Damiani: “Occorre guardare al Sud non come un problema, ma come un’opportunità”

Damiani

Intervenendo al Senato nel corso della discussione odierna sul Documento Economico Finanziario (DEF), il senatore di Forza Italia Dario Damiani ha concentrato la sua relazione sulla necessità che il Governo si impegni ad attuare un grande Piano strategico per il Sud, finalmente svincolato da logiche assistenzialiste e fondato sugli incentivi alla libera iniziativa economica.

“Credito, politiche fiscali, infrastrutturali e investimenti sono gli interventi capaci di creare un contesto che possa rendere il Mezzogiorno attrattivo. In tale direzione, uno strumento di impatto molto incisivo può essere rappresentato dalla cosiddetta “clausola del 34%” – cioè la previsione di un livello di spesa ordinaria in conto capitale da destinare al Sud proporzionale alla popolazione residente (il 34% del totale nazionale, appunto); anzi, la proposta di Forza Italia consiste nell’elevare tale quota sino al 45%“, ha evidenziato il sen. Damiani.

“Occorre guardare al Sud con occhi nuovi, non come un problema in cerca di soluzione, ma come un’opportunità per il rapido recupero dell’economia nazionale e continentale. E’ un dato che il Sud stia crescendo più del Nord: nel 2016 ha consolidato la ripresa con una crescita dell’1% del PIL, superiore di poco al resto del Paese, proprio come l’anno precedente, il 2015. L’elemento maggiormente positivo del 2016 è stata la ripartenza del settore industriale meridionale: l’industria manifatturiera è cresciuta al Sud nel biennio di oltre il 7%, più del doppio del resto del Paese (3%). Il Sud cresce nonostante il trend decrescente della redistribuzione operata dalla finanza pubblica per il Mezzogiorno, in calo, dai primi anni Duemila, di più del 10%. E’ dunque infondato parlare di un Sud assistito e inondato di risorse pubbliche“. Purtroppo la difficoltà di accesso al credito bancario limita le opportunità di iniziativa imprenditoriale: “Al Sud il denaro costa di più, e l’accesso su richiesta è di gran lunga inferiore rispetto al resto del Paese. L’accesso al denaro va dunque reso più possibile e meno costoso. Un ruolo essenziale in questo ambito possono averlo le Banche di Credito Cooperativo e le Casse Rurali (BCC-CR), per favorire la nascita di progetti di impresa giovanile nelle regioni del Mezzogiorno. Più di 63 miliardi di euro di impieghi e 53 miliardi di euro di depositi sono numeri che rappresentano un riferimento prezioso per il tessuto imprenditoriale locale. “Occorre ripensare il Mezzogiorno avendo come orizzonte la frontiera mediterranea, perché Mediterraneo significa logistica, scambi commerciali, filiere agroalimentari, gestione di grandi infrastrutture e appalti di opere pubbliche, e il Mezzogiorno geograficamente è una piattaforma logistica di prim’ordine che può competere con il Nord Europa. La nuova politica meridionalista deve emanciparsi dall’assistenzialismo, dall’attesa di risorse dispensate senza un criterio coerente e dagli interventi straordinari. Una sfida complessa, quella del Governo che si definisce del “cambiamento”, atteso da noi di Forza Italia al banco di prova”.

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