“Dialoghi con Ugo Villani”, presentata ieri l’opera del docente universitario

In occasione della giornata mondiale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre ieri pomeriggio si è svolto un incontro presso l’auditorium centro polifunzionale San Francesco di Barletta. L’evento, organizzato dall’Arci “Carlo Cafiero” , Libera, il Club UNESCO, la Società Storia Patria per la Puglia e l’Università della Terza Età, ha visto la presentazione dell’opera “Dialoghi con Ugo Villani”, testo del professore ordinario di Diritto Internazionale dell’Università di Bari, di Diritto dell’Unione Europea della LUISS Guido Carlo di Roma e presidente società italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell’Unione Europea. Nel giorno dell’anniversario della nascita della Dichiarazione, oggi si sente profondamente la necessità di applicare quella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Quei principi fondamentali, scritti dopo la tragedia della guerra mondiale e milioni di vittime e rimasti inattuati in gran parte del mondo. L’opera è stata curata anche Francesco Cherubini, Roberto Virzo, Ennio Triggiani, Ivan Ingravallo e Egeria Nalin.

 “Siamo qui in un giorno particolare, era ieri ma l’abbiamo spostata ad oggi, e cioè la celebrazione dei diritti fondamentali dei diritti dell’uomo – Lo ha detto il moderatore dell’incontro Luigi Pannarale, professore ordinario di Sociologia del Diritto – Ovviamente non si è trovato modo migliore che cogliere quell’occasione per meditare insieme sui contributi che Ugo ha dato a questo tema. Lui ha spaziato sul diritto internazionale, sul diritto dell’Unione Europea e sui diritti dell’uomo in maniera completa, come pochi hanno fatto nelle ultime generazioni di studiosi. E questo è già un gran merito. Ma c’è di più. In questo volume il professore dialoga con studiosi di discipline anche molto distanti dalla sua, offrendo spesso degli spunti preziosissimi per ricerche che possono essere svolte in campi non coincidenti con il diritto internazionale e le altre discipline che sono patrimonio degli internazionalisti. Lui è stato il primo a farci notare che quel cammino, lento e faticoso di conquista dei diritti e che ha segnato tutta la seconda parte del XX secolo proprio a partire dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, rischiava di interrompersi proprio alla fine del secolo scorso e forse anche in questo, perché c’erano degli strappi terribili che venivano da paesi che erano la culla, il luogo in cui quei diritti erano stati concepiti ed erano stati per la prima volta dichiarati. Ricordo i suoi interventi sulla guerra del Kosovo che sono stati veramente un primo segnale di questo allarme. A partire da lì si può riflettere su quale è il destino dei diritti. Se questo destino di crescita e di arricchimento è ormai segnato da un lento declino oppure può avere ancora dei rilanci che ci facciano comprendere come la lotta per la conservazione dei diritti non sia qualcosa di scontato, ma sia un impegno che vada rinnovato e testimoniato giorno per giorno ”.

Intervenuto anche Ennio Triggiani, professore di Diritto Internazionale del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari, che ha parlato del rapporto che lo lega a Villani e poi sottolineando l’importanza del dialogo partendo da una delle più illustri figure del novecento italiano, il politologo e filosofo Norberto Bobbio: “Io penso che una persona debba coltivare anche interessi diversi da quelli professionali come musica, cinema, teatro e letteratura. E su questo la sintonia con Ugo è sempre stata molto alta ed è di lì che è partito un dialogo. Ricordo in tal senso come è stato definito da Bobbio, il quale sosteneva che la prima condizione secondo cui il dialogo sia possibile è il rispetto reciproco che implica il dovere di comprendere lealmente ciò che l’altro dice. Spesso, però, questo non succede e vediamo persone che non dialogano. Invece con Ugo c’è sempre stato, pur non condividendo le stesse idee ma stabilendo il rispetto. Nel corso degli anni ho imparato molto da lui, da quello che lui scriveva. Il dialogo è uno delle valenze di Ugo Villani perché lui è una persona aperta e intellettualmente onesta, sempre disposta ad imparare anche dagli altri solamente ascoltandoli. Il dialogo di Ugo è alla base di questi tomi ed uno dei riconoscimenti che gli va dato è appunto il dialogo continuo con tutti i suoi colleghi. E’ fra i pochi studiosi che si è occupato di tutte le grandi branche del diritto riuscendo sempre con la stessa qualità e approfondimento a viaggiare da un settore all’altro che gli ha consentito riconoscimenti prestigiosi”. A prendere subito la parola il professor stesso, che ha sottolineato l’importanza di una serata come quella di ieri, esortando tutti a difendere la dichiarazione dei diritti dell’uomo affinché vengano promulgati non solo per essere rispettati, ma affinché l’insegnamento dei diritti possa entrare nella società: “ A proposito di dialogo, importantissimo è quello con gli studenti che porta a riflettere sulle proprie posizioni e ad avere degli stimoli per la ricerca – Ha detto Villani –  Non è un caso se oggi si parla nell’anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e non è un caso se abbiamo scelto quel quadro di Corrado Giaquinto che si chiama “La Pace e la Giustizia. Io credo che questo sia un binomio indissolubile che deve andare insieme. Nella visione dei diritti umani dell’Onu c’è una condizione imprescindibile per la pace: quando i diritti dell’uomo sono negati c’è una ribellione. Il termine Universale è meritato perchè è proprio dei diritti umani, riconosciuti per tutti e in ogni luogo.

Impossibile, però, non pensare ad un dramma di cui credo ci vergogneremo ben presto, forse dovremmo già farlo, che è quello dell’immigrazione. Un giorno ci si dovrà vergognare di quello che sta accadendo come è successo molti anni dopo del respingimento degli ebrei che fuggivano dal nazismo ma questo quadro, che oggi è preoccupante, non deve far demordere. Io credo che un impegno di tutti, non solo di governi e organizzazioni, ma anche dei cittadini negli ambiti delle loro funzioni e attività politiche, amministrative e culturali, sia quello di rivendicare sempre questi diritti. Quella dichiarazione deve essere un costante ammaestramento per continuare a difenderla e a difendere i diritti umani, come abbiamo fatto oggi”.

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