Da settembre partirà a Barletta la raccolta porta a porta dei rifiuti

Un evento specializzato raccomanda all’Amministrazione la strategia del riuso

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Un comune che intenda avviarsi ad un percorso virtuoso attraverso “buone pratiche di amministrazione” non può prescindere dal darsi obiettivi sfidanti proiettati verso il futuro e impegnarsi per raggiungerli attraverso il metodo del confronto e del coinvolgimento della cittadinanza. Questo è il guanto di sfida che l’associazione Sinistra per Barletta ( presente in consiglio comunale con la lista sinistra unita) lancia all’amministrazione comunale attraverso un incontro/dibattito realizzato presso la libreria Cialuna, di Barletta, realtà culturale che sorge nel cuore del centro storico nella Città della Disfida.

Un ricco parterre di relatori da voce alle esperienze vissute da altri territori che si propongono come modello da seguire per la gestione sostenibile dei rifiuti e, più in generale, per le buone pratiche di gestione della cosa pubblica, messe in atto dalle amministrazioni di appartenenza agli stessi.
Il dibattito si articola, dunque, su due fronti: gestione corretta dei rifiuti, illustrazione e applicazione delle tecniche di democrazia diretta.
”Riciclaggio, compostaggio e riutilizzo devono prendere il posto di tecniche pericolose sorpassate come l’incenerimento e lo stoccaggio in discarica, spiega Alessio Ciacci, la prima delle autorevoli voci invitata a raccontare la sua esperienza di assessore all’Ambiente del Comune di Capannori nonché ad illustrare l’importanza, per un comune, di attuare la strategia rifiuti zero.

Il comune di Capannori (LU) è stato il primo in Italia ad aver aderito alla strategia internazionale “Zero Waste” ( “Rfiuti Zero”), ideata da Paul Connet, professore emerito in chimica alla St. Lawrence University di New York. Il comune di Capannori è, senza dubbio, da considerarsi esmpio virtuoso dal quale attingere sia il metodo di gestione sostenibile dei rifiuti che, più in generale, le buone pratiche messe in atto dalla relativa amministrazione, attraverso l’elaborazione delle migliori progettualità per la sostenibilità ambientale, scaturite dal confronto con esperti a livello Nazionale.
Rifiuti Zero”, spiega Alessio Ciacci, “ci dicevano fosse un’utopia, oggi la stiamo costruendo e dobbiamo far crescere sempre più questa strategia, altrimenti, come ci dicono gli scienziati, termineremo presto il pianeta in cui abitiamo”.

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La fotografia del ciclo dei rifiuti in Italia evidenzia un enorme spreco di risorse: mandiamo in discarica il 65% dei nostri scarti, buttando enormi quantità di materie prime preziose, dispendiose anche da estrarre dall’ambiente in termini energetici e di finitezza di materie stesse.
Ogni anno esce il rapporto Overshoot day, scritto da coloro che fanno il bilancio tra le risorse disponibili del pianeta e quelle che consumiamo. Fino all’inizio degli anni ’90 non si è mai arrivati al fatidico giorno del sorpasso tra saldo attivo e passivo, ma negli anni successivi è stato un continuo risalire il calendario fino al 2010, quando il sorpasso tra le risorse consumate e quelle rigenerate è stato il 21 agosto: ogni anno consumiamo circa un terzo in più di quanto il pianeta riesce a riprodurre.
In ciò si ravvisa, dunque, l’urgenza di proiettarsi verso un immediato, seppur graduale, cambio di rotta da attuarsi coniugando modelli di sviluppo e stili di vita con i limiti fisici del pianeta.
L’importanza di riuscire a realizzare compiutamente la strategia Zero Waste, risiede negli indiscutibili vantaggi che dall’attuazione della stessa ne deriverebbero. Difatti, ricadute positive sarebbero riscontrabili su tre fronti: ambientale, economico e della tassazione.
Ergo. appare senz’altro riduttivo guardare alla succitata strategia nell’ottica di una mera riduzione dei rifiuti; occorre, invece, considerarla quale volano per rilanciare l’economia di un territorio e trasformarla in motore di sviluppo per lo stesso, nonché quale tecnica per addivenire alla applicazione della TIA ( tariffa di igiene ambientale) che andrebbe a sostituire l’attuale TARES introducendo un sistema di tariffazione puntuale che consentirebbe di raggiungere l’obiettivo di far pagare agli utenti una cifra calcolata in base all’effettiva fruizione del servizio.

Dunque, dieci i passi da compiere, conclude il Dott. Ciacci, per realizzare la strategia Zero Waste che trova il suo avvio nella tecnica della separazione alla fonte da attuarsi attraverso il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale, articolandosi, successivamente, nella raccolta porta a porta, nel compostaggio, nel riciclaggio finalizzato al recupero dei materiali e al loro reinserimento nella filiera produttiva, nella diffusione dell’autocompostaggio familiare in base al quale prevedere la sostituzioni delle stoviglie e bottiglie di plastica nelle mense pubbliche dove utilizzare acqua di rubinetto, la sostituzione dei pannolini usa e getta con pannolini riutilizzabili, introduzione e diffusione di sistemi alla spina nella vendita di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione dei sacchetti di plastica con borse riutilizzabili per la spesa; nel riuso e nella riparazione, nella tariffazione puntuale, sistema che consente di far pagare le utenze sulla base della produzione effettiva dei rifiuti non riciclabili da raccogliere; nel recupero dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata; nella realizzazione di centro di ricerca e riprogettazione finalizzato alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili; fino a giungere all’obiettivo finale, quale è l’azzeramento rifiuti.

