Divieto di balneazione,Mennea vuole accertare le responsabilità

Intervento del consigliere regionale del PD, Ruggiero Mennea, che tuona: “Ora basta,fuori le soluzioni e le responsabilità”.

“Solo qualche giorno fa avevo lanciato l’allarme dopo aver letto i dati di Goletta verde. Su otto campioni prelevati dal mare, cinque sono risultati fuorilegge. Su quattro città rivierasche della Bat, tre hanno presentato problemi, tra cui Barletta. La richiesta di interventi risolutivi per ripristinare il corretto funzionamento dei depuratori e per la messa in funzione degli impianti di affinamento è caduta nel vuoto. Poi la beffa con il divieto di balneazione su un tratto di costa barlettana in piena stagione estiva. Ora basta. É tempo di individuare le fonti d’inquinamento e, qualora fossero accertate, le responsabilità pubbliche e private”. Così il consigliere regionale del Pd, Ruggiero Mennea, ha commentato i dati preoccupanti rilevati da Goletta verde nelle acque antistanti la costa di Margherita di Savoia, Barletta,Trani e Bisceglie e il divieto di balneazione ordinato dal Sindaco di Barletta per un chilometro e mezzo di costa barlettana.

“Non si può più rimpallare la responsabilità tra enti pubblici per poi far pagare in conto salato e inquinato ai cittadini e agli operatori turistici. Ora è il momento di intervenire per controllare seriamente metro dopo metro tutti i potenziali rischi di scarichi abusivi, gli eventuali versamenti di fogna nera nei tronconi di fogna bianca, liberare i depuratori dal sequestro penale e far entrare in funzione gli impianti di affinamento. Non si può pensare – tuona Mennea – che a pagare debbano essere i cittadini, ignari di quello che viene riversato in mare. II Sindaco Cascella ha già posto in essere operazioni di controllo, ma queste debbono interessare anche i propri tronconi di fogna pubblica e contestualmente scoprire scarichi abusivi a ridosso dei canali di scolo a mare. In una città in cui alcuni amministratori locali si vantano di esaltarne le qualità turistiche legate al mare non si può ignorare che dopo una notte bianca ci si può trovare di fronte ad un mare nero. Questo facile populismo festaiolo deve essere sotterrato fino a quando non si pone rimedio alla grave questione ambientale della costa barlettana, che comprende anche l’Ofanto e Ciappetta Camaggio. Si farebbe bene a porre questa come una questione prioritaria, altro che Barletta capitale della cultura. Bisogna che Barletta diventi prima capitale della civilità e della vivibilità, per porre fine a questo scempio che mette a rischio la tutela della salute dei cittadini e pregiudica lo sviluppo turistico del nostro territorio.

Affronterò la questione di petto, presentando domattina una interrogazione urgente che chiederà al Presidente Vendola, all’Assessore Giannini e all’Assessore Nicastro quali atti intendano adottare per dare soluzioni definitive a questa gravissima problematica che, finora, tante inutili riunioni ha prodotto e troppo pochi risultati ha conseguito. Attenderò una risposta con la pazienza che ho avuto fino ad ora e qualora non dovesse arrivare in modo esauriente e risolutivo, dovrò rivolgere gli stessi inquietanti interrogativi – conclude il Consigliere Democratico Mennea – alla Corte dei Conti per quelle opere pubbliche di depurazione costruite e mai entrate in funzione oltre a valutare la possibilità che della questione possa occuparsene la magistratura inquirente. La tutela della salute pubblica e dell’ambiente in cui viviamo quotidianamente, impongono comportamenti diligenti ed atti tempestivi e risolutivi. “

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