Disfida 2015, Vinella: “Esaminati dei progetti e stilata una graduatoria, ma null’altro ne è seguito”

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Disfida 2015, operazione chiarezza: finalmente. Bene ha fatto il sindaco Pasquale Cascella, come garante istituzionale numero uno dell?operato politico, ad interessare la Corte dei Conti sulle procedure seguite dall?amministrazione comunale per l?affidamento della rievocazione storica a chi sta scritto negli atti.

Ancora meglio farebbe il giornalista Pasquale Cascella, quale testimone professionale dei fatti nella città che amministra, a completare con tutte le altre carte mancanti l’incartamento spedito “ai fini della valutazione di legittimità degli atti compiuti lungo il percorso avviato con la manifestazione di interesse per la selezione di progetti culturali, artistici e di spettacolo del 2014 che ha costituito il riferimento progettuale e organizzativo per le iniziative realizzate nei giorni scorsi”. Quelle carte stanno nei faldoni dell’ufficio cultura, quarto piano a palazzo di città: l’intero e massivo compendio dell’avviso pubblico (aprile 2014) bandito dal settore beni e attività culturali del Comune di Barletta su delibera di giunta. Io? Ne parlo da “persona informata dei fatti£ a rappresentare, in qualità di presidente, il Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia, organizzazione di volontariato attiva nei beni culturali e turismo dal 1953, che a quell’avviso pubblico ha partecipato. Quanto dichiarato dal sindaco Cascella parrebbe escludere l’antefatto amministrativo costituente l’affidamento dell’incarico: ma a quell’avviso pubblico hanno risposto circa 150 soggetti, quasi tutti del territorio ma altri anche dall’Italia e fuori, molti muniti di partita Iva a scopo di lucro, ma tantissimi altri quali associazioni culturali, onlus, organizzazioni come il nostro Comitato, fondati sul libero criterio associativo ispirato al volontariato per legge come dai loro statuti notarili.

Nel suo annuncio tranquillizzante, ma non troppo, il sindaco giornalista Cascella, forse per brevità, evita di precisare che quell’avviso pubblico è stato scandito da un’attenta selezione di tutti i progetti, esaminati e certificati da apposita commissione nominata ad hoc: presidente l’autorevole prof. Ugo Villani, prima assessore alla legalità voluto dal sindaco stesso, ma poi dimessosi da quest’incarico per motivi personali.

A ciascun progetto ed a ciascuna realtà partecipante tale commissione ha attribuito un punteggio, basandosi su numerosi criteri (innovatività, costi, fattibilità, appeal sul pubblico etc etc). Lavorandoci su per settimane, il nostro Comitato ha presentato la sua originale proposta dal titolo “La Battaglia di Canne 2.0” progettata e studiata perché fosse realizzabile nell’area archeologica in accordo con forze sociali del territorio e realtà di levatura nazionale. Voti 36, tra le prime posizioni: il primo ne ha raccolti 44.

Ma null’altro ne è seguito dalla determinazione dirigenziale n. 998 del 10 luglio 2014 recante la summenzionata graduatoria: fortissima delusione per noi (dopo tanto lavoro nei mesi precedenti) ed i nostri “alleati” sparsi dovunque in Italia, a dispetto delle numerose sollecitazioni inoltrate al settore cultura e delle risposte di circostanza dal medesimo pervenute al nostro indirizzo. L’anno scorso ed anche quest’anno, con posta elettronica certificata, abbiamo tentato di capire come mai, quali veri ostacoli si frapponessero: silenzio totale, sia dal settore che (ovviamente) dall’assessorato. E sapete bene com’è andata a finire.

Al sindaco Cascella chiediamo di andarsi a rivedere la graduatoria finale di quel famigerato avviso pubblico: il giornalista Cascella si renderebbe conto che in quella classifica, ma ad un punteggio inferiore al nostro, si sono classificati tutti i cosiddetti “soggetti attuatori” chiamati a vedersi affidato l’incarico per la Disfida 2015. Discriminazione o altro lo stabilirà la Corte dei conti. A noi preme stabilire: la chiarezza, tutt’altro che un optional, va fatta rispettare fin da quando le procedure si applicano in sede dirigenziale e tecnica. Dopo, rischiano di essere solo una caricatura, o peggio una liturgia funebre in suffragio di una morente democrazia fatta per i gonzi e le clientele.

A cura di Nino Vinella

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