Divorzio breve: immaginato e pensato ma presto abbandonato

Divorzio breve: ne avrete sentito parlare. La discussione sul tema ha visto i politici divisi però l’emendamento era stato approvato dalla Camera ed era attesa l’approvazione del Senato.

Cosa prevedeva il testo? Il testo legislativo proposto per il divorzio breve, indicava la riduzione dei tempi, cruccio per la Giustizia Italiana. Venivano proposti tempi da 6 msi in caso di separazione consensuale per giungere all’agoniato divorzio della coppia e 1 anno nel caso di separazione giudiziale, a fronte dei 3 anni previsti in precedenza se sarebbe passato il testo di riforma.

Cosa è successo al testo di Legge sul divorzio breve? Eclatante ma vero, il testo recante l’introduzione al divorzio breve è stato ritirato su richiesta del Governo. Ora il divorzio breve, così come immaginato e pensato è stato presto abbandonato, dunque quale sarà la normativa vigente sul divorzio in Italia?

Da divorzio breve a divorzio semplificato. Essendo però stato inserito nel Decreto Giustizia (ma resta solo un testo scritto). Alcuni lo hanno definito divorzio ” facile” ( E. Liuzzi, Il Fatto Quotidiano, ” Addio al divorzio breve. Salta l’ennesima promessa. La legge Moretti-D’Alessandro naufraga al senato: doveva semplificare e ridurre i tempi a un anno. L’epilogo: ci guadagneranno (in soldi) soltanto gli avvocati” , 17 ottobre 2014,) anziché semplificato, poiché prevederebbe, la negoziazione assistita dei coniugi dagli avvocati, saltando la fase della comparizione inanzi al Giudice, con la  dovuta precisazione che il termine di tre anni, come avveniva prima, per ottenere il divorzio, decorre non dalla data di istanza di separazione, ma dalla data dell’avvenuta separazione.

Il dibattito. La notizia, ha avviato il dibattito su più fronti. ” Siamo dinanzi all’ennesimo passo indietro di questo Governo. Sul tema dei diritti si sente molto l’influenza di Ncd, lo abbiamo già visto sulle unioni civili e sul diritto alla cittadinanza. Adesso è il turno del divorzio breve” ha sostenuto Celeste Costantino di Sel, su ” Intelligo”, mentre Antonio Palmieri di Forza Italia, come riportato su ” il secolo XIX”. sostiene ” ho il massimo rispetto per chi vuole questo provvedimento, ma la risposta che viene data è sbagliata. Il divorzio non va inteso come un diritto ma come una extrema ratio, l’esito finale di un cammino volto a recuperare la rottura della coppia.”

Sulla stessa rivista altri commenti, come quello di Ignazio La Russa, “ Voto sì al divorzio breve anche se permane una discriminazione tra chi ha figli e chi non ne ha”.

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here