Standing ovation per i giovani della parrocchia Buon Pastore di Barletta in un teatro gremito.

Ha suscitato grande commozione e compartecipazione il debutto dei giovani della Parrocchia Buon Pastore al Teatro comunale “Giuseppe Curci” di Barletta. I ragazzi hanno presentato il Musical “Kolbe, fare della vita un dono”, dedicato al frate polacco Massimiliano Kolbe morto martire nel bunker della fame e della sete di Auschwitz.

In un Teatro “Curci” gremito di gente, erano presenti anche l’Arcivescovo, mons. D’Ascenzo, una folta rappresentanza del Clero barlettano, diversi religiose e religiosi provenienti dall’Italia e dalla Polonia, per omaggiare in fratellanza il martire polacco; l’Assessore alla Cultura del comune di Barletta Michele Ciniero; il Presidente dell’Archivio della resistenza e della memoria, e rappresentanti di diverse associazioni di beneficenza.
Nella presentazione della serata don Claudio, vicario parrocchiale del Buon Pastore ha spiegato che, in vista della festa parrocchiale di Sant’Antonio ogni anno i giovani della parrocchia preparano uno spettacolo teatrale.

Dopo aver messo in scena negli ultimi anni Reality show, Peter Pan, Aladdin e Grease, quest’anno su ispirazione del parroco don Mimmo Minervini – grande innamorato di S. Massimiliano –, i ragazzi e la comunità hanno puntato in alto.
Parlando del soggetto del musical, don Claudio ha detto che l’opera fa luce sulla premessa dell’eroico martirio del Padre Kolbe. Ha ripercorso le tappe salienti della vita del frate: la vocazione, l’amore a Maria, l’evangelizzazione attraverso gli strumenti della comunicazione, la prigionia fino al sacrificio. Don Claudio ha lasciato tutti senza fiato quando ha dichiarato che la vita di S. Massimiliano è il pieno compimento di una vocazione straripante di amore, che ha avuto il suo punto forza nella relazione con l’Immacolata, protagonista nascosta dell’Opera.

Soffermandosi poi sul lavoro dei ragazzi don Claudio afferma: “Il musical su San Massimiliano Kolbe non è solo la realizzazione di uno spettacolo con soggetto religioso: ma per gli attori di questa nostra compagnia teatrale parrocchiale è stata innanzitutto un’esperienza di avvicinamento a Dio attraverso la testimonianza di questo “Patrono particolare dei nostri tempi difficili”, come ebbe a definirlo S. Giovanni Paolo II”.

I giovani così carichi e soddisfatti si preparano ora ad affrontare nel prossimo futuro alcune repliche dello spettacolo: a Roma (in luglio) ed in altri luoghi della Penisola.

Per portare il bel messaggio del sacerdote polacco che la felicità si raggiunge nel “fare della vita un dono”.

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