Cosa c’è di Kubrick nel Nolan di “Interstellar” e nella fantascienza del nuovo millennio

La descrizione dello spazio fisico extraterreno in termini analitico-scientifici ha riprodotto un parto intellettivo, un’eccitazione dell’immaginario sollecitata dalle omeriche ricerche dell’umanità e dai ciclopici passi compiuti nell’esplorazione del sistema solare. Dal canto suo la tematica, di gran fascino perché riconosciuta simbolicamente intrecciata alla spiritualità collettiva e all’aspirazione all’Oltre del vivente, ha vissuto la propria epoca dorata in film come “2001: a space odyssey” di Stanley Kubrick e “Solaris” di Tarkovskij, ma Interstellar riesce nella realizzazione di un inno alla interstellarcomplessità e all’inspiegabile, pur servendosi di un pietismo che induce tra lo stupore del meraviglioso e l’illimitatezza delle distanze.

Christopher Nolan, al Cinema con “Interstellar” ed un cast di attori di prim’ordine come Matthew McCounaghey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine e Casey Affleck, è un neofita del genere, un pensatore della cinepresa che attraversa l’ignoto avvalendosi degli stessi mezzi dei suoi personaggi, navigando a vista nell’oscurantismo dell’esploratore. Nella forma così definita, il viaggio supremo della specie umana verso la conoscenza e la salvezza perde la deformità dello slancio immaginifico, della fame inquieta di Kubrick e dell’ipotesi formulata dell’individuo nel segno di un ritorno all’Alba del Tutto, all’uovo cosmico in cui anche il divino traduce il dismorfismo dell’incomprensione nella razionalità autoconclusiva della forma, come accade negli ultimi minuti di “2001”.

Lecito allora domandarsi se la ricerca di un punto d’approdo decodificabile dalla mente del viaggiatore non sia di per sé ascrivibile nel novero del terrore più puro, nel momento in cui si traduca in termini e sembianze kafkiane. Interstellar, pur partendo da premesse devote al cinema classico, rinuncia agli esercizi della fantasia tesi ad un’indagine figurativa, perché non vuole compiere una trasposizione meccanica delle regole geometriche del mondo nell’alveo inconoscibile di pianeti e realtà inesplorate. La materia vuota, non coperta dalle astrazioni del pensiero umano, è in tal modo colmata dalle emozioni del testo, da una scrittura articolata e grata ad echi spielberghiani.

interstellar1Il registro drammatico, dal canto suo, è biforcato dalla sceneggiatura in due sottotrame che, pur non dividendosi con equità il minutaggio del film, romanzano un universo estremamente sensibile all’intelletto, in cui l’intervento degli esseri pensanti non è fagocitato dal freddo vuoto interstellare, dalla morte senza ritorno e dalla deriva tragica nella stanza bianca di David Bowman, ma mosso da meccaniche che pur partendo dal ragionamento e dal nozionismo newtoniano, dimostrano di non aver timori reverenziali nel sacrificare la scienza alla poesia. Il McCounaghey protagonista nei panni dell’astronauta ed ingegnere Cooper incarna la fiducia suprema nelle leggi fisiche, la spiegazione inseguita col rigore che lascia però spazio d’azione al sentimentalismo, al ruolo dell’amore come connettore di ogni legge della materia . La costruzione del film quindi, che molto deve alle teorie dei piani temporali e delle dimensioni parallele, pone, in una spettacolosità mai fine a se stessa, un quesito di indubbio fascino: può essere l’uomo il creatore del migliore dei mondi possibili per i suoi simili

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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