“Debiti Fuori Bilancio” l’opinione di Franco Caputo

Ringraziamo l’ex amministratore della città Franco Caputo, per incidere, con un suo editoriale, nel difficile panorama politico-amministrativo che insidia il decorso della Giunta Cascella. Coglieremo volentieri sempre le sue  note esperte e storiche che dedica ai lettori di Barlettanews. Michele Sarcinelli

 

L’ultima “querelle” politica, quella dei “debiti fuori bilancio”, si è rivelata,  ancora una volta, solo una occasione per dare sfogo a inutili strumentalizzazioni e tatticismi politici, consumati per lo più in Consiglio Comunale, amplificati da una informazione al solito confusa e approssimativa. In soldoni, ai cittadini è stata fatta passare l’idea per cui i debiti fuori bilancio (anzi “I DEBITI”) altro non sono che “disgrazie” rivenienti da pregresse gestioni, che ricadono sugli incolpevoli amministratori di oggi (gli stessi di ieri), peraltro “costretti” a sanarli.

 Nel merito, per non farla difficile e rifuggendo da inutili tecnicismi normativi, è quanto mai opportuno ricordare che i “famigerati” debiti fuori bilancio, in genere, scaturiscono da: sentenze esecutive, transazioni, ripianamento di disavanzi o ricapitalizzazioni di aziende partecipate e/o controllate, espropri urgenti, acquisti di beni e servizi di provata utilità e urgenza, ecc.

Per tali fattispecie, trattandosi di fenomeni solitamente non preventivati o a volte non prevedibili, e pertanto non ricompresi nei Bilanci di Previsione, il Testo Unico degli Enti Locali (art. 194) consente alle Amministrazioni di “riconoscerli” e renderli contabilmente “legittimi”.

A guardar bene quindi si tratta di fenomeni “straordinariamente” ordinari che potenzialmente possono verificarsi in qualsiasi Comune, ad ogni latitudine, a Ragusa come a Sondrio, prescindendo dall’età, dal sesso e dal colore politico del Sindaco di turno.

Semmai il vero tema politico è decidere se e come governare e prevenire tali fenomeni, verosimilmente attraverso un diverso approccio politico e culturale, tale da consentire di: analizzare le cause per individuarne le tipologie più ricorrenti, o ancora, attenuarne la frequenza e la numerosità avendo cura, possibilmente, di stimare i costi presunti prevedendo appositi accantonamenti nei Bilanci di Previsione.

Da queste premesse si può e si deve ripartire. Il Sindaco Cascella, oggi titolare anche della delega al Bilancio, faccia conoscere alla città qual’é  l’indirizzo politico (se esiste) della sua maggioranza, quali gli obiettivi che la sua Amministrazione si pone rispetto alla necessaria e urgente gestione prospettica di questi ed altri temi legati alla programmazione e quindi alle politiche di bilancio, prendendo a riferimento, ad esempio, alcuni spunti contenuti nel documento di“programmazione finanziaria 2013” datato 31.08.2013 predisposto dall’ex Dirigente Dr. Pedone.

Il rischio che incombe, anzi direi la certezza, è che i soliti tatticismi delle opposizioni e le finte contrapposizioni “poltronistiche” della maggioranza, unite alla indeterminatezza amministrativa, non sposteranno di un millimetro la realtà delle cose. Ciò determinerà inevitabilmente il perpretarsi di tali fenomeni, e quindi costanti e cospicui lasciti di “debiti fuori bilancio” da lasciare in eredità ai futuri Sindaci. Insomma, come si dice: sta pensato anche per chi verrà dopo.

La vera discontinuità, intesa come innovazione e cambiamento sostanziale, va giocata sul terreno della qualità e dell’efficienza amministrativa, rompendo alcuni schemi, assumendo rischi e mettendo la politica davanti alle proprie responsabilità. Ammonimenti, proclami, buoni propositi, e salvifici “comitati di esperti”, sebbene annunciati con raffinati comunicati stampa, riporterebbero ancora una volta la città al punto di partenza, come nell’antico ” gioco dell’oca” tanto caro ai romani.

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