Cosa prevede l’Accordo di Partenariato?

Gli interventi da finanziare previsti dall’Accordo di Partenariato si articolano in undici cosiddetti “obiettivi tematici”, che, senza voler fare un lungo e sterile elenco, mi limiterò a raggruppare per grandi comparti, vale a dire:

  • Ricerca, sviluppo tecnologico, innovazione e diffusione delle ICT (Information and Communication Technologies)
  • Competitività delle PMI
  • Modernizzazione dell’agricoltura, pesca e acquacoltura
  • Abbattimento delle emissioni di carbonio in ogni settore dell’economia
  • Prevenzione e gestione efficiente dei rischi
  • Tutela dell’ambiente e uso efficiente delle risorse
  • Infrastrutture per le reti di trasporto sostenibile
  • Promozione dell’occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori
  • Inclusione sociale e lotta alla povertà
  • Istruzione e formazione professionale, apprendimento permanente (long life learning)
  • Miglioramento delle performance delle amministrazioni pubbliche

     Come si può vedere al di là di una lista ridotta all’essenziale, si tratta di una gamma di settori di intervento molto ampia, anche se si avverte un approccio decisamente diverso e più focalizzato, almeno sulla carta, rispetto a quello del passato, sostanzialmente generalizzato e meno selettivo.

A che punto siamo? Quali sono le prospettive?

 Se l’impiego delle risorse sarà, come nelle intenzioni, selettivo e strategico, l’incidenza sul sistema economico e sociale della Puglia sarà tutt’altro che indifferente, trattandosi di oltre un miliardo di € l’anno, per sette anni, considerando tutti i quattro Fondi comunitari e le quote, statale e regionale, di cofinanziamento.

 In questo momento la programmazione dei Fondi FEASR e FEAMP (agricoltura e pesca principalmente) è in fase un po’ più avanzata. Il Programma di Sviluppo Rurale per la Puglia (di seguito P.S.R.) è stato approvato e trasmesso alla Commissione Europea alla fine di ottobre 2014 per l’approvazione. Per quanto riguarda il P.O. dei Fondi FESR e FSE (tutti gli altri settori visti in precedenza) sono in corso i lavori di completamento del documento programmatico della Regione, da trasmettere poi a Bruxelles, per cui è presumibile che anche il quadro della programmazione regionale dei Fondi sarà completo nei prossimi mesi, elezioni regionali permettendo.

     Per la fase operativa, quindi per l’attuazione concreta degli interventi (dai bandi alla realizzazione dei progetti), non credo che ci voglia molto altro per definire la struttura complessiva (e complessa) che reggerà il tutto. Essa è ormai delineata sulla base di due pilastri fondamentali:

  • da un lato le norme (europee, nazionali e regionali) che disciplinano i vari aspetti della Regione che saranno interessati agli investimenti dei programmi strutturali (es. norme ambientali, regimi di aiuto alle imprese, amministrazione digitale ecc.);
  • dall’altro l’insieme dei programmi settoriali che negli anni sono andati caratterizzando gli interventi della Regione nei vari campi (es. piano delle coste o piano dei trasporti, ma anche Bollenti Spiriti per le politiche giovanili, Smart Puglia 2020 per l’innovazione ecc.).

     A questo punto dovrebbe sembrare più chiaro il perché vale la pena di parlare subito di questo argomento. Chi infatti intendesse essere presente e attivo in questa materia, sia esso soggetto privato o pubblico, farebbe bene a prepararsi per tempo.

Per saperne di più

Alcune indicazioni su siti internet consultabili liberamente per acquisire documentazione o approfondire l’argomento:

 LEGGI QUI LA PRIMA PARTE DELL’ARTICOLO

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