Controlliamo il nostro cuore – Intervista al Dott. Losappio

È durata per tutto il mese di novembre la campagna dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Prevenzione: l’arma più efficace per contrastare malattie quali infarto e ictus, patologie che provocano inabilità mettendo a rischio la vita. Ridurre il rischio significa innanzitutto modificare i comportamenti e lo stile di vita attraverso l’ autocontrollo della pressione arteriosa, la misurazione del colesterolo, una regolare e moderata attività fisica.

Per l’occasione la redazione Barletta News ha intervistato il dott. Losappio, specialista in cardiologia, responsabile del servizio ambulatoriale cardiologico del distretto DSS4 di Barletta ASL/BT, per parlare di prevenzione, del trattamento delle emergenze cardiovascolari e del futuro della cardiologia italiana.

Perché un mese della prevenzione? Non dovremmo “ascoltare” il nostro cuore in ogni momento dell’anno?

<<Non esiste un particolare mese per la prevenzione cardio-vascolare , si poteva indicare qualsiasi periodo dell’anno. Questa iniziativa però non inficia la validità della stessa che anzi funge da cassa di risonanza per potenziare nella popolazione la consapevolezza dell’efficacia della prevenzione lungo a fronte del dato relativo alla diffusione delle patologie cardio-vascolari nel nostro paese che rappresentano la prima causa di morte ed in Italia siamo nell’ordine di circa 240000 all’anno: prendersi cura di sè significa vivere meglio e più a lungo. >>

 

Per promuovere la prevenzione cardiovascolare e a sensibilizzare le persone in merito al proprio benessere controllando i fattori di rischio, è sufficiente osservare un corretto stile di vita?

<< Non bisogna assolutamente far pervenire questo messaggio poiché la prevenzione non si deve basare soltanto sul controllo dei fattori di rischio e sull’osservanza di un corretto stile di vita. E’ necessario anche un controllo clinico e strumentale cardiologico perché ci sono svariate patologie cardiache sia elettriche che strutturali silenti soggettivamente e subdole attese le gravi ripercussioni sulla salute che possono causare: vedasi le patologie aritmiche come la pre-eccitazione ventricolare e/o le patologie strutturali come le cardiomiopatie.>>

 

Sempre più persone sono preoccupate dei valori del colesterolo come fattore di rischio cardiovascolare. Come poterlo abbassare naturalmente? Le statine sono davvero un farmaco sicuro? Esistono rimedi naturali?

<< E’ acclarato che l’ipercolesterolemia è un importante fattore di rischio cardio-vascolare: controllarne i valori sierologici è necessario. Vi sono certamente degli interventi in grado di abbassarne il tasso nel sangue in maniera naturale: si consideri utile a tale scopo il seguire una corretta alimentazione che deve soprattutto prevedere una riduzione dei grassi saturi (come quelli di origine animale), l’evitare il sovrappeso e il fumo , lo svolgere una attività fisica regolare. Il tasso colesterolemico puo’ essere tenuto a bada efficacemente attraverso la somministrazione delle statine, farmaco senza dubbio efficace che ha prodotto un epocale sviluppo nella prevenzione e cura delle malattie cardio-vascolari. E’ ovvio che come tutti i farmaci anche le statine possono produrre effetti collaterali, per cui la massima sicurezza non si può presumerla. Bensì può essere senza dubbio utile intervenire per ridurre o eliminare eventuali danni organici epatici e muscolari derivanti dall’utilizzo prolungato delle stesse attraverso terapie farmacologiche alternative oppure il ricorso a rimedi a naturali in grado di controllare l’ipercolesterolemia: si pensi ad esempio ai cibi anticolesterolo quali il riso rosso fermentato, gli oli essenziali, l’aglio,la garcinia, il chitossano (presente nei crostacei), gli omega 3-6. >>

Come è possibile riconoscere precocemente un evento cardiaco?

<< Per il riconoscimento di un evento patologico cardio-vascolare, come ho già avuto modo di precisare, ci si deve avvalere specificamente di un controllo clinico e strumentale da parte dello specialista.>>

Quali sono i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari?

<< I fattori di rischio cardio-vascolare si suddividono in modificabili e non: ai primi vanno iscritti il fumo, l’ipertensione arteriosa, il diabete, la dislipidemia e l’obesità; i non modificabili sono l’età il sesso (maggiore è il rischio per quello maschile), la familiarità. >>

Qual’è la sfida per il futuro in termini di trattamento e di educazione alla prevenzione cardiovascolare?

<< Le sfide per il futuro sono molteplici. Quelle che individuerei precipuamente e che, a mio avviso, potrebbero essere vinte nel medio periodo, vanno in una duplice direzione: necessità di una piu’ meticolosa informazione per i cittadini circa le misure da adottare con riferimento ad esempio a lo stile di vita e alle abitudini alimentari unitamente ad un maggior sforzo da parte delle organizzazioni sanitarie nel creare una rete piu’ numerosa di specialisti in grado di operare sia clinicamente che strumentalmente in un appropriato progetto preventivo. >>

Le politiche ministeriali che da un alto si spendono per diffondere la cultura della prevenzione ma dall’altro tagliano i fondi destinati alla sanità, sono frutto di una politica che disattende al proprio ruolo? Qual è la sua opinione a riguardo?

<<Per quanto attiene alle politiche ministeriali in tema di prevenzione, ritengo che il vero problema sia da rinvenirsi nella mancanza di una rete territoriale di specialisti che per la loro attività siano messi nelle condizioni di svolgere prevenzione in maniera strutturata ed organizzata attraverso lo stanziamento di fondi ad hoc. Maggiori risorse, finalizzate ad implementare l’organico dei medici cardiologi, costituirebbero uno stimolo in termini di prevenzione: si snellirebbero le attuali lunghissime liste di attesa e sarebbe possibile ridurre la spesa sanitaria con riferimento alle ospedalizzazioni. Tutto ciò risulterebbe attuabile attraverso politiche sanitarie lungimiranti e sostenibili a tal punto da rendere possibile l’applicazione delle disposizioni contenute nella Riforma che se da un lato ha previsto una globale riduzione dei posti-letto, dall’altro non rende di fatto applicabili le disposizioni in essa contenute favorendo fattivamente l’effettivo potenziamento territoriale che risulta allo stato di improbabile realizzazione. >>

Qual è lo stato di salute della cardiologia sul territorio locale? E in Italia?

<<Ritengo che lo “stato di salute” della cardiologia e a livello locale e nazionale sia sostanzialmente buono. Problematiche residuali ancora esistenti, a mio avviso, sono di natura quantitativa e non qualitativa: nonostante gli sforzi fatti sino ad oggi, non da disconoscere, vi sono ancora difficoltà non superate soprattutto a livello ospedaliero circa il ridotto numero dei posti di unità coronarica che non corrisponde agli standard nazionali. E’ su questo fronte che sarebbe necessario attivarsi ed incidere con tempestività. >>

Grazie dott. Losappio e buon lavoro.

 

 

 

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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