La diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico è un evento che incide fortemente su una famiglia, determinando quelli che saranno i nuovi equilibri sia personali che dell’intero sistema familiare.

La letteratura si è molto concentrata sugli effetti di tale evento assimilandoli a quelli di un lutto, della perdita del bambino sognato e atteso: dallo shock iniziale alla negazione, passando per rabbia e senso di colpa e arrivando ai vari modi di accettazione e ai tentativi di affrontare il problema che possono essere anche profondamente diversi tra i due membri della coppia genitoriale.

Questi vissuti, inoltre, vanno a scontrarsi con i dubbi della scienza medica che da una parte parla di commistione tra fattori genetici e fattori ambientali, ma dall’altra non è riuscita a identificare degli specifici geni del Disturbo dello Spettro Autistico. A ciò si aggiunge l’evidente diversità delle manifestazioni di questa sindrome che, pur presentando specifiche difficoltà a carico delle medesime aree, rende ogni persona con autismo diversa dall’altra. Non essendo certe le cause, quindi, non è possibile stabilire una cura anche se si sono raggiunti traguardi importanti con l’approccio dell’Analisi comportamentale Applicata (ABA), riconosciuto internazionalmente come trattamento evidence based per il trattamento del Disturbo dello Spettro Autistico. Tali traguardi vanno tutti nella direzione di un sensibile miglioramento della qualità di vita del bimbo o del ragazzo, andando anche ad incidere sulla diminuzione di comportamenti problematici.

L’importanza della famiglia

Un punto fondamentale da tener ben presente quando si parla di benessere e qualità della vita, soprattutto nelle fasce d’età dell’infanzia e dell’adolescenza che tipicamente sono soggette a trattamento, è la determinante influenza dell’ambiente familiare. La famiglia, infatti, è il nucleo primario in cui si gettano le basi per la crescita, è il contesto in cui hanno vita i primi scambi di relazione e dove si interiorizzano i modelli che riguardano la visione di sé stessi e del proprio valore. Il Disturbo dello Spettro Autistico colpisce profondamente la comunicazione all’interno della relazione: è come un “membro” ulteriore della famiglia, un membro scomodo e ingombrante che il più delle volte non ha il tempo e il modo per essere elaborato, conosciuto e metabolizzato dall’intero sistema familiare. Quando ciò accade, può determinarsi una riduzione sempre più marcata dello spazio che riguarda la coppia coniugale con i suoi bisogni e i suoi desideri a favore di un interesse e di una occupazione preminente verso il figlio con autismo. Inoltre, i cosiddetti cicli vitali della famiglia, legati ai passaggi da una fase all’altra della sua storia, possono essere condizionati dalla patologia che può limitare la stessa crescita del sistema e dei suoi membri. Il solo utilizzo dell’Approccio ABA rischia, così, che i risultati e i miglioramenti che vanno via via ad acquisirsi non trovino un terreno fertile in cui affondare le proprie radici ma, bensì, una famiglia poco sintonizzata con i bisogni del figlio con Disturbo dello Spettro Autistico in quanto i suoi componenti si sono allontanati dal contatto con i propri, di bisogni.

Un’integrazione possibile: l’intervento familiare

La psicoterapia della Gestalt ad orientamento fenomenologico-esistenziale vede il contatto con i bisogni e la consapevolezza delle proprie emozioni, sensazioni, pensieri e azioni come presupposti necessari e fondamentali al potenziale processo di cambiamento e di crescita di ciascun individuo. La terapia della Gestalt, definita anche come “terapia del con-tatto emotivo”, considera primario l’interesse verso il riconoscimento da parte di ogni membro della famiglia delle proprie esigenze e desideri. Un riconoscimento che facilita e sostiene la costruzione di interazioni familiari nutrienti ed efficaci.

Il presupposto di base è che non si può percepire e riconoscere la diversità dell’altro se non si è in contatto con se stessi, con i propri limiti e le proprie risorse, le proprie paure e aspettative. Per questo diventa essenziale leggere il disagio e la sofferenza della famiglia alla luce dei cambiamenti avvenuti con la diagnosi, ponendo l’attenzione su come tali cambiamenti stiano condizionando, nel qui ed ora, le relazioni familiari e la vita di ciascun membro. L’obiettivo è, quindi, prendere in carico l’intero sistema attraverso una psicoterapia familiare che proceda in simultanea con il lavoro ABA così da permettere ai successi del bambino o del ragazzo con Disturbo dello Spettro Autistico di trovare un contesto armonico ed armonioso in cui, contemporaneamente, stia avvenendo anche la crescita degli altri membri della famiglia in una direzione conforme e aderente alle esigenze di tutti.

“…possiamo definire l’intervento familiare come la ricerca dell’interesse e della vitalità nascosti (Polster, 1987) tra le pieghe delle interazioni familiari, al fine di sostenere lo spontaneo evolversi di tale vitalità verso il contatto tra i membri della famiglia, essendo questa l’unica garanzia per l’auto-regolazione del gruppo familiare e dunque per la realizzazione piena del sé dei suoi membri” (Spagnuolo Lobb, 2011)

L’integrazione di due modelli terapeutici (Analisi Comportamentale Applicata e Gestalt), un lavorare insieme che volge il suo sguardo verso un unico orizzonte: il benessere e il miglioramento della qualità di vita di un tutto vivente che comprende il bambino e il mondo da cui proviene.

A cura del Dott. Fabio Cardone – Psicologo e Psicoterapeuta della Gestalt

 

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