Dileo: «Estendere decreto “Cura Italia” a imprese con fatturato superiore a 2 milioni di euro»

Rocco Dileo, sulla necessità di estendere anche alle imprese e ai professionisti con ricavi o compensi superiori a 2 milioni di euro la sospensione, prevista nel decreto “Cura Italia”, dei termini per gli adempimenti e per i versamenti fiscali e contributivi. 

Dileo, accogliendo le istanze di alcune aziende del territorio, ha sollecitato a tal proposito il governatore Emiliano, affinché la questione venga portata all’attenzione del Premier Conte.

«Ho sottoposto la questione al governatore Emiliano: il settore tessile resta un importante comparto della nostra economia, annoverando aziende con un fatturato ben superiore a 2 milioni di euro»
 
«L’emergenza Coronavirus comporta per tutte le imprese italiane difficoltà economiche che necessitano dell’intervento statale. Ecco perché la sospensione dei termini per gli adempimenti e per i versamenti fiscali e contributivi andrebbe applicata anche alle aziende con fatturato maggiore a 2 milioni di euro». 
 
Così, il consigliere comunale di Barletta, Rocco Dileo, sulla necessità di un’estensione delle misure economiche previste nel decreto “Cura Italia”: «Ho sottoposto la questione al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché possa essere illustrata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte».
 
«Ben vengano le misure prese e ben vengano anche le misure che la Regione Puglia sta disponendo a favore dei professionisti esclusi dal decreto “Cura Italia”. Non è questo – precisa Rocco Dileo – il momento per alimentare polemiche sulle soluzioni individuate dal Governo per tamponare l’emergenza economica che seguirà a quella sanitaria, ma è obbligatorio segnalare lacune del decreto che necessitano di essere colmate». 
 
«Il settore tessile resta un importante comparto della nostra economia, annoverando aziende con un fatturato ben superiore a 2 milioni di euro. Apprendo dalla viva voce di alcuni imprenditori locali del settore la loro difficoltà nei versamenti IVA, nelle ritenute e nel versamento dei contributi. Adempimenti che non possono certamente essere sospesi con riferimento al solo periodo di marzo, considerata l’imminente proroga delle misure restrittive attualmente in vigore, né sembra coerente con la ratio della norma prevederne l’adempimento entro il prossimo 31 maggio, quando la condizione finanziaria delle imprese sarà tutt’altro che in buona salute». 
 
«Sarebbe quindi necessario – conclude Dileo – estendere anche alle imprese e ai professionisti con ricavi o compensi superiori a 2 milioni di euro la sospensione dei versamenti relativi alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, all’imposta sul valore aggiunto e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria».

 

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