Documenti pubblici, semplificazione delle formalità

E’ entrato in vigore il 16 febbraio il Regolamento dell’Unione Europea 2016/1191 che semplifica i requisiti per la presentazione di alcuni documenti pubblici nell’Unione Europea.

 

Cosa prevede il regolamento?

 

E’ disposto che un documento pubblico, rilasciato da un’autorità di uno Stato facente parte dell’Unione Europea, debba essere riconosciuto come autentico dalle autorità di un altro Stato europeo senza che occorrano ulteriori timbri o formalità varie.

L’obiettivo è quello di agevolare la libera circolazione in ambito europeo.

Attualmente i cittadini che si spostano o vivono in un altro Paese europeo devono far legalizzare i propri documenti pubblici (si pensi ad un certificato di nascita o matrimonio) onde poterne dimostrare l’autenticità.

Questo comporta ovviamente costi e impegno in ordine di tempo che, grazie alla semplificazione introdotta dal regolamento, potranno da oggi essere evitati

 

Quali sono i documenti interessati dalla semplificazione?

 

Si tratta dei documenti di nascita, esistenza in vita, decesso, nome, matrimonio, divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio.

Ed ancora, documenti concernenti la filiazione, l’adozione, la cittadinanza e l’assenza di precedenti penali.

 

Nell’ottica della semplificazione, il Regolamento europeo ha altresì previsto la cessazione dell’obbligatorietà della traduzione del documento se questo viene redatto nella lingua ufficiale dello Stato membro.

L’atto pubblico sarà invece accompagnato da moduli standard opzionali multilingue.

Il modulo standard, disponibile in tutte le lingue dell’U.E.  avrà funzione di ausilio alla traduzione per evitare l’obbligo di traduzione.

 

Onde evitare eventuali frodi, sono previste infine, forme di tutela ed infatti in caso di dubbi da parte dell’autorità ricevente il documento, circa l’autenticità dello stesso, è previsto che questa potrà avviare una verifica in collaborazione con l’autorità dell’altro Pese (emittente) attraverso una piattaforma informatica.

 

Per chi teme che il predetto Regolamento possa aver intaccato nella sostanza il diritto interno, occorre precisare che esso mira unicamente alla semplificazione non imponendo certamente agli Stati il rilascio di documenti non previsti dal diritto nazionale.

Ovviamente, trattandosi di Regolamento europeo non trova applicazione la citata normativa con riferimento ai documenti pubblici rilasciati da Paesi terzi

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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