Dimissioni Cascella, Musti: “Del DDP si occupino i prossimi consiglieri”

cascella

Le cronache cittadine riferiscono che il Sindaco Pasquale Cascella si è dimesso all’indomani dell’infruttuosa seduta consiliare del 12 aprile scorso – che ha visto mancare il numero legale necessario per determinarsi sull’adozione del “documento programmatico preliminare” (DPP) al “piano urbanistico generale” (PUG) – al fine di poter continuare ad adempiere, fino al termine previsto, “con disciplina ed onore”, al proprio compito.

Chi scrive non ha alcuna legittimazione, se non quale semplice cittadino, per poter esprimere un giudizio sul mandato del Sindaco Cascella, pur avendo il sentore che i cittadini di Barletta lo rimpiangeranno. E tuttavia, se mi fosse concesso, vorrei esprimere le mie perplessità circa l’opportunità per cui “…scelte che puntano al futuro…” vengano prese da un consiglio comunale oramai in scadenza.

E non mi riferisco soltanto agli ostacoli giuridici. L’adozione del DPP è coerente con le disposizioni di cui all’art. 38, comma 5, del TUEL. In altre parole, l’adozione del DPP è un atto “urgente ed improrogabile”? Direi di no. Appare invece come un espediente per camuffare anni in cui ci si è baloccati nella ricerca di improbabili compromessi.

Mi riferisco invece all’opportunità che un consiglio comunale oramai “uscente” orienti il futuro del nostro territorio. A che titolo consiglieri comunali uscenti ed un Sindaco che, anche se per ragioni assolutamente legittime, non si sottopone all’esame degli elettori può pretendere di dire la sua sul futuro dei cittadini barlettani?

Anche io temo che i prossimi amministratori possano essere peggiori dei precedenti, e tuttavia, credo che debbano avere il diritto di provarci. Se il DPP, come lo stesso Sindaco Cascella ammette, è perfettibile, allora è giusto che siano i prossimi consiglieri, nel pieno del loro mandato elettorale, ad occuparsene, cercando di rimediare alle mancanze ed agli errori che sinora non hanno trovato soluzione.

Ripeto, qualsiasi ottimismo, allo stato, resta ingiustificato. E tuttavia anche se la democrazia non è perfetta, non si è ancora trovato un sistema migliore. Il DPP sia rimesso al nuovo consiglio e che Dio ce la mandi buona.

A cura di Aldo Musti

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