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La strategia illustrata che , dunque, verte su due aspetti, da una parte la raccolta differenziata ed riciclo dei materiali, dall’altra la riduzione degli scarti, persegue, dunque, anche, una duplice finalità: contemperare le esigenze dei cittadini e garantire agli stessi il diritto alla salubrità dell’ambiente, consentendo agli stessi una diretta partecipazione alla realizzazione degli obiettivi citati.
La partecipazione è, difatti, il secondo tema trattato nel corso di questo incontro.

L’elemento della democrazia partecipata, da attuarsi attraverso scelte condivise, nonchè l’interessamento alle buone pratiche amministrative, non solo da parte delle competenze disponibili su un territorio ma, soprattutto, attraverso il coinvolgimento della comunità alle scelte afferenti la gestione della res pubblica, costituiscono ingredienti fondamentali per consentire l’attuarsi di quella rivoluzione culturale della quale i cittadini intendono sentirsi protagonisti.
All’uopo, ci si è avvalsi della testimonianza riportata sul territorio del comune di Troia da Giuseppe Beccia, esponente del movimento “Libertà e partecipazione”, il quale, in maniera puntuale, ha illustrato l’esperienza vissuta in materia di bilancio partecipativo.

Il bilancio partecipativo o partecipato”, spiega Beccia, “è un sistema di consultazione popolare attraverso il quale i cittadini decidono direttamente la destinazione di una parte del bilancio comunale”. Il modello di bilancio partecipativo può essere realizzato attraverso varie tecniche di attuazione, purchè la stesse si rivelino bottom-up ( cioè provenienti dal basso verso l’alto) e non top-down (dall’alto verso il basso). Per ottenere questo risultato, occorre, dunque, stimolare, l’interessamento alla consultazione da parte comunità tutta: cittadini, operatori del settore, associazioni, movimenti.

I vantaggi conseguiti dalla attuazione del succitato modello di bilancio sono rinvenibili, sicuramente, nella possibilità concessa ai cittadini di indicare all’ente Comune, le priorità rispetto agli investimenti e alle opere pubbliche da realizzare sul territorio di appartenenza. Quindi, bilancio partecipato, conclude Beccia, da intendersi quale massima espressione dell’interazione tra Istituzioni e cittadini, i quali sono investiti della facoltà di incidere in merito alla destinazione da attribuire ad una parte delle risorse che costituiscono la dotazione economica di un ente pubblico.

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Entrambe le tematiche affrontate nel corso dell’incontro hanno trovato riscontro positivo e concreta disponìbilità all’attuazione da parte di alcuni esponenti delle Istituzioni locali presenti in sala, quali l’assessore al bilancio Lorenzo Chieppa e il consigliere comunale Carmine Doronzo che, nella diversità dei ruoli istituzionali chiamati a ricoprire, hanno espresso totale condivisione e impegno nel farsi promotori, ciascuno per la propria parte, dell’avvio di percorsi che possano finalmente sfociare in atti e azioni concrete sul territorio.

Un ulteriore contributo in merito alle tematiche oggetto del dibattito de quo, è stato offerto dal Prof. Avv. Luigi Pannarale, nella veste attuale di Presidente del consiglio di amministrazione della Bar.s.a. s.p.a. , il quale ha fornito preziosi suggerimenti all’amministrazione comunale atti a favorire l’aumento della percentuale di raccolta differenziata conseguita dalla Città di Barletta; percentuale che si attesta, ancora, su parametri i quali si registrano essere molto distanti da quelli richiesti, invece dalla normativa vigente in materia. Tra i suggerimenti offerti dal Prof. Pannarale, vi è quello di estendere la raccolta dell’umido ai quartieri della Città attualmente non coperti dal servizio, atteso che ci si è limitati a procedere, con la succitata raccolta, limitatamente alle zone centrali, trascurando quelle periferiche. Inoltre, il Prof. Pannarale, approfitta della sua presenza all’evento, per comunicare ai presenti l’approssimarsi dell’avvio del servizio di raccolta differenziata porta a porta nella città di Barletta, servizio che dovrebbe essere avviato nel mese di settembre.

I relatori si congedano, non prima di essersi resi disponibili ad interloquire con il pubblico che ha assistito sino a tarda sera al dibattito, offrendo, per l’appunto, la possibilità ai presenti, di chiarire gli eventuali dubbi, emersi nel corso dell’incontro, sulla reale possibilità di poter conferire concretezza ed efficacia ai buoni propositi palesati dalle Istituzioni, nella speranza, dunque, che si passi alle vie di fatto e si vada oltre la teoria e i proclami di circostanza.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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