Carte 3Prendiamo in esame, per prima, la delibera del Consiglio comunale n.190 del 10 giugno 1915 avente come oggetto “Cessione del Convento di S. Ruggiero al sig. Monterisi Ignazio”. Si signori, avete inteso bene. Infatti il luogo di culto, come tanti altri che hanno subito le disposizioni napoleoniche che portarono alla soppressione degli ordini religiosi, non è stato sempre di proprietà della Chiesa.

Nella delibera si legge “ …Ritenuto che con istrumento del  22 marzo 1915 per notar Severini il Comune otteneva dal fondo Culto la cessione dell’ex monastero di S. Ruggiero…Vista la istanza del sig. Ignazio Monterisi di Antonio diretta ad ottenere l’acquisto di detto monastero con l’annesso giardino per il prezzo di £.12.000… Considerato che sia tecnicamente assodato come il monastero in oggetto sia in condizioni statiche e di manutenzione assolutamente deplorevoli per il che occorrerebbe una spesa molto superiore alle £.12.000 per dare ad esso qualsiasi destinazione; d’altro canto il Comune resterebbe esonerato dai non lievi oneri di culto, di manutenzione e di riparazione…Ritenuto ancora che il prezzo in parola potrà più utilmente destinarsi allo incremento della locale scuola di arti e mestieri…Delibera accogliersi la istanza di Monterisi autorizzando il Sindaco a stipulare il relativo contratto. Il Consiglio unanimemente delega alla Giunta Municipale l’approvazione del verbale della seduta ed il Presidente, vista l’ora tarda ( mondo era, mondo è, mondo sarà), scioglie l’adunanza. Così letto, approvato e sottoscritto”.

Vi ho proposto questa particolare delibera perché ha moltissime analogie con situazioni che viviamo oggi. Ovviamente mi riferisco alla infinita discussione sorta sull’alienazione di beni comunali in presenza di effettiva impossibilità della loro manutenzione. L’unica differenza tra la situazione di 100 anni fa e quella di oggi, sta nel non trascurabile particolare che gli amministratori dell’epoca indicavano, nella delibera, la destinazione dei fondi rivenienti dalla vendita e cioè il miglioramento di un istituto scolastico. Oggi invece sembrerebbe che la decisione di vendita scaturisce dalla irrefrenabile necessità di liberarsi di un peso, il proverbiale “chiancone” che pesa sulle casse e soprattutto sullo stomaco degli amministratori.

Fuori una! Passiamo alla seconda delibera.

Le Carte 4Come la prima determina illustratavi, anche questa ha come caratteristica la particolarità e il collegamento a quanto stiamo vivendo da un anno a questa parte.

L’anno di riferimento è lo stesso, il 1915; la delibera la n. 216; l’oggetto è riferito al primo Conflitto Mondiale nel quale la nazione aveva da poco fatto il suo ingresso. L’intitolazione della delibera recita “Premio al primo militare Barlettano che avrà ottenuta una medaglia al valore o conquistata una bandiera al nemico”. Inutile spiegare il perché di tale iniziativa visto che la delibera giungeva pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra e quindi si intendeva offrire giusto riconoscimento ai “ragazzi” barlettani che avevano risposto “Presente” alla chiamata della Patria. Molto più chiaramente viene spiegato il perché di quanto si stava decidendo, nel corpo delle motivazioni della delibera. Si legge “… Il Consiglio tenuta presente la nobile gara che spinge amministrazioni pubbliche e private a premiare gli atti di valore dei soldati di terra e di mare in questa guerra santa di redenzione diretta a conseguire col trionfo delle armi italiane, quello del diritto e della giustizia…Guardando alle tradizioni di questa Città che non fu mai ultima alle più alte manifestazioni di patriottismo…Accogliendo unanimemente la proposta dell’Amministrazione…Delibera in 1^ lettura fissare un premio di £.500 (per l’epoca un vero e proprio tesoretto!) al primo militare Barlettano che avrà conseguita una medaglia al valore o conquistata una bandiera al nemico”.

Non posso affermare se e a chi venne assegnato quel premio ma, dalla cronologia degli avvenimenti, credo che il “vincitore” di quel premio sia stato l’eroe ragazzo Giuseppe Carli. I tempi e le cronache dell’epoca non lasciano spazio a dubbi dato che il Sergente dei Bersaglieri si immolò per la Patria dopo soli sette giorni dal famosissimo 24 maggio 1915, cadendo, faccia al nemico, il 1° giugno 1915 sul monte Mrzlivrk.

La certezza che la famiglia del nostro Eroe abbia ricevuto quel premio, non posso fornirvela, in compenso c’è stato il magnifico riconoscimento tributatogli dall’amministrazione comunale lo scorso 26 maggio 2015 con quella incredibile ed unica manifestazione dal titolo “L’Italia chiamò. Barletta e la Grande Guerra.

Almeno in una occasione se non supera, almeno, il presente, eguaglia il passato. E di questi tempi vi pare poco?

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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