Domani, in occasione delle celebrazioni del mese mariano della comunità parrocchiale di Sant’Agostino, alle ore 19.00, verrà celebrata la Santa Messa in via Magenta al termine della quale ci sarà la commemorazione delle Vittime del crollo con lo scoprimento e la benedizione della lapide sulla quale sono riportati i nomi e l’età di tutte le vittime, raggruppati per nuclei familiari. Non mancherà, inoltre, il ricordo di Don Michele Morelli, tra i primi soccorritori di quel tragico evento che sconvolse la comunità cittadina nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1952.

L’iniziativa si colloca al termine di un percorso iniziato l’8 novembre scorso con un pellegrinaggio al Cimitero presso le tombe dove riposano i resti mortali delle vittime del crollo, seguito da un momento di riflessione tenutosi in parrocchia il 1° dicembre e curato dal giornalista Nino Vinella, direttore responsabile della testata telematica “La Gazzetta dell’Archeologia on line” e dal sig. Michele Grimaldi, responsabile dell’Archivio di Stato di Bari – Sezione di Barletta. “La celebrazione di questo evento commemorativo – spiega Don Gennaro Dicorato, Parroco di S. Agostino – voluto dalla comunità parrocchiale con la realizzazione della lapide, è la semplice manifestazione del desiderio di mantenere viva la memoria di quanto accaduto per fare tesoro degli insegnamenti della storia, di questa maestra saggia e scomoda dalla quale tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare”.

“LA STORIA – Pioveva come da giorni anche in quella sera di festa dell’Immacolata: fra via Galiberti e via D’Andrea, due strade strette a scendere da via ReginaMargherita verso Ponente, nel popoloso quartiere contadino di San Samuele, si sbriciolarono due interi piccoli fabbricati addossati l’uno all’altro con affaccio su via Magenta. Alti due piani ciascuno, furono squarciati come fosse esplosa una bomba: tutta Italia li vide nelle riprese bianconero della Settimana Incom proiettate dal cinegiornale Luce.

Travature di legno e muri di tufo, materiale fradicio marcito dall’acqua di una pioggia battente senza fine: tutto travolto fra polvere, calcinacci e fanghiglia che soltanto alle prime luci del giorno mostrò il vero volto della tragedia per fare posto ai soccorsi.

Lapidario il comandante provinciale dei vigili del fuoco ing. Gabotto nella relazione alViminale. “Le cause del crollo si ritiene debbano attribuirsi a cattiva costruzione dello stabile in quanto le strutture murarie sono risultate completamente scollegate per mancanza di malta. Le coperture a volta in muratura a sesto molto ribassato devono aver operato una spinta tale per cui le precarie condizioni delle mura perimetrali, aggravate dalle filtrazioni di pioggia, hanno determinato il crollo pressoché totale e simultaneo dello stabile. Le dimensioni degli edifici non erano tali da far supporre che il numero delle vittime potesse essere tanto elevato, ma per la densità altissima degli abitanti, il carattere improvviso e l’ora del sinistro, la percentuale delle vittime è risultata superiore al cinquanta per cento degli inquilini che dalla situazione anagrafica risultavano essere 32. Il bilancio del sinistro è pertanto il seguente: se 32 presenti 3 illesi, 12 feriti e 17 morti (di cui uno deceduto all’ospedale)”.

Già: case povere, mal costruite e sovraffollate. Colpa della miseria e della speculazione. Una situazione purtroppo tipica della Barletta anni Cinquanta, senza il piano regolatore che sarebbe giunto solo nel 1967.” Fonte: https://www.barlettanews.it/8-dicembre-1952-sessantadue-anni-fa-il-crollo-di-via-magenta-prima-tragedia-da-malaedilizia/

 

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