Dimostranti contro aumento tasse locali: “Non ci fermeremo qui”

Riportiamo la lettera dei cittadini che hanno partecipato alla manifestazione sul carico fiscale locale di alcuni giorni fa, scritta in risposta al comunicato rilasciato dal comune in occasione della manifestazione stessa: 

Se qualcuno si fosse illuso che il secondo incontro dei cittadini con chi amministra questa città avesse potuto produrre un risultato concreto per ciò che riguarda lo spinoso tema della TARI, ha visto per l’ennesima volta cozzare le legittime rivendicazioni della cittadinanza di fronte ad un muro. Un muro fatto di frasi intrise di politichese avvolto in un velo di italica burocrazia, di aumenti di spesa per il servizio di raccolta rifiuti niente affatto chiari alla faccia della trasparenza, di vacue promesse tipo quella di agevolare le fasce di reddito più basse (cosa tra l’altro, mai menzionata durante l’incontro), di vuoti propositi di ridurre la TARI per l’anno 2016. Il tutto ovviamente condito con la classica spocchia di una classe dirigente sempre più lontana dai cittadini e sempre più vicina al modello Marchese del Grillo (non Beppe ma il celeberrimo Alberto Sordi dell: “Io so’ io e voi nun siete un c….”).

Ancora una volta ci si è trincerati dietro le solite scuse della normativa nazionale, dei tagli agli enti locali ecc. in un ritornello che partendo dai Talk ed arrivando in consiglio comunale possiamo dire che ci ha ampiamente stancato. E comunque il fatto che, a detta dell’amministrazione, non si possa fare più nulla – visto ciò che sta accadendo nella vicina Trani – a nostro avviso è ampiamente da verificare e vi possiamo assicurare che non sarà lasciato nulla al caso, fermo restando il termine del 30 novembre entro il quale c’è comunque tempo per eventuali modifiche.

Sappiano i nostri amministratori che non è una questione di fasce di reddito o di attendere il 2016: a proposito, con questi chiari di luna dubitiamo fortemente che nel 2016 ad amministrarci saranno ancora le stesse persone con cui noi cittadini ci stiamo misurando. Non è una questione di reddito perché, ricchi o poveri che siamo, queste non sono tasse comunali ma sono una vera e propria patrimoniale con la quale noi cittadini stiamo pagando feste, festicciole, sprechi e sciatterie che si susseguono ormai da quasi 20 anni.

Sappiano i nostri amministratori che non ci fermeremo qui. Ed anche qualora fosse vero che queste tasse sono frutto di tagli, norme nazionali ecc., un sindaco è dovuto a sbattere i pugni sul tavolo anche (e soprattutto nel nostro caso) nelle più importanti sedi istituzionali. C’è gente che per molto meno ha gettato la propria fascia tricolore o magari si è dimessa. A proposito signor sindaco, in consiglio comunale ci è parso penoso il suo scagliarsi contro i passati governi. Fatte le debite proporzioni, caro sindaco, Lei ci ha ricordato il buon Burlando che incolpava il Duce dell’alluvione di Genova.
Sappiate cari amministratori che anche se oggi vi nascondete dietro norme nazionali, europee ecc., da domani noi cittadini vigileremo su ogni consiglio comunale, su ogni atto, su ogni delibera, su ogni congresso, su ogni comitato elettorale, su ogni operazione finanziaria o assunzione poco trasparente. Vigileremo su ogni eventuale mancanza o disservizio della macchina pubblica, dai dirigenti agli impiegati, dal sindaco ai consiglieri, dai tecnici alla raccolta rifiuti. Tutto naturalmente nell’ambito della legalità. E non esiteremo neanche un
secondo a denunciare qualunque tipo di mancanza sia presso le autorità competenti, sia presso gli organi di informazione locali e soprattutto nazionali.

Signor sindaco, signori assessori, signori consiglieri, signori dirigenti ecc. vi auguriamo buon lavoro.

Cordiali saluti.
I cittadini

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