Crolla nel 2013 il turismo straniero nella BAT

A cura di Emmanuele Daluiso

L’11 marzo scorso la Banca d’Italia ha pubblicato i dati dell’indagine campionaria alle frontiere sul turismo internazionale dell’Italia nel 2013, da cui emerge che nell’insieme la bilancia turistica italiana continua a chiudere in attivo.

A fronte di 20.159 milioni di € di uscite sono state registrate entrate per 32.989 milioni di €, con un saldo positivo di 11.830 milioni di €, in crescita del +11,1% rispetto al 2012.

Nel 2013 si è accentuata la flessione della spesa degli italiani all’estero (-1,7%), emersa nell’anno precedente (-0,3%), ma è proseguito l’aumento della spesa degli stranieri in Italia (+2,9%), in aumento ininterrotto dopo lo scoppio della crisi finanziaria mondiale del 2008, con una variazione fra il 2010 e il 2013 del +12,8%, contro il -1,3% della spesa degli italiani all’estero nello stesso periodo.

Anche la Puglia ha registrato nel 2013 un saldo positivo della bilancia dei pagamenti del turismo internazionale (+169,4% ), risultato dalla contrazione della spesa turistica dei pugliesi all’estero (-8,7%) e dall’aumento della spesa degli stranieri in Puglia (+6,4%), consolidando le tendenze già manifestatesi nel 2012 ed invertendo le tendenze dei due anni precedenti.

Nel complesso del quadriennio 2010-2013 il saldo della spesa turistica internazionale della Puglia è risultata pari a 77 milioni di €, frutto di tendenze diversificate nelle varie province: da una parte le province con un saldo positivo (Lecce +259 milioni di €, Brindisi +147 milioni di € e Foggia +11 milioni di €); dall’altra, le province con un saldo negativo (Bari -229 milioni di €, Barletta-Andria-Trani -65 milioni di € e Taranto – 50 milioni di euro).

Il saldo negativo della bilancia dei pagamenti turistici della BAT è il risultato di una tendenza della spesa dei residenti all’estero strutturalmente più elevata di quelli degli stranieri nella BAT, salvo il 2012 che aveva mostrato un sostanziale pareggio.

Particolarmente rilevanti sono state le variazioni della bilancia dei pagamenti turistici internazionali della BAT, che, secondo i dati della Banca d’Italia, sono risultati in controtendenza rispetto a quanto registrato a livello nazionale e regionale. E’ crollata, infatti, la spesa degli stranieri nella BAT del -43,9%, a fronte di un incremento della spesa dei residenti nella BAT all’estero del +14,6%.

Senza titolo-3

La BAT, insomma, in contro tendenza nazionale e regionale, continua a generare più spesa turistica all’estero di quanto non facciano gli stranieri in Italia, segno, per un verso, della presenza nella BAT di una quota di popolazione che, nonostante la forte crisi dell’economia locale e l’esplosione della disoccupazione, è in condizioni economiche agiate (secondo altri dati della Banca d’Italia, nella BAT è cresciuta fortemente nell’ultimo decennio la disuguaglianza dei redditi), e, per altro verso, di una difficoltà nel saper attrarre in misura significativa flussi di stranieri sul territorio, nonostante attrattori turistici di grande rilevanza internazionale.

Non è che i risultati non ci siano stati in questi ultimi anni: a parte il crollo della spesa degli stranieri nella BAT nel 2013, nell’ultimo quadriennio essa è comunque aumentata del +187,3%, ma è evidentemente su livelli assoluti ancora molto insoddisfacenti, rispetto alle potenzialità del territorio.

Per altro, secondo i dati della Banca d’Italia, nel 2013 vi sarebbe stato un crollo dei pernottamenti stranieri nella BAT di oltre il 62%, una tendenza che seguirebbe la flessione di presenze turistiche straniere nel 2012, già registrato dai dati pubblicati a fine dell’anno scorso dall’ISTAT.

Ricordiamo, infine, che il tasso di turisticità della BAT, valutato sulla base dei dati delle presenze turistiche dell’ISTAT del 2012, è pari ad appena l’11% della media nazionale, un valore che negli ultimi due anni, anziché aumentare è diminuito.

I dati della Banca d’Italia fanno emergere ancora una volta la necessità per il territorio di dotarsi di una strategia di sviluppo turistico più lungimirante e coerente di quanto sia stato fatto negli ultimi anni. La presenza di un marchio di riconoscibilità del territorio, qual è quello di Puglia Imperiale, andrebbe meglio valorizzata sui mercati internazionali, ma ciò necessita di una più forte collaborazione delle istituzioni locali, che, viceversa, sembra che si stia progressivamente perdendo, ma anche di una capacità di organizzazione dei privati, ancora incapaci di operare secondo una logica di filiera. E poi la necessità che il settore pubblico e il settore privato collaborino fra di loro. Il settore turistico è un tipico esempio in cui la stretta collaborazione fra la mano pubblica e quella privata è essenziale per lo sviluppo turistico di un qualsiasi territorio. La BAT dovrebbe su questo tornare ad investire come un tempo, riuscendo a superare gli ostacoli degli ultimi anni, con una forte capacità di autocritica da parte dei vari soggetti pubblici e privati che a vario titolo sono impegnati per lo sviluppo turistico del territorio.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here