Consiglio Comunale specchio di un anno: restituito un riflesso ridicolo

barlettanews - consiglio

Da un consiglio comunale convocato per il precipuo scopo di dare il via libera a delle ratifiche il cui termine ultimo per essere esaminate dai consiglieri era ormai imminente non ci si potevano di certo aspettare i fuochi di artificio, questo è chiaro. Ma l’apatia e la monotonia dell’assise dello scorso 22 dicembre è da primato mondiale.

Il consigliere Damiani, nelle prime battute della seduta, ha affermato come il consiglio in corso fosse specchio dell’intero anno: le innumerevoli assenze, il ritardo di oltre due ore prima di avviare i lavori (duramente contestato dal consigliere Doronzo a cui è seguito il tentativo di difesa della presidentessa Peschechera, la quale ha sottolineato la necessità che il consiglio deliberasse quanto previsto nell’odg), il fatto che la maggioranza abbia dovuto appoggiarsi ancora ai partiti ufficialmente nell’opposizione… persino lo scioglimento per la mancanza del numero legale è iconico.

Anche il mastodontico ordine del giorno, con 52 punti iscritti, è rappresentativo: ratifiche varie, ancora la questione PRG (e via dei Muratori tra le domande di attualità), ancora la questione Canne della Battaglia, ancora tanti, tanti, tantissimi debiti fuori bilancio.

Ancora più emblematico è stato lo svolgimento del consiglio: tolta la polemica sul ritardo, tolta anche la polemica sulle assenze, rimane la campagna elettorale. E di campagna elettorale se ne è fatta tanta.

Partendo da una integrazione al bilancio relativa al recupero delle periferie e ad un piano di contrasto contro le ludopatie, dopo un iniziale momento di silenzio e quasi di imbarazzo, molti consiglieri (dei pochi presenti) hanno voluto esprimere il proprio pensiero. Lungi dal dire cose politicamente utili, gli interventi che si sono susseguiti nell’arco di una lunghissima ora sono stati sterili proclami pre-campagna elettorale.

Il contenuto di ogni singolo intervento, da qualsiasi parte provenisse, copriva dietro la responsabilità amministrativa e le affermazioni di estrema utilità delle ratifiche proposte sterili (la ripetizione dell’aggettivo, per quanto inelegante, è d’obbligo) proclami di importanza della propria persona e del proprio partito e promesse per il futuro. Quando poi il comizio si è chiuso, si è proceduti abbastanza spediti per una manciata di punti all’ordine, grazie al solito intervento del consigliere Ventura che ha proposto di dare per letti i successivi punti all’ordine fino al sesto, quello relativo Canne della Battaglia.

Al settimo punto è venuto meno il numero legale, con soli otto presenti contando anche il sindaco e l’avv. Peschechera, con altri 45 punti all’ordine da esaminare.

La situazione è diventata francamente ridicola.

Se è vero che l’amministrazione sta cercando di occuparsi del corretto funzionamento del comune in favore della comunità, quello che emerge oltre questi proclami è che semplicemente siamo arrivati al punto che non si procede più nemmeno con l’ordinaria amministrazione. Nulla funziona più, è tutto immobile in attesa di vedere chi prenderà il posto di chi da qui a qualche mese.

Questo è in sostanza l’augurio per il nuovo anno dell’ultimo consiglio comunale prima delle feste: sperate che dopo le elezioni rinasca anche la voglia di lavorare seriamente per la comunità (col sottinteso che se tale rinascita non avvenga ci si prospettano altri 5 anni di consigli monotoni e campagna elettorale continua).

Nel frattempo, gli schieramenti di guerra sono in via di formazione, ogni parte politica cerca di emergere e annuncia clamorose alleanze o passaggi di bandiera. Amici diventano nemici, nemici amici, e tutti si infilano in trincea pronti a sparare alla testa l’avversario con un bel blocco di “santini” elettorali per vedere se il proprio finto sorriso immortalato nella foto sia in grado di stordire il tanto odiato concorrente. Un bel modo, in effetti, per celebrare e ricordare il primo conflitto mondiale nell’ultimo anno di celebrazioni ad esso dedicato.

Potrà sembrare, quest’ultima, una metafora di cattivo gusto, ma viene da chiedere se la metafora sia di cattivo gusto perché ciò da cui è originata, ovvero la situazione politica barlettana ad oggi, 24 dicembre, sia marcescente e quindi madre di frutti dal gusto discutibile.

E così, a poche ore dai festeggiamenti natalizi e a pochissimi giorni dalla conclusione di questo non troppo fausto 2017, rimangono tanti interrogativi, tutti relativi a promesse non mantenute.

Questa presunta valorizzazione delle periferie avverrà sul serio e in tempi umani? Questa presunta rivalutazione turistica della città avverrà per davvero? E la valorizzazione dei beni culturali? E quella del nostro litorale? E il PUG? E i sottopassaggi? E via dei Muratori? E la rimozione della cancellata attorno al vecchio ospedale comunale? E l’affollata e problematica situazione del centro storico nelle nottate del week-end?

Parole, tantissime parole rivelatesi utilissime in questa quinquennale campagna elettorale, ma che a conti fatti si sono tradotte in risultati concreti che si possono contare sulle dita di una mano (monca).

Si spera quindi che l’ultimo consiglio comunale del prossimo anno sia specchio di una realtà totalmente diversa da quella del 2017 anche se, visti i concorrenti al titolo di miglior scaldino per poltrone, le speranze sono davvero magre…

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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