Diversity Managment e Capitale Umano come leve di crescita per la competitività

locandinaI profondi cambiamenti strutturali degli ultimi anni hanno lanciaton uove sfide all’economia e al mercato del lavoro,  creando uno scompenso negli equilibri tra lavoro e società a cui si era giunti in seguito all’industrializzazione e all’apertura ai mercati globali. In un’ottica di riconoscimento delle competenze e delle diversità, il mercato del lavoro vede una presenza sempre crescente di donne e di soggetti svantaggiati. Dal lato delle imprese, il capitale umano rappresenta il valore più importante su cui investire per far fronte al cambiamento.
L’importanza della valorizzazione del capitale umano e delle diversità tra i lavoratori come leva competitiva è stato l’argomento al centro del workshop svoltosi presso il Centro Polifunzionale Studenti dell’Università di Bari, rivolto a giovani manager del futuro e ad imprenditori.

L’incontro, dal titolo “Diversity Managment, leva competitiva e strategica per le imprese”, è stato organizzato dall’AIDP, Associazione Italiana Per La Direzione Del Personale, e dal Dott. Luongo,R esponsabile Nazionale Area Giovani AIDP e Presidente del gruppo Basilicata. Obiettivo è stato quello di dimostrare come le azioni di identificazione e valorizzazione delle diversità non sono riducibili ad una questione di mero riconoscimento dei diritti, costituendo altresì una possibile leva di sviluppo per le aziende e di aumento della produttività.
Il dibattito ha avuto inizio con i saluti istituzionali da parte della Dott.ssa Covili Faggioli, Presidente nazionale AIDP, seguita rispettivamente dai Presidenti AIDP Puglia e Campania, ott. De dott.ssa Marandola.

Gli interventi sono stati organizzati in due sessioni: la prima ha visto il susseguirsi di tre interventi con l’obiettivo di fornire una panoramica di interessanti studi e teorie alla base del Diversity Managment, mettendo in evidenza i risvolti positivi in termini di produttività per l’azienda: riduzione del tasso di assenteismo, riduzione del turnover, miglioramento del clima aziendale. Interessante è stato, in questo contesto, l’intervento pratico ed esemplificativo della Dott.ssa Loporchio, Consulente del lavoro e Consigliere AIDP Puglia, che ha illustrato alcune problematiche legate al lavoro femminile passando a concreti strumenti che le aziende potrebbero utilizzare per favorire una maggiore conciliazione dei tempi vita-lavoro.
La seconda parte è stata incentrata sulla condivisione di modelli e best practices, adottati soprattutto dalle PMI, in tema di DM. I referenti delle aziende presenti ed il pubblico in sala hanno potuto apprezzare quelle che sono le buone prassi realizzate da alcune aziende pugliesi, anche di piccole dimensioni, come la Remax Stella Polare, Tenuta Monacelle e AssHotel e gli ultimi due interventi sono entrati nel vivo degli strumenti di attuazione di tali buone pratiche.

Il referente della Fondazione Giacomo Brodolini ha dapprima evidenziato una serie importante e significativa di dati sulle barriere all’entrata nel mondo del lavoro da parte di soggetti svantaggiati, per poi mettere l’accento sulle politiche di Work Life Balance, ovvero quelle politiche in grado di conciliare maggiormente le differenti esigenze di lavoratori/lavoratrici principalmente attraverso la destandardizzazione dell’orario di lavoro e l’introduzione di una serie di servizi in grado di realizzare un risparmio di tempo.

L’ultimo spunto di discussione è stato fornito dal Dott.Coratella, referente del Progetto Welflex, progetto realizzato dalla Consigliera di Parità della Regione Puglia in collaborazione con Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero del Lavoro. Il progetto ha avuto come obiettivo la formazione di Consulenti del Cambiamento, figure professionali specialistiche, in grado di accompagnare le aziende in un processo di innovazione organizzativa ed implementazione di politiche di Welfare. Tali consulenti sono esperti in risorse umane ed organizzazione aziendale, capaci di mettere insieme più competenze e di avere una visione strategica dell’azienda e del suo clima interno. Sanno, inoltre, interfacciarsi efficacemente con altre figure professionali presenti in azienda, a cominciare da chi si occupa delle risorse umane e chi gestisce il budget.

Quest’ultimo intervento ha puntato l’attenzione soprattutto sul rapporto costi/benefici nell’attuazione di politiche di Welfare, dimostrando, attraverso dati numerici, l’effettivo risparmio di costi ed il guadagno in termini di produttività a favore delle aziende che investono in una organizzazione del lavoro più flessibile, e come sia possibile conciliare le esigenze aziendali con quelle della popolazione lavoratrice in un ottica win-win.
I lavori sono giunti a conclusione con una serie di osservazioni riguardanti soprattutto l’ultima parte del dibattito e nello specifico le leve su cui puntare per coinvolgere maggiormente gli attori economici in questo tipo di attività.

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