Cresce l’esport della BAT nel primo semestre del 2014

daluisoL’ISTAT ha diffuso i dati export delle regioni e delle province italiane aggiornati al secondo trimestre 2014. Così esordisce il dott. Emmanuele Daluiso vice Presidente Euro*Idees  che periodicamente,aggiorna e informa  i nostri lettori sull’andamento commerciale della BAT. Seguitissimi e apprezzatissimi risultano le sue analisi, che per fortuna, in questa puntata risultano moderatamente ottimistiche. Ancora una volta la Direzione di BarlettaNews ringrazia Emmanuele  per il privilegio che ci riserva.

Quello che emerge per la BAT è che, pur a fronte di un leggera flessione del secondo trimestre rispetto al primo trimestre del 2014 – si è infatti passati in termini assoluti da 118 a 115 milioni di euro- nell’insieme la prima metà dell’anno in corso, rispetto allo stesso periodo del 2013, ha visto crescere l’export provinciale del +12,3%, rispetto al +9,4% della Puglia e al + 1,3% nazionale.

Anche per il secondo trimestre 2014 la BAT si conferma fra le province più dinamiche sui mercati internazionali, quelle che hanno registrato una crescita superiore al 7,2%. Con il trend del primo semestre la BAT potrebbe anche quest’anno registrare un nuovo record delle esportazioni e superare il valore del 2013, che è stato pari ad oltre 452 milioni di euro.

Si rafforza la capacità di presenza della BAT sui mercati internazionali

Il primo semestre 2014 conferma, dunque, la fase positiva in cui si trova l’export della BAT, una fase che dura dal 2010, dopo il crollo registrato dal commercio internazionale nel 2009, conseguente alla grave crisi mondiale, finanziaria ed economica, scoppiata nel 2008.

Con riferimento ai dati del primo semestre, tra il 2010 e il 2014 l’export della BAT è cresciuto di circa il 60%, contro il 23,6% regionale e il 21,5% nazionale.

Il sistema moda continua a fare da traino, ma si indebolisce l’agricoltura

A fare da traino è sempre il sistema moda, che pesa per oltre il 71% sull’export provinciale e il solo comparto calzaturiero pesa per circa il 47%.

La BAT da sola pesa per oltre il 50% dell’export regionale del sistema moda, una quota cresciuta sensibilmente in soli quattro anni, visto che nel 2010 era pari 37%. Il peso del solo comparto calzaturiero della BAT pesa sull’export regionale di calzature per oltre l’81%, cresciuto rispetto al 62% nel 2010.

Si indebolisce, invece, il comparto dell’agricoltura il cui peso sull’export provinciale passa da 7,1% del 2013 al 4,2% di quest’anno.

Si rafforza l’export della BAT verso i Paesi extra europei

Il primo semestre 2014 ha continuato a registrare una tendenza che si è andata consolidando negli ultimi anni, quella dell’export verso i Paesi extra UE.

L’export della BAT verso i Paesi UE, tra il primo semestre 2010 e il primo semestre 2014, è infatti sceso dal 59% al 52,8% del totale, mentre quello verso i Paesi extra UE è aumentato dal 41% al 47,2%.

I Paesi di esportazione più rilevanti nell’UE sono Francia, Germania e Regno Unito, quello più rilevante per la BAT fuori dell’Unione Europea rimane l’Albania. Molto bassa, meno del 5% è la quota di esportazioni dirette verso i cosiddetti Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa). Continua a crescere il peso del Medio Oriente che vale quanto i Paesi BRICS nel loro insieme.

Rafforzare il ruolo dell’export nell’economia del territorio

La BAT, dunque, si sta dimostrando molto dinamica sui mercati esteri, sta reagendo alla crisi del mercato interno, anche se l’export non è allo stato attuale in grado di rappresentare una concreta alternativa ai consumi nazionali.

Il peso dell’export nell’economia locale è stimabile intorno al 10% e quindi non è in condizioni di dare un contributo significativo alla crescita dell’occupazione. Contatti con singole aziende che lavorano sui mercati esteri fanno emergere che queste stanno creando occupazione, ma ovviamente trattandosi di un numero limitato di aziende il loro apporto all’occupazione è poco significativo, rispetto ai grandi numeri della disoccupazione dilagante.

E’ quindi necessario consolidare il ruolo dell’export nell’economia locale, ampliare il numero delle imprese in grado di lavorare permanentemente sui mercati esteri.

E’ necessario che le istituzioni riescano a sostenere gli sforzi che stanno profondendo le imprese orientate sui mercati internazionali, sia per migliorare la loro capacità di internazionalizzazione, sia per favorire la costituzione intorno a tali imprese di gruppi di imprese fortemente integrate, sia per ampliare l’occupazione legata alle attività internazionali.

L’export può diventare un motore importante per rilanciare la competitività del territorio, ma questo impone un coordinamento di forze, pubbliche e private, e una intensità di sforzo che oggi appaiono  assenti. In questa direzione dovrebbero essere usate una parte rilevante di risorse finanziarie europee, rese disponibili per l’Italia per il periodo 2014-2020.

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Emmanuele Daluiso
Vice Presidente Euro*IDEES

 

 

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