Dimissioni Caroppo? Non rappresentano una sorpresa

Le dimissioni dell’assessore Caroppo non rappresentano una sorpresa. Sono l’epilogo di un mandato scarsamente incisivo, caratterizzato dall’incertezza che ha regnato sovrana nella programmazione di eventi importanti come la rievocazione della Disfida.

L’annuncio della trasmissione degli atti alla Corte dei Conti, avvenuta un paio di giorni dopo i nostri rilievi, non ha fatto altro che rafforzare la nostra impressione che ci sia stata poca trasparenza sui provvedimenti relativi alla Disfida.

L’audizione dell’ex-assessore in Commissione Cultura dello scorso 15 Settembre, ha messo in evidenza diversi aspetti critici della delibera di Giunta sulla Disfida 2015, a cui la Caroppo ha opposto flebili giustificazioni, rimanendo costantemente sulla difensiva ed ammettendo solo alcuni dei macroscopici errori commessi. Dopo aver saltato per motivi personali l’incontro del 13 Ottobre nella Commissione Controllo e Garanzia, rimangono ancora senza risposta la maggiorparte delle domande che abbiamo posto pubblicamente e a cui non può certo rispondere la Corte dei Conti o i cittadini con il loro senso estetico, come twittato dal sindaco. Nel frattempo, in attesa del giudizio di legittimità della Corte, sarebbe opportuno come forma di autotutela, sospendere tutti i pagamenti deliberati nei confronti dei soggetti attuatori, sempre che l’Ufficio Ragioneria non abbia già liquidato le somme previste.

Quel che è certo è che il fallimento dell’assessore, è in primis un fallimento politico del sindaco ed appare evidente, oggi più che mai, l’approssimazione con cui questa maggioranza si muove, costretta ad inglobare presunti consiglieri di opposizione pur di andare avanti. Le trattative infatti, per un ingresso in maggioranza del gruppo dei socialisti sono ormai note e vanno avanti da tempo. Alla faccia di ogni codice etico e del rispetto dei cittadini che hanno pensato, nella scorsa tornata elettorale, di votare due distinte proposte ma che saranno costretti ad assistere a questa ulteriore farsa.

Viene da chiedersi se questo probabile cambio di campo non abbia proprio queste dimissioni come atto propedeutico e non ci meraviglierebbe che, proprio ai futuri consiglieri di maggioranza, venga assegnato l’assessorato vacante. Se ciò dovesse avvenire, si certificherà la definitiva perdita di ogni credibilità politica del sindaco e di questa sgangherata consigliatura e l’unica strada percorribile per ridarle dignità potrà essere solo quella di tornare alle urne.

A cura di Savio Chiariello, Giuseppe Basile, Michele Partucci e il gruppo attivisti 5 stelle Barletta.

 

 

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