Dal Sole alla Luna, dal Natale all’Epifania: storia e vicissitudini dell’italianissima Befana

Gli ultimi giorni di dicembre sono passati, il 2014 ha ceduto il posto al 2015 e, con oggi, le festività natalizie hanno ufficialmente fine (anche se per la liturgia cristiana il Tempo di Natale avrà ufficialmente fine la prossima domenica con la ricorrenza del “Battesimo di Gesù”). Come si suol dire, l’Epifania tutte le feste porta via, ma in occasione di questo ultimo giorno di festa, dopo la visita di Babbo Natale, i bambini potranno ricevere anche la visita di una figura folkloristica tutta italiana, nata nelle regioni centro-meridionali del nostro paese e poi diffusasi in tutta la nazione: stiamo ovviamente parlando della Befana.

calze-epifania-con-i-doniÈ ormai tradizione (da nemmeno troppi anni, in realtà) che nella notte del 6 gennaio questa simpatica vecchietta, dalle apparenze del tutto simili alla più stereotipata strega cattiva delle fiabe ma dal cuore d’oro, visiti ogni caso lasciando calze colme di dolci e doni ai bambino “buoni”, punendo quelli “cattivi” con calze ricolme di carbone.

La figura della Befana, pur essendo prettamente nostrana e ben lungi dall’essere universalmente riconosciuta come Santa Claus, condivide con questo delle origini antichissime, anzi, probabilmente più antiche! Se infatti alle spalle di Babbo Natale troviamo la figura cristianissima di San Nicola (con solo qualche accenno ai miti norreni più antichi), le origini della Befana risalgono ad oltre due millenni fa, ai tempi dell’antica Roma.

Partendo dalla più volte citata festa del Sol Invictus, gli antichi Romani avevano stabilito un altro giorno di festa esattamente dodici giorni dopo le celebrazioni per il dio Sole, un giorno in cui si sarebbe celebrata la rinascita di Madre Natura dopo il giorno più buio dell’anno. Il numero dei giorni non è casuale, per quanto tutti i significati dietro questa scelta ci siano tutt’ora sconosciuti: si può supporre che il numero dodici serva a ricordare il numero dei mesi compresi in un anno, ma è molto probabile che dietro ci siano altri significati mistici e religiosi, purtroppo persi nei meandri del tempo.

Interrogativi sulla numerologia a parte, nel dodicesimo giorno dopo il solstizio e la festa del Sol Invictus, la leggenda raccontava che nei cieli notturni si librassero in volo delle figure femminili, intente a benedire i campi per renderli fertili per un altro anno. Il mito qui presenta altre variazioni: secondo alcuni, le figure volanti erano manifestazioni di Diana (o Artemide se si preferiscono i nomi greci) dea della Luna e della Notte (tra le altre cose), altre tradizioni invece identificavano in quelle figure la dea Abundia o Satia, divinità dell’abbondanza e della sazietà.

bruciare-la-vecchiaL’aspetto di donna anziana però deriverebbe da altre tradizioni, forse germaniche, in cui questa la donna anziana era rappresentazione dell’inverno e dell’anno appena terminato. Da questa credenza deriva anche l’usanza, diffusa in più comuni d’Italia, di bruciare i vecchi vestiti e anche fantocci e effigi raffiguranti la Befana stessa.

Giungiamo quindi all’avvento dei Cristianesimo: sempre sull’onda di una precisa scelta di marketing (per quanto non pochi padri della Chiesa abbiano cercato di giustificare tali scelte, del tutto arbitrarie, con astrusi calcoli basati sulla presunta conoscenza esatta delle date di concepimento di Gesù Cristo e del suo lontano parente Giovanni Battista), la nuova religione scelse questa ricorrenza per porvi la festa della “Manifestazione”, ovvero dell’Epifania.

Stabilito il nuovo nome per questa ricorrenza, nacque anche il nome, ora ufficiale, di questa figura femminile che solcava i cieli notturni dodici giorno dopo quello che era appena diventato il Natale: dalla storpiatura di Epifania nacque dunque il nome Befana, tuttavia per la neo-battezzata vecchietta la vita sotto l’influenza cristiana non fu facile.

Befana (1)Fu infatti immediatamente demonizzata, e i padri della Chiesa le cambiarono aspetto fisico e abbigliamento, donandole come caratteristiche una certa bruttezza, vestiti neri e logori, cappello a punta e come mezzo di locomozione non più la capacità di volare bensì una vecchia scopa in saggina volante. Con questo cambio di guardaroba, la Befana divenne “sorella” di figure ben più temute e dall’indole molto più malvagia: la Befana divenne, ingiustamente, una strega.

Ma il popolo (per fortuna) non dimenticò la valenza positiva della figura che in origine era la Befana, così anche il Cristianesimo dovette accettare la Befana, giustificando la sua esistenza inserendola nelle vicende della natività: la Befana infatti sarebbe stata una donna che si era rifiutata di indicare la strada per raggiungere la mangiatoia di Betlemme ai Re Magi e che poi, pentita, passò la notte alla ricerca dei tre saggi, elargendo doni ai bimbi delle case presso cui chiedeva informazioni sui tre che lei non aveva aiutato. Da allora in poi, come espiazione da quella colpa, la Befana, tornata ad essere buona, ogni 6 gennaio porta calze piene di dolciumi e doni ai bambini.

Ultimo legame con l’antica figura della donna volante è il carbone: infatti, il carbone era in principio inserito in tutte le calze, non come punizione, bensì come ricordo di quei riti che prevedevano la messa al rogo delle cose vecchie per salutare l’anno nuovo. Solo in seguito anche il carbone perse questo suo significato originale, divenendo un mezzo con cui punire i bambini “cattivi”.

Questa, in breve, è la storia che ha portato la dea Diana ( o chi per lei) a diventare la buona vecchietta che tutti noi chiamiamo Befana e che porta ancora una volta un po’ di gioia ai bambini di tutta Italia, nonostante il suo arrivo comunque  non sia scevro da elementi negativi… e no, non si sta parlando dell’eventuale carbone delle calze, bensì dalla consapevolezza che anche le tanto desiderate e amate feste natalizie sono purtroppo giunte ad una conclusione.

Ma questo evitate di dirlo ai bambini, lasciamo che passino allegramente l’ultimo giorno di vacanza! E agli adulti: felice Epifania a tutti!

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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