Crisi di occupazione in gran parte d’Europa

Ma chi lavora è significativamente stressato. L’UE corre ai ripari 

Gli anni di lotta dei sindacati e dei lavoratori hanno portato, nel corso degli anni, numerose conquiste degne di rilievo che, almeno in teoria, hanno migliorato sensibilmente le condizioni a cui devono sottostare tutti i lavoratori. Dalle situazioni al limite dell’umana sopportazione si è quindi giunti a formulare concetti quali il diritto ad una giusta retribuzione, il limite massimo di 40 ore lavorative settimanali e il diritto dei lavoratori di prestare il proprio servizio in un ambiente salubre, che non metta in pericolo la loro salute sia fisica che mentale.

Ma, nonostante queste “conquiste” e la creazione di norme atte a punire i comportamenti che violano questi diritti, una fra tutte quella che ha istituito il reato di mobbing, il posto di lavoro è, per molti lavoratori, fonte di grande stress che, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute del lavoro, è la prima causa di malessere riportato ai medici e causa del 50-60% delle assenze dei dipendenti dai propri posti di lavoro.

Secondo i dati dell’Agenzia, inoltre, tale stress è dovuto in gran parte  alla gestione sbagliata dei datori di lavoro, non in grado di saper gestire l’ambiente lavorativo  senza creare inutili e soprattutto controproducenti pressioni. Lo stress derivante dal lavoro non solo fa aumentare il numero di assenze e, in alcuni casi, di prepensionamenti, ma costa ai vari stati dell’Unione miliardi di euro ogni anno (nel 2007 in Francia i danni sono stati calcolati intorno ai 2-3 miliardi di euro).

Per questo motivo la Ue ha deciso di lanciare una campagna per sensibilizzare aziende pubbliche e private ad affrontare questo grave problema che affligge il sistema.  La campagna mirerà soprattutto affinché i dirigenti e i datori di lavori siano in grado di creare un ambiente di lavoro scevro da qualsiasi pressione negativa. L’obiettivo sarà non solo quello di tutelare la salute psico-fisica dei dipendenti ma anche arginare le perdite economiche derivanti dall’attuale situazione. Perché, come ha anche affermato commissario Ue all’Occupazione Lazlo Andor, “non sono solo i dipendenti a pagare lo stress da lavoro, ma anche la performance delle aziende”.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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