Cresce l’export della BAT nel primo trimestre 2014

La BAT si conferma anche nel primo trimestre 2014 tra le province italiane con il più alto tasso di crescita.

Continua la fase positiva dell’export della BAT in un contesto di rafforzamento del commercio mondiale

Anche il 2014 potrebbe essere un anno boom per l’export della BAT, continuando la fase positiva che dura dal 2010.

La BAT sta infatti dimostrando una significativa capacità competitiva sui mercati internazionali, grazie alla capacità innovativa sui mercati esteri che sta caratterizzando un gruppo di imprese, soprattutto impegnate nel settore moda.

Il primo trimestre 2014 si è chiusa per la BAT con una crescita del 13,6% contro il 2,8% della media nazionale. Si tratta di un dato che colloca la BAT fra le province italiane più dinamiche in termini di esportazioni.

Per il 2014, secondo le più recenti previsioni dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, è atteso un incremento del commercio mondiale superiore al 4%, al di sopra del 2,5% circa registrato nel 2013, un fatto che potrà favorire la crescita dell’export di quelle aree geografiche e territori, fra cui la BAT, che stanno dimostrando una significativa capacità competitiva sui mercati internazionali.

Si rafforza il peso del sistema moda nell’export della BAT e si indebolisce il peso dell’agro-alimentare

Il sistema moda rappresenta il punto di forza nell’export della BAT e le tendenze fra il 2014 e il 2013 mostrano un suo ulteriore rafforzamento: nel primo trimestre 2014 ha pesato per il  72,26% contro il 69,5% del corrispondente periodo dell’anno precedente.

La parte preponderante dell’export del sistema moda della BAT è costituito dal comparto delle calzature, che ne rappresenta i 2/3 e ha pesato nel primo trimestre 2014 per il 48% circa sull’export totale, rispetto al 46% del primo trimestre 2013.

Il secondo comparto per importanza sull’export del sistema moda, con oltre il 21%, è rappresentato dall’abbigliamento, che pesa per oltre il 15% sull’export complessivo della BAT.

La BAT consolida il suo peso sull’export regionale del sistema moda: circa il 50% per il sistema moda nel suo complesso e oltre l’82% per il comparto delle calzature.

Merita di essere sottolineata la flessione registrata nel periodo esaminato dal comparto agro-alimentare: le attività agricole hanno registrato una significativa contrazione dell’export (-22,8%), mentre le attività alimentari hanno registrato un incremento dell’export (+8,3%), inferiore all’incremento medio provinciale. Entrambe queste tendenze hanno portato il comparto agro-alimentare ha perdere oltre due punti percentuali sull’export complessivo della BAT.

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Si consolida l’export della BAT verso i Paesi extra europei, anche se è ancora bassa la quota verso le economie più dinamiche

Il primo trimestre 2014 ha continuato a registrare una tendenza che si è andata consolidando negli ultimi anni, quella dell’export verso i Paesi extra UE.

L’export della BAT verso i Paesi UE, tra il primo trimestre 2010 e il primo trimestre 2014, è infatti sceso dal 59,2% al 53,4% del totale, mentre quello verso i Paesi extra UE è aumentato dal 40,8% al 46,6%. Tra il 2013 e il 2014 l’export verso l’UE è aumentato complessivamente del 5,7% e quello verso Paesi extra UE del +14,9%.

I margini di miglioramento verso i Paesi extra UE sono ancora notevoli se pensiamo che attualmente verso i Paesi emergenti più dinamici -i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa)- è destinato appena il 4,5% dell’export provinciale. Così come anche ridotta è la quota diretta verso Paesi rilevanti come gli Stati Uniti (1,53%), il Canada (0,97%), il Giappone (0,80%).

Interessante è lo sviluppo che inizia a delinearsi verso i Paesi del Medio Oriente, dove nel primo trimestre 2014 è andato il 4,89% dell’export della BAT, in crescita del 33,4% rispetto al primo trimestre 2013.

 Considerazioni conclusive e indicazioni di policy

L’economia della BAT è da alcuni anni uno dei poli produttivi italiani che sta soffrendo maggiormente delle dinamiche economiche nazionali, con gravi riflessi sul mercato del lavoro, che, secondo i dati più recenti, registra 30 mila disoccupati.

Abbiamo già sottolineato nel precedente rapporto che, in questo scenario complessivo di difficoltà dell’economia locale, le imprese più innovative stanno caparbiamente reagendo, in particolare quelle che hanno imboccato strutturalmente la via dell’internazionalizzazione, che oggi vedono risultati sempre più rilevanti di crescita sui mercati esteri.

La prospettiva di rafforzamento nel corso del 2014 del commercio internazionale rappresenta un importante fattore che lascia intravvedere l’ulteriore rafforzamento dell’export della BAT nel corso di quest’anno, ed in effetti il primo trimestre ha registrato un balzo in avanti di oltre il 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

E’ necessario che le istituzioni riescano a sostenere gli sforzi che stanno profondendo le imprese orientate sui mercati internazionali, sia per migliorare la loro capacità di internazionalizzazione, sia per favorire la costituzione intorno a tali imprese di gruppi di imprese fortemente integrate, sia per ampliare l’occupazione legata alle attività internazionali.

L’export può diventare un motore importante per rilanciare la competitività del territorio, ma questo impone un coordinamento di forze, pubbliche e private, e una intensità di sforzo che oggi appaiono  assenti. In questa direzione dovrebbero essere usate una parte rilevante di risorse finanziarie europee, rese disponibili per l’Italia per il periodo 2014-2020.

Emmanuele Daluiso

Vice Presidente Euro*IDEES-Bruxelles

 

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