Continua il crollo dell’occupazione nei sistemi locali del lavoro del nord barese

Studio Euro*IDEES su dati ISTAT sui sistemi locali del lavoro

Nei giorni scorsi l’ISTAT ha pubblicato i dati sul mercato del lavoro in Italia suddivisi per sistemi locali del lavoro, che restituiscono una mappa più dettagliata a livello territoriale dell’andamento dell’occupazione e della disoccupazione nel corso degli anni più recenti, in particolare dallo scoppio della grave crisi finanziaria ed economica mondiale del 2008.

I sistemi locali del lavoro sono aggregazioni di comuni contigui, individuati dall’ISTAT sulla base dei dati del censimento 2001, caratterizzati dalla capacità di auto contenimento dei flussi del pendolarismo giornaliero fra luogo di residenza e luogo di lavoro.

Il Nord Barese è caratterizzato dalla presenza di tre sistemi locali del lavoro: Barletta, Bisceglie e Corato.

Il sistema di Barletta, comprende tutti i comuni della provincia BAT, ad eccezione di Bisceglie. Il sistema di Bisceglie comprende Molfetta, Terlizzi e Giovinazzo. Il sistema di Corato comprende Ruvo di Puglia. Si tratta di tre sistemi fra loro molto integrati, per varie motivazioni di ordine economico e istituzionale.

Euro*IDEES ha provveduto alla elaborazione i dati più significativi di tali sistemi, che qui in breve presentiamo.


Aumenta la perdita di posti di lavoro: oltre 31 mila tra il 2008 e il 2013

Il dato più eclatante è la forte perdita di occupati da parte del sistema di Barletta, oltre il 20% di posti di lavoro andati distrutti fra il 2008 e il 2013, a causa della Grande Recessione seguita soprattutto in Occidente, dopo lo scoppio della grave crisi finanziaria nel 2008. Forte è stata anche la perdita di posti di lavoro subita dal sistema di Bisceglie: circa il 14%.

La dinamica negativa dei sistemi locali del lavoro di Barletta e Bisceglie è stata più intensa di quella mediamente registrata a livello regionale e di quella registrata a livello nazionale. Più contenuta è stata la perdita di posti di lavoro del sistema locale del lavoro di Corato (circa il 5%), concentrata soprattutto nel 2013, che è stato un anno nero per tutto il mercato del lavoro pugliese.

 

Diminuisce il tasso di occupazione e aumenta il tasso di disoccupazione

Conseguentemente ai suddetti andamenti dell’occupazione, si sono modificati sia il tasso di occupazione che il tasso di disoccupazione.

Il tasso di occupazione, che misura il rapporto fra occupati e popolazione attiva, ha avuto un andamento tendenzialmente negativo a livello nazionale, nel corso degli ultimi anni. Nei sistemi locali del lavoro del nord barese tale tendenza è stata più accentuata, soprattutto nel sistema locale del lavoro di Barletta, dove ha perso 9 punti percentuali tra il 2008 e il 2013.

Per converso, è aumentato il tasso di disoccupazione, soprattutto negli ultimi due anni, impennatosi a livello nazionale sino ad oltre il 12%, un livello doppio rispetto al livello minimo raggiunto nel 2007. Questa tendenza nazionale si è presentata in misura accentuata nei sistemi locali del lavoro del nord barese, soprattutto in quello di Barletta, salito nel 2013 sino a toccare quasi il livello del 23%, rispetto al 10,8% del 2008. Significativi sono stati gli andamenti negativi del tasso disoccupazione anche nei sistemi di Bisceglie, salito nel 2013 al 17,2%, e di Corato, impennatosi sino al 19%.

 

Rimane elevato il tasso di inattività

L’Italia, nel suo complesso, è uno dei Paesi europei con un elevato tasso di inattività della popolazione, ovvero di popolazione che, pur avendo l’età per stare in attività, risulta concretamente in uno stato di inattività. Un dato che evidenzia un vero spreco di risorse umane.

Se tale fenomeno raggiunge nella media nazionale oltre il 50%, nei sistemi del lavoro del nord barese su livelli oltre il 55%, con la punta massima raggiunta nel sistema del lavoro di Barletta, con oltre il 60%.

 

Il posizionamento dei Sistemi Locali del Lavoro del Nord Barese nel contesto regionale

La Puglia conta 44 sistemi locali del lavoro. La loro analisi per densità occupazionale e dinamica occupazionale fa emergere una mappa divisa in quattro categorie: vitali, in fase di sviluppo; in declino, non vitali.

I tre sistemi del nord barese si collocano: due fra i sistemi locali del lavoro in declino (Corato e Bisceglie), uno (quello di Barletta) fra i sistemi non vitali. Quest’ultima è la tipologia dei sistemi locali del lavoro che, nel periodo iniziale di analisi il 2004, presentava una densità occupazionale sotto la densità media regionale, e nel periodo 2004-2013 ha registrato una dinamica di crescita inferiore alla crescita media regionale. Si tratta dei sistemi regionali meno competitivi.

I sistemi in declino, in cui si collocano Corato e Bisceglie sono quei sistemi che nel 2004 avevano una densità occupazionale superiore alla media regionale, ma che successivamente hanno registrato una crescita inferiore alla media regionale. Occorre puntualizzare che l’analisi compiuta sui dati del 2012 aveva fatto emergere la collocazione del sistema di Corato fra i sistemi vitali, ma la dinamica avuta nel 2013 è stata di tale entità negativa da farlo scendere fra i sistemi in declino.

 

Cosa fare?

L’analisi dei dati qui presentata evidenzia la difficoltà in cui si sta dibattendo il mercato del lavoro del nord barese, una difficoltà ben più intensa rispetto a quella già grave registrata a livello nazionale.

Cosa fare per far uscire il nord barese da questo stato di forte recessione economica?

Altri dati ci dicono che la parte più vitale del sistema produttivo locale, quella che deve misurarsi ogni giorno con i mercati internazionali, ha intrapreso da alcuni anni un processo di innovazione che sta dando buoni risultati economici. Ma il suo peso sull’economia locale è comunque molto limitato, valutabile intorno al 10%, ragion per cui la sua performance economica non è in grado di incidere significativamente sull’occupazione, che viceversa dipende dall’andamento dell’economia italiana, in fase di recessione/stagnazione, una condizione destinata a rimanere tale ancora per i prossimi anni, come evidenziano le previsioni dei più accreditati centri di ricerca nazionali e internazionali.

I margini di manovra per politiche in grado di capovolgere in tempi brevi una situazione così grave non sono molti. Sicuramente una più ampia apertura dell’economia locale sui mercati internazionali allargherebbe la platea delle imprese in grado di creare nuova occupazione.

Occorrerebbero anche misure tese ad accelerare nei limiti del possibile lavori pubblici che potrebbero creare nuove opportunità occupazionali.

Non è molto, ma sarebbe già molto riuscirlo a farlo e questo comporta una forte volontà di collaborazione fra imprese ed enti locali. Prima si intraprende questa strada meglio sarà per tutti.

Invalid Displayed Gallery

 

Emmanuele Daluiso

Vice Presidente Euro*IDEES- Bruxelles

 

 

 

 

 

 

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here