crollo
Ricordare vuol dire “richiamare al cuore” e oggi la città di Barletta richiama al suo cuore i nomi, i volti, le storie di chi quell’alba del 16 settembre 1959 non l’ha mai vista. 58 vittime innocenti travolte sì dal peso del cemento e del ferro di quella che doveva essere la loro casa per la vita e divenne la loro dimora  per l’eternità, ma soprattutto dalla leggerezza dell’incoscienza di chi scientemente volle speculare su quelle costruzioni. Non uccide solo il peso del cemento, uccide la leggerezza delle omissioni, della superficialità, dei mancati doverosi controlli. Tragedie come quella che ricordiamo oggi, ma anche il più recente crollo della palazzina in via Roma o del ponte Morandi a Genova non sono mai fatalità, e chi amministra la cosa pubblica e si onora di rappresentare le istituzioni con coscienza e rigore etico avverte su di sé il dovere morale di impedire che si ripetano. Commemorazioni come questa hanno il grande merito di rinnovare attraverso i ricordi dolorosi il seme della volontà di costruire un’etica della responsabilità civile e politica che riguarda tutti noi, nessuno escluso”.
 

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