Dario Damiani chiarisce il disappunto di Cascella sul bilancio

Anche in questo caso riportiamo testualmente un comunicato chiarificatore del consigliere di Forza Italia Dario Damiani che ribatte le osservazioni del sindaco Cascella.

“Premesso che le parole hanno sempre, in ogni situazione della vita, un peso non trascurabile, vi sono circostanze in cui esso diventa ancor più significativo, imponendo estrema attenzione nel loro utilizzo. Leggo, in una nota ufficiale a firma del sindaco Pasquale Cascella, il disappunto nei confronti di chi ha osato criticare la modalitàdi approvazione dell’ultimo Bilancio previsionale 2014 con formula “dato per letto”; ciòperché, dichiara il primo cittadino, se ne sarebbe invece “discusso per 12 ore nel Consiglio comunale di martedì”. Evidentemente, allora, il sottoscritto e il sindaco Cascella hanno partecipato a differenti sedute di Consiglio comunale: in quella del 9 settembre scorso, infatti, non si è mai arrivati a portare sul tavolo della discussione il contenuto analitico del Bilancio 2014, ma soltanto gli atti propedeutici all’approvazione dello stesso, che sono cosa ben distinta. L’assise consiliare, pertanto, non è affatto entrata nel merito delle singole voci quali: spesa corrente, spesa investimenti, mutui, piano opere pubbliche annuale e triennale, relazione previsionale e programmatica, cioè il cuore pulsante del documento contabile. La lunga discussione si è concentrata nella sua totalitàsulle aliquote dei famigerati tributi locali, approvate le quali si è bypassato l’intero contenuto del Bilancio con la formula, appunto, del “dato per letto”. Ciò ha impedito il confronto pubblico nella sede istituzionale del Consiglio su temi fondamentali come il Piano delle opere pubbliche, che annovera al suo interno, a titolo di esempio, gli interventi per migliorare la balneabilitàdelle acque marine, questione di scottante attualitàin questi mesi. Dispiace leggere che l’avvenuta presa conoscenza del contenuto del Bilancio da parte dei singoli consiglieri venga equiparata alla discussione in pubblica sede, mai realizzata, di cui avrebbe potuto beneficiare non solo la compagine politica ma la collettivitàintera. In astratto, infatti, si invocano i principi guida della partecipazione e trasparenza, per segnare la discontinuità col passato; ma alla prova pratica, la maggioranza continua a rifugiarsi nelle formule di rito.”

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