Coppia d’assi pugliesi per Zio Vanja di Cecov al Teatro Curci

Rubini e Placido insieme nella celebre opera del drammaturgo russo

 

C’è un po’ di Puglia nello spettacolo “Zio Vanja”, in scena in questi giorni al Teatro Curci, terzo degli appuntamenti del cartellone della stagione di prosa.
A dare anima ai due personaggi più importanti della famosa opera di Cecov, infatti, la coppia di pugliesi doc Sergio Rubini e Michele Placido, il primo nei panni proprio dell’inquieto Vanja, l’altro in quelli dell’anziano professor Serebrjakov, marito della prima moglie di Vanja, e padre di Sonja, la giovane nipote che, rimasta sola dopo la morte della madre, gestisce con lo zio l’azienda agricola.
Un mondo immobile e repellente ad ogni cambiamento, quello narrato da Cecov e messo in scena, in assoluta fedeltà al testo originale, da Marco Bellocchio, regista dello spettacolo, oltre che nome noto nel cinema italiano e internazionale.

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In queste vite bloccate, quella dello zio e di sua nipote, che in quella ripetitività senza scosse trovano però anche la loro sicurezza, si insidiano, a sparigliare il gioco, il professore e la sua giovane moglie. Lui con la proposta di vendere la tenuta, adombra la possibilità di un radicale cambiamento, lei con la sua giovane bellezza, risveglia in Vanja sentimenti e ardori sopiti da tempo. Entrambi,in ogni caso, sconvolgono la rassicurante certezza di una vita piatta sì, ma senza trappole, senza rischi. Al punto che Vanja tenterà persino di uccidere il professore pur di salvaguardare questa sua non-vita; sceglierà insieme alla nipote, anche lei irrisolta in un amore non corrisposto, di rifugiarsi nello scorrere sempre uguale dei giorni fino alla fine: “che fare? bisogna vivere e noi vivremo … sopporteremo pazientemente … quando verrà la nostra ora moriremo con rassegnazione … e riposeremo! .. la nostra vita diverrà deliziosa, soave come una carezza! … io credo, credo!”, come amaramente conclude proprio la giovane Sonja. Gli altri personaggi, invece, andranno via da quella casa e da quella gabbia dove non accade nulla e dove proprio in questo nulla ci si affida per non soffrire “Tutto andrà nel vecchio modo” è la struggente consolazione di Vanja.

La lentezza e la pacatezza della recitazione accompagnano il senso di impotenza e di attesa che aleggia sui personaggi. L’inquietudine di Vanja è resa magistralmente da un grande Sergio Rubini, così come la vitalità del professore trova corpo nel bravissimo Michele Placido.
Al termine della rappresentazione, proprio Placido ha speso due parole per ricordare Arnoldo Foà, da poco scomparso, e ha invitato il pubblico del Teatro Curci, che più volte lo ha ospitato, ad omaggiarlo con un applauso.
Prossimo spettacolo “Enrico IV” di Luigi Pirandello a cura del Centro Polivalente di Cultura del Gruppo Abeliano

 

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